PSEUDOFRUTTI DELLE CONIFERE
Lo Strobilo è il fiore delle conifere, non avendoo un vero e proprio ovario non può considerarsi un frutto.
E' costituito da brattee disposte attorno ad un asse legnoso che portano al loro interno squame seminifere che a loro volta possono avere da uno a 9 ovuli.
Si distinguono i seguenti tipi di strobilo:
- Cono, è lo strobilo dei pini,
- Galbulo, carnoso, indeiscente di forma sferoidale come nel ginepro.
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18/05/11
FRUTTO
FRUTTO
Dopo la fecondazione gli ovuli contenuti nell'ovario si trasformano dando origine ai semi, anche l'ovario si ingrossa e trasforma anch'esso e con i semi costituisce il frutto.
Nel frutto si distinguono:
- Seme, embrione che darà origine alla pianta, ricoperto dall'episperma con o senza tessuto nutritizio.
- Pericarpo, rappresentato dal rivestimento dell'ovario (formato dalla o dalle foglie carpellari), più o meno modificato. A sua volta il pericarpo è formato da:
1- Epicarpo, strato esterno,
2- Mesocarpo, strato intermedio (non presente in tutti i frutti),
2- Endocarpo, strato interno.
I frutti si dividono in:
- Frutti propriamente detti, derivanti da un solo fiore (es.: mela)
- Falsi frutti o frutti composti da tanti frutti, (es.: fragola),
- Infruttescenze, che hanno l'aspetto di un frutto solo ma che derivano da una infiorescenza (es.: ananas).
Entrambe questi tipi di frutto si dividono in:
- Frutti deiscenti, il cui pericarpo si apre a maturazione lasciando cadere i semi:
1- follicolo (es.: peonia),
2- legume (es.: pisello),
3- capsula (es.: giusquiamo),
- Frutti indeiscenti, il cui pericarpo non si apre a maturazione:
1- achenio (es.: girasole),
2- cariosside (es.: grano),
3- samara (es.: frassino),
4- noce (es.: rovere).
I frutti propriamente detti si dividono a loro volta in:
- Frutti secchi,
vedi frutti deiscenti e indeiscenti sopra
- Frutti carnosi:
1- drupa (es.: susina, monocarpo),
2- bacca (es.: acino d'uva, policarpo),
3- infruttescenza (es: fico, formato da una infiorescenza),
4- frutto composto (es.: mora, formato da piccole drupe).
Dopo la fecondazione gli ovuli contenuti nell'ovario si trasformano dando origine ai semi, anche l'ovario si ingrossa e trasforma anch'esso e con i semi costituisce il frutto.
Nel frutto si distinguono:
- Seme, embrione che darà origine alla pianta, ricoperto dall'episperma con o senza tessuto nutritizio.
- Pericarpo, rappresentato dal rivestimento dell'ovario (formato dalla o dalle foglie carpellari), più o meno modificato. A sua volta il pericarpo è formato da:
1- Epicarpo, strato esterno,
2- Mesocarpo, strato intermedio (non presente in tutti i frutti),
2- Endocarpo, strato interno.
I frutti si dividono in:
- Frutti propriamente detti, derivanti da un solo fiore (es.: mela)
- Falsi frutti o frutti composti da tanti frutti, (es.: fragola),
- Infruttescenze, che hanno l'aspetto di un frutto solo ma che derivano da una infiorescenza (es.: ananas).Entrambe questi tipi di frutto si dividono in:
- Frutti deiscenti, il cui pericarpo si apre a maturazione lasciando cadere i semi:1- follicolo (es.: peonia),
2- legume (es.: pisello),
3- capsula (es.: giusquiamo),
- Frutti indeiscenti, il cui pericarpo non si apre a maturazione:
1- achenio (es.: girasole),
2- cariosside (es.: grano),
3- samara (es.: frassino),
4- noce (es.: rovere).
I frutti propriamente detti si dividono a loro volta in:
- Frutti secchi,
vedi frutti deiscenti e indeiscenti sopra
- Frutti carnosi:
1- drupa (es.: susina, monocarpo),
2- bacca (es.: acino d'uva, policarpo),
3- infruttescenza (es: fico, formato da una infiorescenza),
4- frutto composto (es.: mora, formato da piccole drupe).
