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03/06/11

CONIFERE

Classe: CONIFERE
Divisione: Gimnosperme
E' la classe più importante delle Gimnosperme per numero e perchè fra di esse si trovano alberi di enormi dimensioni.

Habitat
Coltivate in montagna per:
limitare l'erosione e il franamento del terreno,
favorire la distribuzione delle acque,
mitigare il clima e renderlo più salubre.

Identificazione:
Alberi di grandi o enormi dimensioni, chioma dalla forma conica oppure arbusti.

Fusto:
tronco diritto molto ramificato quasi sempre con crescita indefinita del fusto principale dal quale si dipartono rami via via sempre più corti (ramificazione monopodiale), raramente fusto principale con crescita definita da cui si dipartono rami a sviluppo definito da cui si dipartono altri rami di ordine sempre più elevato (ramificazione simpodiale, tipica delle angiosperme).
Forniti di rami lunghi (macroblasti) e rametti corti su cui sono inserite le foglie (brachiblasti).
Corteccia di sughero compatto screpolato, grigia o bruna.
Fasci cribro-vascolari aperti nella struttura primaria, legno costituito da fibre e tracheidi corte;
canali resiniferi nel legno e nel parenchima della corteccia, del fusto e delle foglie:

Foglie:
piccole squamiformi, linelari, lanceolate talvolta aghiformi, sparse o verticillate, coriacee.

Fiori:
pinate monoiche (foglie pollinifere ed ovulifere sul medesimo esemplare).
Microsporofilli (foglie pollinifere) squamiformi disposti in amenti.
Macrosporofilli squamiformi disposti in infiorescenze strobiliformi dall'aspetto di coni (i macrosporangi sono isolati solo nel genere Taxus).
Impollinazione anemofila.

Frutto:
Seme con embrione centrale posto su squame legnose dopo la fecondazione che formano la pigna a cono ad eccezione del ginepro dove le squame diventano carnose dando origine al galbulo.

Costituenti: resina ed oleoresina

Utilizzo:
Legno: costruzioni per la sua resistenza agli agenti distruttori data dalla presenza della resina, carta.
Resina: se ne ricavano trementina, acquaragia, catrami.

Vi appartengono le seguenti Famiglie:
Taxaceae
Cupressaceae
Abietaceae

29/04/11

Classe: GNETINE, Famiglia: EFEDRACEAE, EFEDRA

Classe: GNETINE
Divisione: Gimnosperme

Rappresentano gli esemplari più evoluti delle Gimnosperme, forme di passaggio fra le Gimnosperme e le Angiosperme.

Habitat:
Sabbie del Mediterraneo e plaghe temperate calde.

Vi appartengono le seguenti famiglie:

Famiglia: EFEDRACEAE o GNETACEAE
Efedra spp

Habitat:
Arene, luoghi sabbiosi e rocciosi delle coste, presente anche in Italia. L'Efedra nebrodensis vive sulle rupi, Ephedra distachya L. vive sulle spiagge sabbiose marine. La specie usata in farmacia è originaria della Cina: Ephedra sinica.

Ephedra distachya L. o Ephedra vulgaris Rich
nome comune: Uva marina

Habitat:
Vive nella zona costiera, nei luoghi rocciosi, raramente nell'interno. In Italia si trova vicino a Trento, a Visso nelle Marche e in Val d'Aosta.

Storia:
Il nome comune Uva marina deriva dalle pseudobacche rosse. Il nome latino distachya deriva da dis= due volte, e da stachys=spiga per la presenza di fiori maschili e fiori femminili separati.

Identificazione:
Piccolo arbusto perenne, dioico, con piccoli rami opposti e verticillati, alto da pochi cm fino a un metro, simile a una ginestra. Pianta rara, vive nei luoghi rocciosi e assolati lungo le coste del mediterraneo.
Fusto: sia eretto che prostrato, articolato, di colore verde pallido, rami glauchi, opposti, fascicolati, striati.
Foglie: ridotte a due piccole scaglie opposte, di 1,5-2 mm, che avvolgono il fusto in corrispondenza dei nodi, all'origine dei ramoscelli.
Fiori: maschili e femminili su piante diverse, verde-giallastri in amenti terminali, senza calice ne corolla.
Fiori maschili inseriti su un peduncolo breve, riuniti in coni ovoidali formati da numerose brattee, all'ascella delle quali è inserito il fiore di colore giallo con otto antere che producono il polline, in numero di uno-tre a livello dei nodi.
Fiori femminili riuniti in uno-tre coni ovali, su un picciolo lungo fino a 2 cm, inseriti ai nodi dei rametti superiori; ogni fiore è avvolto da una coppia di brattee ovali parzialmente saldate alla base.
Fiorisce da maggio a giugno.
Frutti: drupa rosso vino, sapore acidulo, aromatico, velenoso, contenente un seme ovale, nudo, marrone scuro.

