Arctium lappa L.
Sinonimi: Arctium majus Bernh, Arctium major Gaertn.
Nome comune: bardana maggiore, lappola, gratta-gatto, erba tignosa
Nome inglese: great burdock
Nome francese: bardane
Nome tedesco: grosse klette
Nome spagnolo: bardana
Famiglia: Asterace
Ordine: Asterales
HabitatPianta spontanea in tutta Europa, Asia settentrionale e Nordamerica. Diffusa in tutta Italia dal mare alla regione montana fino a 1800 m escluse le isole, ai margine delle strade, tra i ruderi, nelle radure, nei luoghi incolti, in zone soleggiate, nei terreni ricchi di azoto (nelle vicinanze dei pascoli e del letame).
Identificazione
Pianta erbacea biennale, alta da 50 cm fino a 2 metri, fusto eretto, fiorifero, che continua a crescere anche durante la fioritura,
Radice: fittone lungo e carnoso, bruno all'esterno, bianco all'interno. Inodore, sapore amaro-dolciastro
Fusto: eretto, robusto, carnoso, scanalato, molto ramificato.
Foglie: verde la pagina superiore, grigiastra e vellutata la pagina inferiore. Quelle basali molto grandi, lamina dentata, a forma triangolare, cuoriforme, nel primo anno di vegetazione produce solo foglie basali, foglie caulinari (del fusto fiorale) più piccole, spesso sessili.
Fiori: Infiorescenza formata da numerosi corimbi all'apice dei rami costituita da fiori color rosa-porpora riuniti in capolini peduncolati, globosi (fino a 4 cm di diametro), circondati da brattee rigide e uncinate che a maturazione aderiscono al pelo degli animali favorendone la disseminazione.
Fioritura: da luglio a settembre nel secondo anno di vegetazione.
Frutti: Acheni lunghi 6-7mm, bruni con macchie nere provvisti di pappo e setole corte.
Storia e miti
Il suo nome deriva dal greco "arktos" = orso, per il suo aspetto irsuto e "lambano" = io afferro, per la capacità dei suoi frutti di attaccarsi a qualsiasi cosa.
Usata già nel medioevo nel trattamento della gotta, nella tradizione popolare veniva usata soprattutto nel trattamento di foruncoli, crosta lattea e caduta dei capelli.
I capolini vengono usati come proiettili nei giochi dei bambini di campagna.
Parti usate
Foglie, radice (sapore dolciastro prima, amaro dopo)
Raccolta e conservazione
Radice: nell'autunno del primo anno di vegetazione o nella primavera del secondo anno prima che si formi lo scapo fiorale. Mondare dalle radichette laterali, tagliare a dischetti spessi o strisce di circa 1,5 cm, essicare al sole e conservare in recipienti di vetro.
Foglie: in maggio-luglio, prima della fioritura della pianta senza picciolo. Essicare in strati sottili all'ombra, muovendole spesso. Conservare in sacchetti di tela o carta.
CostituentiOlio essenziale, inulina, mucillagini, glucosidi flavonoidi, glucosidi amari (lappatina), resina, tannino, sali minerali (calcio, magnesio, potassio), fitosteroli, acidi fenolici, acido clorogenico (con azione bioattivante cutanea), vitamine del gruppo B.
Solo nelle foglie: principio antibiotico simile alla penicillina attivo sui gram +,
Proprietà Depurativo, diuretico, diaforetico, coleretico, uricosurico, ipoglicemizzante, antiforuncoloso, antiacneico, antiseborroico, antisettico-antibiotico contro i Gram positivi.
Indicazioni- acne, foruncolosi, dermatosi squamose, eczema, piaghe ulcerose, eritemi, psoriasi, tigna, scottature, esantemi (mrbillo, varicella, rosolia, scarlattina ecc...), seborrea (con caduta dei capelli)
- iperglicemia, diabete,
- reumatismi, gotta,
- calcolosi biliare,
- litiasi urinaria.
Modalità d'uso
Foglie fresche
Uso alimentare nelle insalate cotte. In Giappone si consumano le radici come ortaggi con il nome di gobo.
Uso esterno: schiacciate e applicate sulla pelle, con azione battericida nelle affezioni cutanee e per alleviare il dolore causato dalle punture di insetti e ragni.
Succo di foglie frescheIn frizioni in caso di capelli grassi.
Infuso di foglie
4 g in 100 ml di acqua. Bere una tazza al mattino a digiuno come diuretico e depurativo.
Decotto di radici4 g in 100 ml di acqua bollente. Bollire e tenere in infusione per 10'. Bere una tazza 3 volte al dì. Per favorire lo sfogo degli esantemi far bere un cucchiaio di decotto ogni 2 ore.
6 g in 100 ml di acqua bollente. Bollire e tenere in infusione per 10'. Bere due litri al dì tra i pasti in caso di gotta.