31/03/11
FIORE
Le Angiosperme hanno fiori vistosi così composti:

PEDUNCOLO, situato appena sotto il fiore, con funzione di sostegno del fiore, a seconda della posizione che ha sulla pianta il fiore si dice:
TERMINALE, se si trova all'estremità del caule,
ASCELLARE, se si trova all'ascella di una foglia,
PEZIOLARE, se si trova nel picciolo di una foglia,
CAULINARE, se nasce direttamente dal tronco,
RADICALE, se nasce da una radice
SESSILE. se manca il peduncolo
RICETTACOLO O TALAMO, parte dell'asse fiorale su cui si innestano le parti fiorali, a seconda di come le parti si innestano sul ricettacolo il fiore si dice:
ACICLICO, se le parti si innestano seguendo una linea elicoidale,
EMICICLICO, se una parte del fiore e disposta in verticilli,
CICLICO, se tutte le parti del fiore si dispongono in verticilli.
PERIANZIO, il fiore si dice:
ACLAMIDE o NUDO se il perianzio è assente,
APOCLAMIDE o ASEPALO se il perianzio è formato da un solo verticillo,
OMOCLAMIDE o APETALO, se formato da parti tutte uguali o simili, il perianzio prende il nome di PERIGONIO e le parti di calice e corolla TEPALI,
ETEROCLAMIDE, se formato da due verticilli: CALICE e COROLLA
CALICE, formato da sepali (antofilli poco modificati) di colore perlopiù verde, è il verticillo più esterno del fiore e si dice:
PETALOIDEO, se è colorato
DIALISEPALO, se i sepali sono separati
GAMOSEPALO, se i sepali sono saldati per un tratto, la parte saldata si chiama TUBO, la parte libera LEMBO
URCEOLATO E VESCICOLOSO, se il tubo del calice gamosepalo è largo alla base e si restringe in alto
DENTATO, se il lembo del calice gamosepalo forma solo dei de telli
CALICETTO,
PIUMOSO o PAPPO, se si trasforma in peli piumosi,
BILABIATO, se si divide in due parti.
ANDROCEO, è l'organo maschile del fiore, esso è formato dagli stami.
In base al numero degli stami il fiore sarà:
MONANDRO, con un solo stame
DIANDRO, con due stami
TRIANDRO, con tre stami,
TETRAANDRO ecc,
Ciascuno STAME è composto da:
FILAMENTO, sostiene l'antera
ANTERA, parte fertile comprende quattro sacche polliniche separate quando l'antera è giovane, unite quando l'antera ha raggiunto la maturazione, si apriranno per far uscire il polline.
Gli stami possono essere:
LIBERI,
MONADELFI,
DIADELFI,
POLIADELFI,
STAMINOIDI, in questo caso sono sterili.
I granuli di POLLINE hanno forma arrotondata o ovale grande da 2 a 250 micron ricoperti da due membrane:
ESINA, esterna, ricca di sporopollenina,
INTINA, interna, ricca di pectina.
GINECEO, formato dai carpelli è l'organo femminile del fiore. Il carpello è una foglia modificata che nelle GIMNOSPERME rimane aperto mentre nelle ANGIOSPERME si chiude a formare l'ovario ed è costituito da:
OVARIO, recipiente costituito dalla base della foglia carpellare che racchiude la cavità ovarica, in base alla sua posizione rispetto agli stami può essere SUPERO o INFERO.
STILO, parte superiore dell'ovario
STIMMA, parte apicale della foglia carpellare, generalmente di numero corrispondente agli stili
Il gineceo può essere:
APOCARPO, a carpelli liberi,
SINCARPO, a carpelli saldati,
PARACARPICO, se i carpelli sono saldati solo ai bordi.
OVULO, corpuscolo di forma ovoidale, si forma sulla PLACENTA detta NUCELLA per mezzo del funicolo, viene raggiunto e fecondato dal polline tramite il budello pollinico.
Il fiore può essere:
ERMAFRODITO, se possiede sia gineceo che androceo,
FEMMINILE, se manca l'androceo,
MASCHILE, se manca il gineceo.
Una ramificazione che termina con più fiori si dice infiorescenza si distinguono:
INFIORESCENZE RACEMOSE SEMPLICI o AD ASSE INDEFINITO, infiorescenze con asse a crescita illimitata, i fiori sono laterali sull'asse e sbocciano mano mano che l'asse si allunga.