Parti usate:
Rami (parti terminali), radici.

Raccolta:
Rami: da marzo a luglio in pezzi di 10-15 cm. Essicare all'ombra in luogo areato, riuniti in mazzetti. Si conservano in sacchetti di carta o tela.
Radici: autunno

Costituenti:
Aalcaloide: efedrina 1%, principio attivo con azione simile all'adrenalina, tannini, sali minerali, mucillagini.

Proprietà:
Simpaticomimetico, broncodilatatore con meccanismo nervoso e muscolare, stimolatore del centro del respiro, antistaminico (antiallergico), vasocostrittrice, vasodilatatore delle coronarie, stimolatore della secrezione ormonale.

Indicazioni:
- asma bronchiale, bronchiti, rinite (raffreddore), tosse, pertosse,
- allergie, febbre da fieno, congiuntivite primaverile, stati iperistaminici, orticaria, emicrania
- ipotensione, insufficienza circolatoria.

Modalità d'uso: Infuso, Decotto di radice, Tintura idroalcolica, Sciroppo al 5% di estratto fluido

Controindicazioni:
E' controindicata in caso di ipertensione, simpaticononie, cardiopatie, morbo di Basedow.
Utilizzare rimedi farmaceutici già pronti per evitare pericoli di intossicazione, infatti a dosi incontrollate può produrre effetti tossici.
USARE ESCLUSIVAMENTE SOLO DIETRO PARERE E SOTTO STRETTO CONTROLLO MEDICO.

Bibliografia:
Pedretti, L'Erborista Moderno, Erboristeria domani-Libri
Hoffman, The Holistic Erbal
Frate Indovino, Il nuovo Segreto della Salute, Edizioni Frate Indovino Perugia
Mearelli-Scrignani, Guida all'impiego terapeutico delle Tinture Madri, Gemmoderivati e Oligoelementi
Salute dalla terra, Idea Libri
Scoprire, riconoscere, usare le erbe, Fabbri Editori
Valnet, Fitoterapia, Cura delle malattie con le piante, Martello-Giunti Editore


Ephedra sinica
Nome comune italiano: efedrina
Nome comune inglese: Eyebright
Nome cinese: Ma Huang

Piccolo arbusto con fusto prostrato verde con ramoscelli molto sottili intersecantisi somigliante alla ginestra.

Storia:
Conosciuta dai cinesi già da qualche millenio e usata contro tutti i disturbi della respirazione e della circolazione. Conosciuta in Europa dopo aver importato la specie cinese.

Identificazione:

Foglie: piccole, squamose, all'origine dei ramoscelli.
Fiori: giallastri, generalmente raccolti alla sommità dei rami.
Frutti: bacche carnose di colore rosso vivo, spore acidulo, aromatico, contenenti un seme di forma ovale.

Parti usate:
Rami (parte alta), ma sopratutto bacche.

Raccolta:
Autunno, prima della gelata. Far seccare al sole.

Componenti:
Alcaloidi: efedrina, principio attivo con azione simile all'adrenalina, norefedrina, tannini, resine, saponine, flavonoidi, olio essenziale, vitamina C.

Proprietà:
Vasodilatatrice prima,vasocostrittrice poi, sedativo, spasmolitico, decongestionante, ipertensivo, antiallergico, midriatica, stimolante della circolazione.

Indicazioni:
- asma bronchiale, bronchiti, raffreddore, tosse, pertosse,
- allergie, febbre da fieno
- ipotensione,
- insufficienza circolatoria,
- enuresi notturna
- reumatismo.

Preparazioni: Infuso, Decotto, Tintura idroalcolica, Sciroppo al 5% di estratto fluido, Supposte.

Controindicazioni:

E' controindicata in caso di ipertensione, simpaticononie, cardiopatie, morbo di Basedow.
Utilizzare rimedi farmaceutici già pronti per evitare pericoli di intossicazione, infatti a dosi incontrollate può produrre effetti tossici.