10 g in 100 ml di acqua bollente. Bollire e tenere in infusione per 10'. Per lavaggi e applicazione di compresse imbevute di decotto sul foruncoli, acne, varici, eczema e sulle parti doloranti in caso di reumatismi e gotta.
Decotto di foglie
Per applicazioni calde in caso di crosta lattea.
Tintura vinosa di radici
4 g in 100 ml di vino bianco. Macerare per 5 giorni. Due bicchierini al dì prima dei pasti.
Tintura idro-alcolica
20 g in 100 ml di alcool a 70°.Macerare 10 giorni. Bere 10-30 gocce pro-dose 2-3 volte al dì lontano dai pasti.
Tintura madre da radice fresca (titolata al 60%). Bere 30-50 gocce, 2-3 volte al dì
- dermatosi umide e purulente: acne, seborrea, eczemi, ulcere, impetigine,
- esantemi: morbillo, rosolia ecc. (ne favorisce lo sfogo),
- iperglicemia, diabete,
- iperuricemia, gotta,
- litiasi urinaria,
- stasi biliare.
Bibliografia
Alessandri Paolo Emilio, Droghe e Piante medicinali, Cisalpino-Goliardica
Brigo Bruno, Fitoterapia e gemmoterapia nella pratica clinica, La Grafica Briantea
L.P. Da Legnano,L piante medicinali nella cura delle malatie umane, Edizioni Mediterranee
David Hoffmann, Erbario olistico, Xenia Edizioni
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Piante Officinali per infusi e tisane, ed. italiana del manuale Teedrogen di Max Wichtl a cura di Roberto della Loggia, OEMF spa
Mearelli, guida all'impiego terapeutico delle Tianture madri, gemmoderivati e oligoelementi.
Nelle erbe la salute, A Minardi e Figli
Padre Emilio Ratti, Fiori ed Erbe benedite il Signore, Alkaest
Pedretti Marzio, L'Erborista Moderno, Erboristeria domani libri
Pozzi Irene, Consigli utili di una erborista
Rossi Massimo, Tinture Madri in fitoterapia, Studio Edizioni
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione dal Reader's Digest
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Leclerc Henry, Lineamenti di fitoterapia
Messeguè, il mio erbario
Salute dalla terra, guida alle piante medicinali
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione dal Reader's Digest
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07/01/12
27/11/11
AGRIMONIA
Nome italiano: Agrimonia comune, eupatoria, erba vettonica
Nome inglese: agrimony, liverwort
Nome tedesco: kleiner odermennig
Nome francese: aigremoine eupatoire
Famiglia: Rosaceae
Ordine: Rosales
Habitat
Diffusa in tutta Europa settentrionale escluse le regoni artiche. Comune in Italia dalla zona mediterranea alla montagna, lungo le scarpate, nei fossi, al margine dei boschi, nei pascoli, vicino airuderi, fino a 1.000 m
predilige terreni argillosi e soleggiati.

Identificazione
Pianta perenne, alta da 30 cm a 80 cm.
Fusto: eretto, semplice, cilindrico, solcato, vellutato.
Radice: rizoma strisciante, contorto e pieno di radichette.
Foglie: lunghe fino a 10 cm, con la pagina superiore verde e la pagina inferiore grigiastra e tomentosa, con alla base due foglioline dette stipole inguainanti il fusto. Pennatosette con 5-9 foglioline ovali con margine dentellato. Quelle sul fusto alterne, più rade e quelle basali disposte a rosetta.
Fiori: Racemo terminale composto da numerosi fiori gialli, piccoli, corolla con 5 petali, 10-20 stami, 2 stili, calice composto da 5 sepali saldati, uncinati.
Fioritura da giugno a settembre. Frutto: formato da 1 o 2 acheni conici, racchiusi nel calice i cui uncini permettono la disseminazione a cura degli animali al cui restano attaccati.
Odore poco aromatico; sapore amaro, agro.
Storia e miti
Il nome potrebbe derivare da agros=campo e monias=selvatico per la sua predilizione per questo tipo di habitat, oppure da argemone=albugine della cornea dell'occhio con riferimento alle proprietà oftalmologiche della pianta e Eupatoria potrebbe derivare da Mitridate Eupator, Re del Ponto, che nel I secolo a.C. la usava come antidoto dei veleni.
Pianta nota già al tempo degli gizi, anticamente veniva somministrata come antidoto al veleno dei serpenti e contro le malattie del fegato, i disturbi della vista e la perdita della memoria.
Parti usate
Sommità fiorite, foglie.
Raccolta e Conservazione
Durante la fioritura da maggio a settembre, tagliando il fusto qualche centimetro dal colletto. Essicare all'ombra a temperature non superiori a 40 gradi, appese in mazzetti in luogo areato. Conservare in vasi di vetro in luogo asciutto e fresco.