INFIORESCENZE CIMOSE SEMPLICI, con asse pricipale e ramificazioni a crescita limitata,

PEDUNCOLO, situato appena sotto il fiore, con funzione di sostegno del fiore, a seconda della posizione che ha sulla pianta il fiore si dice:
TERMINALE, se si trova all'estremità del caule,
ASCELLARE, se si trova all'ascella di una foglia,
PEZIOLARE, se si trova nel picciolo di una foglia,
CAULINARE, se nasce direttamente dal tronco,
RADICALE, se nasce da una radice
SESSILE. se manca il peduncolo
ACICLICO, se le parti si innestano seguendo una linea elicoidale,
EMICICLICO, se una parte del fiore e disposta in verticilli,
CICLICO, se tutte le parti del fiore si dispongono in verticilli.
PERIANZIO, il fiore si dice:
ACLAMIDE o NUDO se il perianzio è assente,
APOCLAMIDE o ASEPALO se il perianzio è formato da un solo verticillo,
OMOCLAMIDE o APETALO, se formato da parti tutte uguali o simili, il perianzio prende il nome di PERIGONIO e le parti di calice e corolla TEPALI,
ETEROCLAMIDE, se formato da due verticilli: CALICE e COROLLA
CALICE, formato da sepali (antofilli poco modificati) di colore perlopiù verde, è il verticillo più esterno del fiore e si dice:
PETALOIDEO, se è colorato
DIALISEPALO, se i sepali sono separati
GAMOSEPALO, se i sepali sono saldati per un tratto, la parte saldata si chiama TUBO, la parte libera LEMBO
URCEOLATO E VESCICOLOSO, se il tubo del calice gamosepalo è largo alla base e si restringe in alto
DENTATO, se il lembo del calice gamosepalo forma solo dei de telli
CALICETTO,
PIUMOSO o PAPPO, se si trasforma in peli piumosi,
BILABIATO, se si divide in due parti.
COROLLA, formata da petali (antofilli modificati), è il secondo verticillo del PERIANZIO. Si definisce:
DIALIPETALA, a petali separati, in questo caso il petalo si distingue in due parti: la parte che la unisce al talamo, più stretta, detta UNGHIA e la parte più allargata il LEMBO o LAMINA.
GAMOPETALA, a petali riuniti, si distingue in due parti: quella unita, detta TUBO e la FAUCE che può essere dentata, lobata, lancinata.
ACTINOMORFA, a simmetria raggiata: tubulosa, campanulata.
ZIGOMORFA, a simmetria bilaterale: papilionacea.
DIALIPETALA, a petali separati, in questo caso il petalo si distingue in due parti: la parte che la unisce al talamo, più stretta, detta UNGHIA e la parte più allargata il LEMBO o LAMINA.
GAMOPETALA, a petali riuniti, si distingue in due parti: quella unita, detta TUBO e la FAUCE che può essere dentata, lobata, lancinata.
ACTINOMORFA, a simmetria raggiata: tubulosa, campanulata.
ZIGOMORFA, a simmetria bilaterale: papilionacea.
La disposizione dei PETALI può essere:
VALVATA
CONTORTA
SPIRALATA
VALVATA
CONTORTA
SPIRALATA
In base al numero degli stami il fiore sarà:
MONANDRO, con un solo stame
DIANDRO, con due stami
TRIANDRO, con tre stami,
TETRAANDRO ecc,
Ciascuno STAME è composto da:
FILAMENTO, sostiene l'antera
ANTERA, parte fertile comprende quattro sacche polliniche separate quando l'antera è giovane, unite quando l'antera ha raggiunto la maturazione, si apriranno per far uscire il polline.
Gli stami possono essere:
LIBERI,
MONADELFI,
DIADELFI,
POLIADELFI,
STAMINOIDI, in questo caso sono sterili.
I granuli di POLLINE hanno forma arrotondata o ovale grande da 2 a 250 micron ricoperti da due membrane:
ESINA, esterna, ricca di sporopollenina,
INTINA, interna, ricca di pectina.
GINECEO, formato dai carpelli è l'organo femminile del fiore. Il carpello è una foglia modificata che nelle GIMNOSPERME rimane aperto mentre nelle ANGIOSPERME si chiude a formare l'ovario ed è costituito da:
OVARIO, recipiente costituito dalla base della foglia carpellare che racchiude la cavità ovarica, in base alla sua posizione rispetto agli stami può essere SUPERO o INFERO.
STILO, parte superiore dell'ovario
STIMMA, parte apicale della foglia carpellare, generalmente di numero corrispondente agli stili
Il gineceo può essere:
APOCARPO, a carpelli liberi,
SINCARPO, a carpelli saldati,
PARACARPICO, se i carpelli sono saldati solo ai bordi.