USARE ESCLUSIVAMENTE SOLO DIETRO PARERE E SOTTO STRETTO CONTROLLO MEDICO.

Bibliografia:
Bianchini - Corbetta – Pistoia, Le piante della salute, Mondadori Editore
Hoffman, The Holistic Erbal
Frate Indovino, Il nuovo Segreto della Salute, Edizioni Frate Indovino Perugia

28/04/11

Classe: GINKGOINE, Specie GINKGO BILOBA

Classe: GINKGOINE
Divisione: Gimnosperme

Questa classe largamente diffusa nell'era secondaria (Mesozoica), oggi conosciuta allo stato fossile, ha ancora una sola specie  vivente.

Identificazione:
Alberi dal tronco ramificato.

Fusto: legno secondario senza trachee.

Foglie: a ventaglio con nervature divergenti, disposte a spirale.

Specie: Ginkgo biloba L.
sinonimo: Salisburia adiantifolia Smith
Nome comune: Ginkgo
Famiglia: Ginkgoaceae
Habitat
Originario dell'Asia Orientale (Cina e Giappone). Acclimatato in Italia soprattutto settentrionale, nei giardini e nei viali delle città. Coltivato a scopo ornamentale la pianta maschile, poco la femminile per la maleodorante maturazione dei frutti.


Storia, miti
Unica superstite oggi, reliquia vivente di forme estinte fossili.
E' albero sacro in Giappone dove viene coltivato da tempi remoti nei giardini dei templi.

Identificazione:
Albero maestoso, dioico (con piante maschili e femminili) alto fino a 30-40 m con chioma ampia a forma piramidale, acuminata.
Fusto: alto, a ramificazione monopodica.

Foglie: a ventaglio, lungamente picciolate, bilobate all'apice, cuneate alla base, verde pallido in primavera, gialle in autunno, glabre, provviste di nervature che si dividono più volte. Nascono da una brattea fogliare del fusto.

Fiori: Pianta con dimorfismo sessuale (fiori portati da alberi separati). Fiori maschili in amenti corti, con aspetto slanciato, femminili di un ovulo, ambedue crescono singoli dall'ascella fogliare.

Frutto: drupa gialla ad involucro carnoso (arillo), contenente un seme (nocciolo) amidaceo nudo. Sapore gradevole se freschi ma odore sgradevole a maturazione.

Parti usate
Foglie, frutti (nella medicina cinese)

Raccolta e Conservazione
In giugno-luglio.

Costituenti
Glicosidi flavonoidici, e biflavonoidici, proantocianidine, diterpeni e sesquiterpeni lattonici, acido ginkgolico e idossiginkgolico.

Proprietà
Foglie: stimolante della circolazione periferica e della microcircolaizone, vasodilatatore periferico, capillarotropo, antiinfiammatorio del sistema venoso, migliora la circolazione celebrale.
Frutti: usati nella medicina cinese nelle malattie asmatiche, bronchiali e polmonari

Indicazioni
Foglie:
- gambe pesanti, varici, ulcere varicose, fragilità capillare,
- emorroidi, prostatiti,
- aterosclerosi, vertigini, turbe della memoria negli anziani,

difficoltà a concentrarsi, mal di testa, demenza senile, tinnito, problemi di vista da cattiva circolazione
- congestione polmonare e bronchiale.
- pelli secche e disidratate.

Modalità d'uso

Infuso
3-5 g in 100 ml di acqua bollente, lasciare in infusione 10 minuti. Bere due tazza al dì, lontano dai pasti per migliorare la circolazione periferica, uso esterno: per lavaggi per regolarizzare la secrezione sebacea e in caso di psoriasi.

Tintura madre
Macerare per 21 giorni in alcool a 65°. 30 gocce 2-3 volte al dì lontano dai pasti in poca acqua.
Indicazioni:
- vasculopatie: gambe pesanti, varici, ulcere varicose, fragilità capillare, emorroidi, prostatiti, aterosclerosi, vertigini, turbe della memoria negli anziani, protettivo del circolo cerebrale,
- spasmofilie bronchiali e gastrointestinali (anche di origine allergica)
- regolarizzante della secrezione sebacea di pelli secche, disidratate, senescenti.