Costituenti
Tannino, olio essenziale, gomma, fitosterine, eupatorina, amari glicosidici, acido urosolico, acido nicotinico, acido silicico, cumarine, flaonoidi, polisaccaridi, ferro vitamine B, C e K.
Proprietà
Astringente, amaro-tonico, antinfiammatorio, anticatarrale, antidiarroico, antiartritico, antireumatico, coleretico, colagogo, depurativo, diuretico, antiallergico, vulnerario, cicatrizzante, antipruriginoso, decongestionante, antiemorragico, antivirale.
Indicazioni
- anemia, ferite, perdite ematiche, piaghe, screpolature,
- dermatiti, foruncolosi, orticaria (di origine allergica),
- oftalmie, congiuntiviti,
- angine, afte, infiammazione della mucosa della cavità orale, ulcerazioni del palato e della lingua,
- raucedine, voce, mal di gola e laringiti,
- diabete, obesità,
- coliche renali, dolori ai reni,
- contusioni, distorsioni,
- reumatismi, lombaggini
- incontinenza urinaria, cistite,
- insufficienza epatica (come stimolante del flusso biliare),
- diarrea infantile, catarri intestinali, infiammazioni intestinali,
- indigestioni,
- emicrania.
Modalita d'uso
Polpa della pianta fresca
Schiacciate e applicate sulla zona interponendo una garza, in impacchi contro le oftalmie e l'orticaria.
Infuso
2-3g in 100 ml di acqua. Bere due-cinque tazze al dì.
Nell'insufficienza epatica e nei catarri intestinali, nelle indigestioni.
Decotto
10 g in 100 ml di acqua bollente. 3-5 tazze al giorno
Uso esterno
- sciacqui e gargarismi nel mal di gola, nella faringite e nelle raucedini,
- applicazioni in compresse, in caso di: contusioni e distorsioni, ferite, ulcere varicose, dermatiti
- pediluvi come defatiganti.
Decotto con vino rosso
200 g in di pianta secca in un litro di vino rosso. Far bollire 5 minuti e lasciare in infusione per un'ora.
Uso esterno: per lavare ulcere varicose e piaghe che ritardano a cicatrizzare a causa della presenza di funghi.
Tintura 20%
20g in 100 ml di alcool a 20°. Macerare per 5 giorni. Bere 2-3 cucchiai al dì diluiti in acqua.
Tintura madre
20 g in 100 ml di alcool a 60°. 50 gocce 3 volte al dì dopo i pasti.
Proprietà
- eupeptiche, ipoglicemizzanti, coleretiche e colagoghe,
- decongestionante e antinfiammatorie del cavo oro-faringeo,
- diuretiche, uricosuriche,
- antistaminiche, antipruriginose,
- antispastiche, astringenti,
- antidiarroiche, anti-infettive intestinali
- toniche dello sfintere vescicale
Indicazioni
- insufficienza epatica, colecistopatie, colelitiasi
- diarrea, enteriti catarrali, nelle trighomoniasi vaginali
- incontinenza urinaria
- reumatismo, congiuntiviti
- orticaria,
- afta, stomatiti, tonsilliti
Bibliografia
Da Legnano, Le Piante Medicinali, Edizioni Mediterranee Roma
Hoffman David, Erbario olistico, Xenia
Izzo Simone, Fitopratica, Giunti
Leclerc Henri, Lineamenti di fitoterapia
Mearelli, guida all'impiego terapeutico delle Tianture madri, gemmoderivati e oligoelementi
Messegue Maurice, Il mio erbario, Oscar Mondadori
Nelle erbe la salute (in herbis salus)
Padre Emilio Ratti, fiori ed erbe benedite il Signore
Pedretti, Come curarsi con le Erbe Medicinali, De Vecchi editori
Rossi Massimo, Tinture Madri in fitoterapia, Studio Edizioni
Salute dalla terra, Guida alle piante medicinali, idea Libri
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione del Reader Digest
Tierra Michael, la salute con le erbe, Oscar Mondadori
Treben Maria, La salute dalla Farmacia del Signore
25/11/11
ERBA ROBERTA
GERANIUM ROBERTIANUM L.
Nome italiano: geranio di san Roberto, Erba rossera erba cimicina, Becco di gru.
Nome inglese: Robert herb
Nome tedesco: robertsgeraniumkraut
Nome francese: geranium herbe-a-Robert
Famiglia: Geraniaceae
Ordine: Geraniales
Habitat
Proviene dall'Algeria, Madagascar, Guinea. Diffusa in Europa, Asia, Africa seettentrionale. In Italia diffusa dal mare fino alla regione subalpina, in fessure di muri e rocce, burroni, nel sottobosco, in luoghi ombrosi, fino a 1.800 m
Identificazione
Pianta annuale, spesso biennale,alta da 10 cm a 50 cm.