Il fiore può essere:
ERMAFRODITO, se possiede sia gineceo che androceo,
FEMMINILE, se manca l'androceo,
MASCHILE, se manca il gineceo.
Una ramificazione che termina con più fiori si dice infiorescenza si distinguono:
INFIORESCENZE RACEMOSE SEMPLICI o AD ASSE INDEFINITO, infiorescenze con asse a crescita illimitata, i fiori sono laterali sull'asse e sbocciano mano mano che l'asse si allunga.
INFIORESCENZE CIMOSE SEMPLICI, con asse pricipale e ramificazioni a crescita limitata,
INFIORESCEZE COMPOSTE, quando le ramificazioni dell'asse principale a loro volta producono altre ramificazioni.
27/02/11
FUSTO
FUSTO
E' la parte del CORMO che si sviluppa innalzandosi fuori terra verso l'alto.
E' provvisto di GEMME da cui hanno origine i rami e le appendici fogliari che partono da punti più o meno in rilievo detti NODI che suddividono il fusto in tratti più o meno lunghi detti INTERNODI.
Le gemme si distinguono:
Nelle piante erbacee è detto CAULE e STELO.
Funzioni del Fusto
Rispetto al fusto le piante si dividono in:
Il fusto può essere:
La forma del fusto può essere:
Sezione del fusto
Dall' esterno all'interno si distinguono:
corteccia,
sughero,
libro,
alburno,
durame,
midollo,
E' la parte del CORMO che si sviluppa innalzandosi fuori terra verso l'alto.
E' provvisto di GEMME da cui hanno origine i rami e le appendici fogliari che partono da punti più o meno in rilievo detti NODI che suddividono il fusto in tratti più o meno lunghi detti INTERNODI.
Le gemme si distinguono:
- gemme fogliari, sottili e appuntite, da cui originano le foglie,
- gemme fiorali, ovali e tozze, da cui originano i fiori,
- gemme miste, solitamente esili da cui possono avere origine sia foglie che fiori.
Nelle piante erbacee è detto CAULE e STELO.
Funzioni del Fusto
- meccanica di sostegno,
- conduzione della linfa grezza (dalle radici alle foglie) e della linfa elaborata (dalle foglie alle radici),
- riserva.
Rispetto al fusto le piante si dividono in:
- alberi perenni, completamente legnosi con la parte assile molto sviluppata, il loro fusto si chiama TRONCO;
- arbusti, frutici perenni, rafificati fin dalla base con rami completamente lignificati (cespugli come nocciolo, sambuco, rosa);
- sufrutici, legnosi-erbosi, perenni solo per la parte legnosa, ramificati fin dalla base che è legnosa con rami terminali erbacei soccombenti nella stagione fredda (rosmarino, salvia, alcune rose);
- erbacee (annuale, biennale, perenne), molle, succoso, per lo più verde.
Il fusto può essere:
- eretto
- strisciante o prostrato
- ascendente
- volvubile
La forma del fusto può essere:
- fusto cilindrico
- fusto angoloso
- fusto alato
- fusto cladode
- fusto fillocade
- fusto articolato
- fusto a stolone
- fusto sotterraneo o rizoma
Sezione del fusto
Dall' esterno all'interno si distinguono:
corteccia,
sughero,
libro,
alburno,
durame,
midollo,
02/02/11
RADICE
si sviluppa dalla radichetta del seme.
Dalla radice principale hanno origine le radici di second'ordine e da queste si originano radici di terzo ordine fino a creare una fitta rete di radici.
Ciascuna radice all'estremità è ricca di peli assorbenti unicellulari che hanno la funzione di aumentare la superficie di contatto tra le radici e l'ambiente esterno favorendo così gli scambi osmotici.
I peli radicali succiferi hanno vita breve e quando cadono in quel punto la radice diventa ruvida e perde la sua funzione assorbente limitandosi ad esercitare la funzione di conduzione delle sostanze assorbite verso la parte aerea della pianta. Intanto la zona pilifera si sposta verso il basso. La zona di transizione tra la radice ed il fusto si chiama colletto.
Funzioni della radice:
- ancoraggio al terreno e sostegno della pianta,
- ancoraggio al terreno e sostegno della pianta,
- nutrizione della pianta mediante l'assorbimento di acqua e sali minerali attraverso i processi osmotici.
- radici a fittone (dicotiledoni)
- radici tuberizzate, che hanno funzione di deposito (patate, dalie ecc.)