Bibliografia
Mearelli-Scrignani, Guida all'impiego terapeutico delle Tinture Madri, Gemmoderivati e Oligoelementi, Edizioni Planta Medica
Nelle erbe la salute, A. Minardi e Figli
Pedretti, Come curarsi con le Erbe Medicinali, De Vecchi Editore
Rossi Massimo, Tinture Madri in fitoterapia, Studio Edizioni
Salute dalla terra, Idea Libri
Tierra, La salute con le erbe, Mondadori

Classe: CICADINE

Classe: CICADINE
Divisione: Gimnosperme

Sono le Fanerogame meno evolute, anello di congiunzione tra le Pteridofite e le Fanerogame. Hanno portamento simile alle Palme e alle Felci.

Habitat:
Piante coltivate a scopo ornamentale in giardini, parchi e sulle riviere.

Identificazione:
Pinte dioiche (individuo polliniferio ed individuo ovulifero distinti).

Vi appartengono:

Specie: Cycas revoluta (Sagù)


Pianta originaria del Giappone, simile ad una piccola palma. Coltivato in parchi e serre.

Identificazione:

Fusto: grosso e corto, legnoso, cilindrico, diritto, ricoperto dalle guaine e dalle cicatrici delle foglie cadute, portante alla sommità una rosetta di foglie.

Foglie: pennatosette coriacee di colore verde lucido, spinose all'apice.

(Foto tratta da: http://www.verdeblog.com/cycas-200808/)

Costituenti:
Il midollo del fusto è ricco di amido, sfruttato come farina alimentare.

Uso: coltivata come pianta ornamentale.

Notizie:
Segnalo questo interessante articolo del 13/7/2010 pubblicato sul sito dell'Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Milano "Avvelenamenti da ingestione di Cycas revoluta" http://www.ordinevet.mi.it/index.php?newsid=419

GIMNOSPERME

Divisione: GIMNOSPERME


Questo gruppo di piante fa da anello di congiunzione tra le Pteridofite e le Angiosperme.

Identificazione

Piante di medie e grandi dimensioni

Fusto: legnoso, legno di tracheidi con punteggiature areolate ed assenza di fibre.

Foglie: ridotte per lo più ad aghi, coriacee, che durano diversi anni.

Fiori: unisessuali perlopiù monoici talvolta dioici (maschili separati dai femminili), con ovuli e polline nudi, cioè non racchiusi in un ovario o in antere, portati da foglie carpellari aperte ed a contatto con l'ambiente, riuniti in infiorescenze strobiliformi.

Impollinazione: anemofila. Fecondazione semplice, il polline non arriva su uno stimma, ma direttamente alla sommità (micropilo) dell'ovulo.

Semi: scoperti (senza frutto), ma solo apparecchi seminiferi.


Vi appartengono le seguenti CLASSI:

Cicadine
Ginkgoine
Conifere
Gnetine

20/03/11

APPIACEAE ex OMBRELLIFERE

APPIACEAE ex OMBRELLIFERE
Ordine: APPIALES

Le asteraceae sono per lo più erbe annue o perenni molto raramente legnose, generalmente passano l'inverno col fusto ridotto alle parti perennanti posta a livello del suolo.

Foglie
alterne, quasi sempre molto suddivise e con ampie guaine alla base.

Fusti
superficialmente scanalati, nodosi con internodi che diventano cavi  perchè con il crescere il midollo spugnoso si elimina.

Infiorescenza
ad ombrella che un tempo dava il nome alla famiglia. La stragrande maggioranza delle appiaceae ha infiorescenze ad ombrella composta, poche ad ombrella semplice o a capolino.
Alla base dell'ombrella si trovano delle brattee riunite a formare un involucro più o meno sviluppato, talora un involucretto è presente anche alla base delle ombrellette.

Fiori
ermafroditi, corolla di 5 petali che in genere presentano l'apice curvato verso l'interno; ovario  infero, costituito da due carpelli che formano due cavità in ciascuno dei quali si trova un ovulo pendulo; 2 stili indipendenti con alla base un ingrossamento a cono detto stilopodio e secernente nettare; gli stami sono 5 alternati ai petali con i filamenti incurvati nel bocciolo e che sostengono antere biloculari; il calice è composto da 5 sepali, spesso piccolissimi, appena visibili con la lente.