Fusto: eretto o più frequentemente pubescente, sottile, rossastro, rigonfio ai nodi, specialmente alla base, ramoso, peloso in basso e glabro in alto.
Radice: fittone, corto, ramificato, bianco-rossastra.
Foglie: verde chiaro, leggermente pelose, triangolari, palmatosette, divise in 5 foglioline ovali a loro volta pennatosette con lobi variamente dentati, con apice acuto e base cuneata. Lungamente picciolate le foglie inferiori, con picciolo più corto quelle superiori e con lembo diviso in tre foglioline più piccole e meno incise.
Fiori: rosa-lilla violacei, riuniti a due a due su ogni peduncolo all'ascella dele foglie superiori. Calice con 5 sepali eretti con apice appuntito, esternamente pelosi e ghiandolosi, glabri al'interno, Corolla a 5 petali interi rosa striati di rosso e bianco, obovati-spatolati, lungamente ristretti alla base,10 stami con antere arancione, pistillo a 5 carpelli, 5 stimmi porporini all'estremità di un becco (uncino).
Fioritura da aprile a settembre. La pianta non sopravvive dopo la sua fioritura.
Frutto: schizocarpo lungo 2 cm, terminante con un becco a punta, con superficie pelosa e reticolata, e composto da 5 acheni che vengono espulsi per la brusca scissione del becco.
Odore forte, acre, sgradevole (da qui il nome erba cimicina); sapore amaro, astringente.
Storia e miti
In nome geranium deriva dal greco geranos = gru ed è comune a circa una trentina di specie europee, i cui fiori si somigliano molto e portano al loro centro un frutto, composto da 5 carpelli simile al becco della gru. Alcuni ritengono che robertianum sia una alterazione di rupertianum, in onore di San Ruperto, vescovo di Strasburgo nel VII secolo, che avrebbe scoperto le proprietà emostatiche di questa erba rossa; altri, invece ritengono che il nome derivi dal latino ruber = rosso.
In antichità veniva usata per frenare le emorragie interne.
Nel XII secolo faceva parte dei rimedi vegetali raccomandati dall'abbadessa di un monastero benedettino divenuta poi Santa Ildegarda.
Parti usate
Parti aeree, fresche o essicate.
Raccolta e Conservazione
Durante la fioritura da aprile ad agosto tagliandola a pochi centimetri dal colletto. Essicare all'mbra, in mazzi appesi in luogo aerato oppure in strati sottili. Conservare in sacchetti di carta o tela.
Costituenti
Tannino, olio essenziale, potassio, resina, una sostanza amara, acidi organici, vitamina C.
Proprietà
antispasmodico, antidiarroico, antiemorragico, astringente, antinfiammatorio, diuretico, emostatico, ipoglicemizzante, tonico, vulnerario, cicatrizzante, parassiticida.
Indicazioni
- afta, angina, stomatiti, glossiti
- ferite, piaghe,
- oftalmie
- dermatosi,
- emottisi,
- diabete,
- mestruazioni abbondanti,
- diarrea, inifammazioni intestinali di origine infettive, gastro-enterite,
- nefrite, litiasi renale, gotta
- raucedine,
- edemi alle gambe,
- nevralgie facciali
- ingorgo dei seni.
Modalita d'uso
Foglie fresche
Schiacciate, come vulnerarie per guarire i tagli e le piaghe, in impacchi contro le oftalmie.
Infuso
2-3g in 100 ml di acqua. Bere due-tree tazze al dì.
Come astringente intestinale e moderatore del flusso mestruale.
Uso esterno: 6g in 100 ml di acqua. Per:
- sciacqui e gargarismi nelle infiammazioni delle mucose della bocca e della gola,
- applicazioni di compresse imbevute di infuso per cicatrizzare ferite, piaghe,
- applicazione di tamponi di cotone imbevuti di infuso diluito in caso di perdite di sangue dal naso.
Decotto
5-10 g in 100 ml di acqua bollente.
Uso esterno
- sciacqui e gargarismi nel mal di gola e nelle raucedini.
Tintura 20%
20g in 100 ml di alcool a 60°. Macerare per 5 giorni. Diluire 5/10 volte con acqua e usare come l'infuso.
Controindicazioni:
l'ingestione di preparati destinati all'ingestione, può talvolta dare disturbi di stomaco.
Bibliografia
Ganni Proserpio, Coex vegetabilis, Sinerga, Studio Edizioni
Nelle erbe la salute (in herbis salus)
Rudolf Weiss, Trattato di fitoterapia, Aporie
Salute dalla terra, Guida alle piante medicinali, idea Libri
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione del Reader Digest
Valnet Jean, Cura delle malattie con le essenze delle piante, Aldo Martello-Giunti
Nome italiano: geranio di san Roberto, Erba rossera erba cimicina, Becco di gru.