- radici fascicolate (monocotiledoni)
- radici avventizie, sono quelle che si formano sui rami e possono avere il compito di far aderire la pianta ad un supporto come nell'edera oppure soltanto di assorbimento dell'acqua quando rimangono pendule come nel caso delle orchidee epifite tropicali.
17/11/10
FOGLIA
La foglia è un organo fondamentale delle piante, generalmente a forma di lamina e di colore verde.
La gemma è l'origine di un germoglio; è costituita da un fusto dotato di foglie allo stato embrionale che può essere o no protetto da scaglie.
La gemma terminale è situata alla sommità del fusto, il germoglio o l'infioresenza, che si produrrà a primavera, allungherà il fusto.
FUNZIONI DELLA FOGLIA

5. nervatura
6. margine e suddivisione della foglia
7. presenza di peli e di papille sulla foglia
8. foglie profondamente incise
9. foglie che hanno l'incisione fino alla nervatura centrale
10. foglie composte
La gemma è l'origine di un germoglio; è costituita da un fusto dotato di foglie allo stato embrionale che può essere o no protetto da scaglie.
La gemma terminale è situata alla sommità del fusto, il germoglio o l'infioresenza, che si produrrà a primavera, allungherà il fusto.
La gemma ascellare è collocata sull'angolo superiore del picciolo, dove si unisce al fusto, ovvero all'ascella della foglia e a primavera costituirà il ramo fogliare ascellare o si trasformerà in embrione di bocciolo fiorale o di infiorescena.
FUNZIONI DELLA FOGLIA
- Assorbire l'acqua,
- assorbire anidride carbonica CO2
- emettere ossigeno O2
- eliminare l'eccesso d'acqua con la traspirazione
- formare le sostanze nutritive (captando mediante i pigmenti verdi della clorofilla le radiazioni rosse dello spettro solare e accumulando l'energia per la sintesi degli idrati di carbonio, delle proteine e dei lipidi. I principi attivi sono sovente fabbricati dalla foglia. Le altre parti verdi della pianta (giovani fusti, guaine, stipole, brattee, partecipano a queste funzioni in misura minore).
STRUTTURA DELLA FOGLIA
Nella foglia si distinguono:
- guaina
- picciolo
- stipole
- nervature
- vasi e tubi cribrosi
- lembo
- lamina
se la lamina è assente FILLODIO
se la foglia è senza picciolo FOGLIA SESSILE
se la foglia è senza lamina e picciolo SQUAMA

SEZIONE DI UNA LAMINA FOGLIARE, DORSO VENTRALE (DICOTILEDONI)
- epidermide della faccia inferiore
- stomi
- mesofillo:
- tessuto lacunoso
- cellule collettrici
- tessuto a palizzata
- epidermide
- peli
SEZIONE DI UNA FOGLIA ISOLATERALE, CON DUE FACCE UGUALI (MONOCOTILEDONI)
- epidermide superiore
- tessuto a palizzata
- tessuto lacunoso
- epidermide inferiore
ELEMENTI PER IL RICONOSCIMENTO DI UNA FOGLIA
in base alla:
1. disposizione delle foglie sul ramo (fillotassi)
- una sola foglia al nodo
- due o più foglie al nodo (verticillo)
- foglie opposte o decussate
- trimeri
- tetrameri
- distiche
- tristiche
- spirale generatrice
3. presenza e forma del picciolo
4. forma e consistenza della lamina

- reniforme
- peltata
- flessibile
- coriacea
- liscia
- bollosa
- ondulata
- orbicolare
- obovata
- ellittica
- oblunga
- lanceolata
- spatolata
- ensiforme
- lineare
- capillare
- aghiforme
- acuta
- acuminata
- ottusa
- smarginata
- tronca
- cuncata
- cordata
- astata
- sagittata
5. nervatura
- parallelinervia (monocotiledoni)
- retinervia (dicotiledoni)
- penninervia
- palminervia
6. margine e suddivisione della foglia
7. presenza di peli e di papille sulla foglia
glabra- pubescente
- papillosa (vellutata)
- tomentosa
- sericea
- lanosa
- irsuta
- ispida
- ghiandolosa
- spinosa
8. foglie profondamente incise
pennatofida- palmatopartita
9. foglie che hanno l'incisione fino alla nervatura centrale
- pennatosetta
- palmatosetta
10. foglie composte
- paripennata
- imparipennata
- bipennata
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