Quasi tutte le appiaceae hanno nelle radici, o nelle parti verdi, o nei frutti, canali di origine schizogenica, contenenti essenze o resine.

Frutto
costituisce l'elemento distintivo della famiglia, in mancanza di questo è spesso difficile riconoscere due specie diverse.
Si tratta di un diachenio che, quando è secco, conserva i residui degli stili; talvolta i due acheni si separano e ciascuno di essi è detto mericiarpo.
I mericarpi sono attaccati ad un filamento sottilissimo detto carpoforo, la loro superficie di contatto è detta faccia commissurale ed è generalmente piana (in questo caso i frutti sono detti ortospermi) oppure, percorsa nella linea mediana da un solco profondo, longitudinale (come nella cicuta) oppure, il frutto è sferico e fra i due mericarpi c'è una vasta cavità (come nel caso del coriandolo - in questo caso il frutto è detto celospermo).
La supercficie esterna di ciascun mericarpo ha 5 coste longitudinali più o meno sporgenti dette coste primarie ed aventi ognuna un fascio vascolare, 3 coste sono sulla superficie convessa dell'achenio e sono dette coste dorsali, 2 coste sono invece ai margini del frutto e sono dette coste commissurali.
La depressione creata dalla presenza di coste è detta vallecola.
Talvolta fra le coste primarie si trovano altre 4 coste dette secondarie che possono essere anche più evidenti di quelle primarie (nel cumino di malta sono provviste di peli e nella carota di aculei).
La forma dei frutti varia da specie a specie: nel finocchio è quasi cilindricam nel carvi e nella cicuta maggiore è compressa ai latim nell'angelica è schiacciata sul dorso.
I frutti della maggior parte delle appiaceae hanno canali secernenti essenza detti vitte che generalmente sono in numero di 6: 4 dorsali (una sotto ogni vallecola o sotto ogni costa secondaria) e 2 commissurali (situate sulla faccia commissurale); queste sono di solito lunghe come la vallecola o la costa sotto la quale si trovano ma talvolta sono anche più brevi. Le vitte sono visibili con la lente quando il frutto cono è ancora maturo perchè il loro colore grigio-bruno risalta sullo sfondo verde chiaro se visto in trasparenza, talvolta però sono troppo numerose e troppo piccole ed invisibili anche con la lente (come nel caso dell'anice e dell'angelica).

Seme
ricco di albume, aderisce all'endocarpo in alcune specie endocarpo e seme sono separati dalla parte esterna del frutto, mentre in altre specie le vitte, (situate nel mesocarpo), restano attaccate al seme (coriandolo, angelica) oppure alla buccia (anice).

La famiglia delle appiaceae è molto numerosa e comprende piante velenose quali la cicuta maggiore (Conium maculatum), piante velenose quali la Cicuta maggiore (Conium maculatum), piante più o meno pericolose, per la presenza di sostanze tossiche, e da usarsi in dosaggi limitati come il finocchio e l'anice e piante prive di tossicità. Molte hanno proprietà terapeutiche e molte sono usate nell'aromatizzazione di cibi e bevande.
I componenti chimici presenti nelle piante di questa famiglia sono piuttosto vatriabili; si passa dagli alcaloidi presenti nel Conium maculatum alle cumarine, flavonoidi, gomme, resine, alcooli non saturi e agli olii essenziali più o meno presenti e, in qunatità variabile da specie a specie.

21/02/11

REGNO VEGETALE

Gli appartenenti al regno vegetale si distinguono tra i viventi per la loro capacità di trarre l'energia direttamente dalla luce solare mediante la fotosintesi. Fanno eccezione i funghi che hanno perso questa funazione in tempi remoti.


In base alla differenziazione del corpo ed al metodo di riproduzione, il regno vegetale si divide in Sottoregni : Divisioni: Sottodivisioni: Classi, Sottoclassi:

Sottoregno CRITTOGAME (= dal greco nozze nascoste) o SPOROFITE (riproduzione per spore)

Piante con spore visibili solo al microscopio:

Divisione TALLOFITE - piante il cui corpo vegetativo è un "tallo" unicellulare o pluricellulare, semplice o ramificato, filiforme o laminare, non differenziato in radici, fusto e foglie. La riproduzione e agamica e sessuale.Vi appartengono le seguenti SOTTODIVISIONI:

Sottodivisione SCHIZOMICETI o BATTERI, unicellulari, senza clorofilla, con nucleo indifferenziato, di dimensione inferiore ai 2 micron. (Bacterium radicicola = Rhizobium leguminosarum di Pisum sativum L. = Pisello)


Piante con spore visibili ad occhio nudo:

Sottodivisione ALGHE hanno nucleo cellulare ben differenziato ed è presente un pigmento colorato. Si suddividono nelle seguenti classi:

- Schizoficeae (= dal greco divido) o Cianoficee (= dal greco azzurro), unicellulari con nucleo cellulare non differenziato

- Alghe flagellate, unicellulari di acqua dolce o marine, con una o due ciglia, dotate di clorofilla.