Nome inglese: Robert herb
Nome tedesco: robertsgeraniumkraut
Nome francese: geranium herbe-a-Robert
Famiglia: Geraniaceae
Ordine: Geraniales
Habitat
Proviene dall'Algeria, Madagascar, Guinea. Diffusa in Europa, Asia, Africa seettentrionale. In Italia diffusa dal mare fino alla regione subalpina, in fessure di muri e rocce, burroni, nel sottobosco, in luoghi ombrosi, fino a 1.800 m
Identificazione
Pianta annuale, spesso biennale,alta da 10 cm a 50 cm.
Fusto: eretto o più frequentemente pubescente, sottile, rossastro, rigonfio ai nodi, specialmente alla base, ramoso, peloso in basso e glabro in alto.
Radice: fittone, corto, ramificato, bianco-rossastra.
Foglie: verde chiaro, leggermente pelose, triangolari, palmatosette, divise in 5 foglioline ovali a loro volta pennatosette con lobi variamente dentati, con apice acuto e base cuneata. Lungamente picciolate le foglie inferiori, con picciolo più corto quelle superiori e con lembo diviso in tre foglioline più piccole e meno incise.
Fiori: rosa-lilla violacei, riuniti a due a due su ogni peduncolo all'ascella dele foglie superiori. Calice con 5 sepali eretti con apice appuntito, esternamente pelosi e ghiandolosi, glabri al'interno, Corolla a 5 petali interi rosa striati di rosso e bianco, obovati-spatolati, lungamente ristretti alla base,10 stami con antere arancione, pistillo a 5 carpelli, 5 stimmi porporini all'estremità di un becco (uncino).
Fioritura da aprile a settembre. La pianta non sopravvive dopo la sua fioritura.
Frutto: schizocarpo lungo 2 cm, terminante con un becco a punta, con superficie pelosa e reticolata, e composto da 5 acheni che vengono espulsi per la brusca scissione del becco.
Odore forte, acre, sgradevole (da qui il nome erba cimicina); sapore amaro, astringente.
Storia e miti
In nome geranium deriva dal greco geranos = gru ed è comune a circa una trentina di specie europee, i cui fiori si somigliano molto e portano al loro centro un frutto, composto da 5 carpelli simile al becco della gru. Alcuni ritengono che robertianum sia una alterazione di rupertianum, in onore di San Ruperto, vescovo di Strasburgo nel VII secolo, che avrebbe scoperto le proprietà emostatiche di questa erba rossa; altri, invece ritengono che il nome derivi dal latino ruber = rosso.
In antichità veniva usata per frenare le emorragie interne.
Nel XII secolo faceva parte dei rimedi vegetali raccomandati dall'abbadessa di un monastero benedettino divenuta poi Santa Ildegarda.
Parti usate
Parti aeree, fresche o essicate.
Raccolta e Conservazione
Durante la fioritura da aprile ad agosto tagliandola a pochi centimetri dal colletto. Essicare all'mbra, in mazzi appesi in luogo aerato oppure in strati sottili. Conservare in sacchetti di carta o tela.
Costituenti
Tannino, olio essenziale, potassio, resina, una sostanza amara, acidi organici, vitamina C.
Proprietà
antispasmodico, antidiarroico, antiemorragico, astringente, antinfiammatorio, diuretico, emostatico, ipoglicemizzante, tonico, vulnerario, cicatrizzante, parassiticida.
Indicazioni
- afta, angina, stomatiti, glossiti
- ferite, piaghe,
- oftalmie
- dermatosi,
- emottisi,
- diabete,
- mestruazioni abbondanti,
- diarrea, inifammazioni intestinali di origine infettive, gastro-enterite,
- nefrite, litiasi renale, gotta
- raucedine,
- edemi alle gambe,
- nevralgie facciali
- ingorgo dei seni.
Modalita d'uso
Foglie fresche
Schiacciate, come vulnerarie per guarire i tagli e le piaghe, in impacchi contro le oftalmie.
Infuso
2-3g in 100 ml di acqua. Bere due-tree tazze al dì.
Come astringente intestinale e moderatore del flusso mestruale.
Uso esterno: 6g in 100 ml di acqua. Per:
- sciacqui e gargarismi nelle infiammazioni delle mucose della bocca e della gola,
- applicazioni di compresse imbevute di infuso per cicatrizzare ferite, piaghe,
- applicazione di tamponi di cotone imbevuti di infuso diluito in caso di perdite di sangue dal naso.
Decotto
5-10 g in 100 ml di acqua bollente.
Uso esterno
- sciacqui e gargarismi nel mal di gola e nelle raucedini.
Tintura 20%
20g in 100 ml di alcool a 60°. Macerare per 5 giorni. Diluire 5/10 volte con acqua e usare come l'infuso.
Controindicazioni:
l'ingestione di preparati destinati all'ingestione, può talvolta dare disturbi di stomaco.
Bibliografia
Ganni Proserpio, Coex vegetabilis, Sinerga, Studio Edizioni
Nelle erbe la salute (in herbis salus)
Rudolf Weiss, Trattato di fitoterapia, Aporie
Salute dalla terra, Guida alle piante medicinali, idea Libri
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione del Reader Digest
Valnet Jean, Cura delle malattie con le essenze delle piante, Aldo Martello-Giunti
22/06/11
ORIGANO
Nome italiano: origano comune, rigano, erba acciuga, maggiorana selvatica
Nome inglese: organy
Nome tedesco: oregano
Nome francese: origan vulgaire
Famiglia: Lamiaceae ex Labiateae
Habitat
Comune in Europa e Asia Occidentale in Italia vive dal mare alla montagna fino a 2000 m, nei prati aridi e asciutti, tappeti erbosi, terreni incolti, sassosi, pendii soleggiati.
In Italia del Sud l'aroma è intensificato. Coltivato.
Identificazione
Pianta erbacea perenne, pelosa alta da 40 a 70 cm.
Fusto: sdraiato nella parte basale poi eretto, angoloso, vellutato, spesso rossastro, ramificato nella parte alta, con cauli laterali ascendenti che portano solo foglie, gli altri portano l'infiorescenza.
Radice: rizoma lignificato, strisciante orizzontalmente, brunastro.
Foglie: brevemente picciolate, opposte, ovali-allungate con base arrotondata, verde cenerina la pagina superiore, verde pallido quella inferiore, superficie spesso glabra, talvolta appena pelosa, margine lievemente dentato, punteggiate di ghiandole essenziere.
Fiori: in spighe riunite in pannocchia terminale all'apice del fusto. Alla base di ogni fiore è presente una brattea ovale rossiccia, calice tubulare con cinque denti, peloso alla fauce; corolla tubulare, colore bianco o rosato, terminata alla fauce da quattro lobi subeguali.
Fiorisce da giugno a settembre.
Pianta mellifera.
Frutto: tetrachenio, liscio, bruno, racchiuso nel calice persistente.
Odore intenso; sapore forte aromatico che varia a secondo del clima della zona in cui cresce: sapore più forte e quasi piccante quello che nasce e cresce in Italia Settentrionale e più aromatico e meno piccante quello che cresce nell'Italia Centro-Meridionale,.
Coltivazione per seme ad aprile, per divisione di cespi radicati, staccati da piante adulte.
Storia e miti
Il nome scientifico deriva dal greco "oros"= montagna, e da "ganos" = splendore.
Nell'antico Egitto era sacro al dio Osiride, i partecipanti ai riti religiosi si cingevano le fronti con corone di origano intrecciate. Greci e romani lo usavano per curare i nervi e le mestruazioni dolorose.
Virgilio nell'Eneide racconta che Venere usò l'origano per curare le ferite del figlio.
Parti usate
Sommità fiorite, essenza.
Raccolta e Conservazione
Da giugno a settembre quando la maggior parte dei fiori è aperta la mattina, con tempo asciutto.
Recidere i fusti a 10-20 cm sotto l'infiorescenza evitando le parti indurite.
Riunire le sommità in mazzi, essicare all'ombra in luogo aerato e conservare in recipipienti di vetro o porcellana.
Costituenti
olio essenziale (timolo, carvacrolo, terpinene, cimene, linalolo, borneolo). tannini, flavonoidi, acidi fenolici, acidi triterpenici.
Proprietà
Eupeptico, aperitivo, tonico-digestivo, stomachico, carminativo, antispasmodico, sedativo, stimolante nervoso, antisettico, bechico, espettorante, antisettico delle vie respiratorie, diuretico, aromatizzante, diaforetico, emmenagogo.
Uso esterno: parassiticida, antalgico, disinfettante.
Indicazioni
aerofagia, dispepsia, inappetenza, atonia gastrica, indigestione,
fermentazione intestinale, spasmi intestinali,
asma, bronchiti croniche, tosse spasmodica, catarro, tracheite, infiammazione della bocca,
raffreddori, emicrania e nevralgie, influenza,
nervosismo, insonnia,
reumatismi acuti o cronici, reumatismi muscolare,
amenorrea
uso esterno:
afte, infiammazioni della linua
tagli e ferite infette,
pediculosi
reumatismi muscolari e articolari, distorsioni e lussazioni.
Polvere
2-3 g in acqua nelle flatulenze intestinali.
Uso esterno, polvere di sole foglie: come dentifricio in polvere.
Polvere di foglie come starnutatoria, e decongestionante della mucosa nasale intasata.