- Peridinee (= dal greco mi muovo vorticosamente), unicellulare con due flagelli disposti perpendicolarmente fra loro, con pigmenti di colore giallo bruno e rosso.

- Diatomee, hanno pigmento bruno o giallo bruno, unicellulari, circolari elittiche o cilindriche.

- Feoficee o Alghe brune, pluricellulari, microscopiche o di grandi dimensioni con tallo spesso laminare, ramificato, filiforme. (Spcie: Fucus vesiculosus L. = Quercia Marina).

- Xantoficee o Eteroconte o Alghe gialle, uni o pluricellulari con pigmento giallo verde.

- Cloroficee o Alghe verdi, uni o pluricellulari con pigmento verde.

- Rodoficee o Floridee o Alghe Rosse, pluricellulari, nastriforme o laminare o cilindrico, ramificato con pigmento rosso.

- Coniugate, unicellulari, verdi, isolate o in colonie.


Sottodivisione MIXOMICETI, ammassi di plasma nudo dall'aspetto gelatinoso. Si riproducono per mezzo di spore. Si trovano come saprofiti su legna marcescente o su foglie morte in decomposizione.


Sottodivisione FUNGHI o MICOFITE, uni o pluricellulari con nucleo cellulare ben differenziato, privi di clorofilla. Si riproducono per mezzo di spore. A loro volta si dividono nelle segueti classi:

- Ficomiceti, alga e fungo.

- Ascomiceti, vi appartiene la famiglia dei saccaromiceti (= dal greco zucchero + fungo) o Funghi - fermentati.

- Basidiomiceti, funghi a quattro spore esogene. I funghi si dividono in indifferenti, commestibili o buoni.

- Deuteromicieti o Funghi imperfetti, aggruppamento artificiale di individui differenti e non ancora conosciuti.


Sottodivisione LICHENI, organismi complessi risultanti dall'unione simbiotica (dal greco vita-insieme) tra un'alga che assorbe acqua e sali minerali con un fungo superiore che assume la sostanza organica. A loro volta si dividono nelle seguenti classi
- Ascolicheni, tra essi si trova la Famiglia delle Cetrariacee (Specie: Cetraria islandica Ach. = Lichene Islandico)


Divisione BRIOFITE - piante provviste di fusto e di foglie, ma prive di radici che sono sostituite da rizoidi (filamenti). Vi appartengono le seguenti classi:

- Epatiche, con corpo verde, fogliaceo a forma di fegato.

- Muschi, con corpo organizzato, di piccole dimensioni, Hanno la proprietà di trattenere una enorme quantità di acqua piovana impedendo il dilavamento e l'asportazione del terreno.


CORMOFITE: piante il cui corpo vegetativo è un "cormo", cioè un organismo formato di radici, fusto e foglie, contenenti elementi conduttori e di sostegno.
Divisione PTERIDOFITE - Crittogame (=prive di fiori) vascolari (=con sistema vascolare per la conduzione della lingua) Cormofite (= con corpo diviso in radici, fusto e foglie) senza fiori e senza semi, si riproducono prevalentemente per mezzo di "spore" visibili ad occhio nudo. Riproduzione: producono archegoni (gameti femminili) e anteridi (gameti maschili), dopo la fecondazione dell'oosfera si sviluppa un embrione che diventa autonomo dal gametofito formando radici, fusto e foglie che rappresenta lo sporofito e si riporduce mediante le spore che genera.
Sono distribuite in tutto il mondo, ma particolarmente numerose nelle regioni tropicali.
Si suddividono nelle seguenti CLASSI:

classe Licopodi che a loro volta si dividono nelle seguenti famiglie

- Licopodiaceae, vivono sulla terraferma, hanno foglie ridotte e senza ligulae fusti non articolati. (Specie: Lycopodium clavatum = Erba strega).