Infuso
2-4 g in 100 ml di acqua bollente, lasciare in infusione 10-15 minuti. Bere 2-3 tazze al dì, prima, durante o dopo il pasto a seconda della funzione.
Nell'inappetenza, aerofagia, come digestivo, affezioni bronchiali, mestrui dolorosi, emicrania.
Uso esterno: (7-10 g in 100 ml) per inalazioni ed aspirazioni nasali nella coriza; per pediluvi come stimolante per estremità affaticate e deodorante per pelli impure, per sciacqui e gargarismi, per frizioni nelle nevralgie e per suffumigi in caso di raffreddore e mal di testa causato dal catarro presente nei seni frontali..
Decotto
5 g in 100 ml di acqua. Per sciacqui e gargarismi.
Uso esterno su eczemi e piaghe, punture d'insetti, come deodorante e defatigante in pediluvi, in impacchi per reumatismi.
Tintura
20 g in 100 ml di alcool a 60°. Macerare per 5 giorni. Bere 10 gocce 3 volte al dì dopo i pasti in poca acqua.
Enolito
50 g in 100 ml di vino. Macerare per 10 giorni. Bere 2-3 bicchierini nel raffreddore e tosse, leggermente diuretico.
Oleolito di foglie
20 g di foglie essicate all'ombra in 100 ml di olio di oliva. Lasciar macerare per 15 giorni oppure far bollire per mezz'ora a bagno-maria, filtrare con un telo fine.
Frizionare in caso di nevralgie, dolori intercostali, alle cartilagini articolari, indolenzimento muscolare.
Nota: efficace come parassiticida (pediculosi), e nella rogna del cane.
Sciroppo
2-3 cucchiai al giorno come espettorante nella tosse.
Olio essenziale
Una goccia su batuffolo di cotone nel cavo del dente guasto dolorante come antisettico. Strofinato sulla fronte e sulle tempie nel mal di testa, sulle parti doloranti nei reumatismi e nei dolori muscolari.
Foglie fresche
un sacchetto di tela di foglie fresche scaldate e poste attorno al collo nel torcicollo.
Alimentare
Come condimento di acciughe, anguilla arrostita, carne di maiale, agnello, carne alla pizzaiola, bistecche, formaggi, mozzarella, pizze, schiacciate, insalate, frittate, funghi trifolati, peperoni, zucchine, pomodori crudi o al forno, fagioli lessati, melanzane, zucchine, insalate.
Nell'industria conserviera e della salsa di pomodoro, degli aceti aromatici, liquoreria.
Profumeria
Nei profumi e nei saponi.
Bibliografia
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Da Cartosio Giorgio, La salute nelle piante e nelle Erbe
Gambiali Cleto, Curarsi con le piante, A. Vallardi
Hoffman David, Erbario olistico, Xenia
Lonardoni, Lazzarini, Elementi di Erboristeria, Guide Pratiche Edagricole
L.P. Da Legnano, Il libro completo delle Erbe e Piante Aromatiche, Mediterranee
Messegue, il mio erbario, Mondadori
Nelle erbe la salute (in herbis salus)
Padre Emilio Ratti, fiori ed erbe benedite il Signore, Alkaest
Palma Luigi, Fitoterapia essenziale, Palma Editore
Pedretti Marzio, Erbe Medicinali, De Vecchi Editore
Piante Medicinali, Fabbri editori
Proserpio Gianni, Il nuovo Codex Vegetabilis, Studio Edizioni
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione del Reader Digest
Valnet Jean, Cura delle malattie con le essenze delle piante
Nome inglese: organy
Nome tedesco: oregano
Nome francese: origan vulgaire
Famiglia: Lamiaceae ex Labiateae
Habitat
Comune in Europa e Asia Occidentale in Italia vive dal mare alla montagna fino a 2000 m, nei prati aridi e asciutti, tappeti erbosi, terreni incolti, sassosi, pendii soleggiati.
In Italia del Sud l'aroma è intensificato. Coltivato.
Identificazione
Pianta erbacea perenne, pelosa alta da 40 a 70 cm.
Fusto: sdraiato nella parte basale poi eretto, angoloso, vellutato, spesso rossastro, ramificato nella parte alta, con cauli laterali ascendenti che portano solo foglie, gli altri portano l'infiorescenza.
Radice: rizoma lignificato, strisciante orizzontalmente, brunastro.
Foglie: brevemente picciolate, opposte, ovali-allungate con base arrotondata, verde cenerina la pagina superiore, verde pallido quella inferiore, superficie spesso glabra, talvolta appena pelosa, margine lievemente dentato, punteggiate di ghiandole essenziere.
Fiori: in spighe riunite in pannocchia terminale all'apice del fusto. Alla base di ogni fiore è presente una brattea ovale rossiccia, calice tubulare con cinque denti, peloso alla fauce; corolla tubulare, colore bianco o rosato, terminata alla fauce da quattro lobi subeguali.