- Selaginellaceae, vivono sulla terraferma, hanno foglie ridotte con ligula (membrana alla base) e fusti non articolati. (Specie: Selaginella Helvetica = Selaginella).

classe Equiseti che a loro volta si dividono nelle seguenti famiglie

- Equisetaceae, vivono sulla terraferma, hanno foglie ridotte e fusti articolati. (Specie: Equisetum Arvense - Coda di cavallo).

- Osmundaceae, vivono su terreni paludosi, hanno foglie sviluppate e divise, sporangi riuniti in
pannocchia. (Specie: Osmunda regalis = Felce florida)
- Ofiloglossaceae, vivono su terreni paludosi, hanno foglie sviluppate e intere, sporangi riuniti in spiga semplice. (Specie: Ophioglossum vulgatum).

- Isoetaceae, vivono su terreni paludosi o periodicamente inondati, hanno foglie lineari. (Specie: Isoetes lacustris = Erba calamaria o Alga lesina).

classe Felci che a loro volta si dividono nelle seguenti famiglie

- Filicinacee o Polipodiaceae, vivono su terreni paludosi, hanno foglie sviluppate, sporangi posti sulla pagina inferiore delle foglie. (Specie: Polypodium vulgare = Polipodio , Dryopteris filix-mas = Felce maschio, Ceterach officinarum = erba ruggine, Adiantum Capillus-Veneris=Capelvenere, Phyllitis Scolopendrium = Lingua di cane).- Marsiliacee, vivono su terreni paludosi o periodicamente inondati, hanno foglie a quadrifoglio. (Specie: Marsilea quadrifoglia = Quadrifoglio d'acqua).

- Azollaceae, vivono galleggiando sull'acqua, hanno foglie molto piccole, embricate, disposte su due file. (Specie: Azolla caroliniana = Azolla)

- Salviniaceae, vivono galleggiando sull'acqua, hanno due foglie opposte e una trasformata in organo assorbente. (Specie: Salvina natans = Erba pesce).


Sottoregno FANEROGAME o SPERMATOFITE, CORMOFITE (piante a cormo e seme)Cormofite provviste di fiori, riproduzione per mezzo di semi.


Si distinguono le seguenti DIVISIONI:

Divisione GIMNOSPERME - Hanno fiori con ovuli scoperti, cioè non racchiusi in un ovario e pertanto con semi "nudi", foglie per lo più ad aghi.
A cui appartengono le seguenti CLASSI:

- Ginkgoine


- Gnetine

- Conifere

Divisione ANGIOSPERME - Hanno fiori con ovuli racchiusi in un ovario e pertanto semi racchiusi in un "frutto" derivato dall'ovario, sono dotate di vasi.
A cui appartengono le seguenti CLASSI:

- Monocotiledoni - embrione con un solo "cotiledone" (foglia), radici fascicolate, foglie con nervature parallele, fasci sparsi nella sezione trasversale del fusto.

- Dicotiledoni - embrione con due "cotiledoni", radice a fittone, foglie con nervature ramificate, fasci disposti a cerchio nella sezione trasversale del fusto.

A loro volta si dividono nelle seguenti SOTTOCLASSI:

- Apetale o Monoclamidee

- Dialipetale o Coripetale

- Gamopetale o Simpetale

31/01/11

LAMIACEAE EX LABIATEAE

LAMIACEAE EX LABIATEAE
Ordine: Lamiales
Alla famiglia delle Lamiaceae appartengono circa 3200 specie.

Piante erbacee o suffrutticose, raramente con fusto del tutto legnoso; i fusti giovani hanno sezione tetragonale con spigoli evidenti che scompaiono con l'ingrossarsi del fusto stesso.

Diffusione: tutto il mondo, in particolare nelle regioni temperate e soprattutto in quelle mediterranee dove il sole ed il caldo rafforzano la potenza dei loro aromi.



31/01/10

ASTERACEAE ex Compositae

La famiglia delle Asteraceae appartiene all'ordine delle Asterales.

Le asteraceae comprendono oltre 1000 generi e più di 15.000 specie, sono per lo più erbe, poche e tropicali sono alberi o arbusti. Il materiale di riserva non è quasi mai l'amido bensì l'inulina (nei tuberi, radici carnose) o olio (nei semi).