Fiorisce da giugno a settembre.
Pianta mellifera.
Frutto: tetrachenio, liscio, bruno, racchiuso nel calice persistente.
Odore intenso; sapore forte aromatico che varia a secondo del clima della zona in cui cresce: sapore più forte e quasi piccante quello che nasce e cresce in Italia Settentrionale e più aromatico e meno piccante quello che cresce nell'Italia Centro-Meridionale,.
Coltivazione per seme ad aprile, per divisione di cespi radicati, staccati da piante adulte.
Storia e miti
Il nome scientifico deriva dal greco "oros"= montagna, e da "ganos" = splendore.
Nell'antico Egitto era sacro al dio Osiride, i partecipanti ai riti religiosi si cingevano le fronti con corone di origano intrecciate. Greci e romani lo usavano per curare i nervi e le mestruazioni dolorose.
Virgilio nell'Eneide racconta che Venere usò l'origano per curare le ferite del figlio.
Parti usate
Sommità fiorite, essenza.
Raccolta e Conservazione
Da giugno a settembre quando la maggior parte dei fiori è aperta la mattina, con tempo asciutto.
Recidere i fusti a 10-20 cm sotto l'infiorescenza evitando le parti indurite.
Riunire le sommità in mazzi, essicare all'ombra in luogo aerato e conservare in recipipienti di vetro o porcellana.
Costituenti
olio essenziale (timolo, carvacrolo, terpinene, cimene, linalolo, borneolo). tannini, flavonoidi, acidi fenolici, acidi triterpenici.
Proprietà
Eupeptico, aperitivo, tonico-digestivo, stomachico, carminativo, antispasmodico, sedativo, stimolante nervoso, antisettico, bechico, espettorante, antisettico delle vie respiratorie, diuretico, aromatizzante, diaforetico, emmenagogo.
Uso esterno: parassiticida, antalgico, disinfettante.
Indicazioni
aerofagia, dispepsia, inappetenza, atonia gastrica, indigestione,
fermentazione intestinale, spasmi intestinali,
asma, bronchiti croniche, tosse spasmodica, catarro, tracheite, infiammazione della bocca,
raffreddori, emicrania e nevralgie, influenza,
nervosismo, insonnia,
reumatismi acuti o cronici, reumatismi muscolare,
amenorrea
uso esterno:
afte, infiammazioni della linua
tagli e ferite infette,
pediculosi
reumatismi muscolari e articolari, distorsioni e lussazioni.
Polvere
2-3 g in acqua nelle flatulenze intestinali.
Uso esterno, polvere di sole foglie: come dentifricio in polvere.
Polvere di foglie come starnutatoria, e decongestionante della mucosa nasale intasata.
Infuso
2-4 g in 100 ml di acqua bollente, lasciare in infusione 10-15 minuti. Bere 2-3 tazze al dì, prima, durante o dopo il pasto a seconda della funzione.
Nell'inappetenza, aerofagia, come digestivo, affezioni bronchiali, mestrui dolorosi, emicrania.
Uso esterno: (7-10 g in 100 ml) per inalazioni ed aspirazioni nasali nella coriza; per pediluvi come stimolante per estremità affaticate e deodorante per pelli impure, per sciacqui e gargarismi, per frizioni nelle nevralgie e per suffumigi in caso di raffreddore e mal di testa causato dal catarro presente nei seni frontali..
Decotto
5 g in 100 ml di acqua. Per sciacqui e gargarismi.
Uso esterno su eczemi e piaghe, punture d'insetti, come deodorante e defatigante in pediluvi, in impacchi per reumatismi.
Tintura
20 g in 100 ml di alcool a 60°. Macerare per 5 giorni. Bere 10 gocce 3 volte al dì dopo i pasti in poca acqua.
Enolito
50 g in 100 ml di vino. Macerare per 10 giorni. Bere 2-3 bicchierini nel raffreddore e tosse, leggermente diuretico.
Oleolito di foglie
20 g di foglie essicate all'ombra in 100 ml di olio di oliva. Lasciar macerare per 15 giorni oppure far bollire per mezz'ora a bagno-maria, filtrare con un telo fine.
Frizionare in caso di nevralgie, dolori intercostali, alle cartilagini articolari, indolenzimento muscolare.
Nota: efficace come parassiticida (pediculosi), e nella rogna del cane.
Sciroppo
2-3 cucchiai al giorno come espettorante nella tosse.
Olio essenziale
Una goccia su batuffolo di cotone nel cavo del dente guasto dolorante come antisettico. Strofinato sulla fronte e sulle tempie nel mal di testa, sulle parti doloranti nei reumatismi e nei dolori muscolari.
Foglie fresche
un sacchetto di tela di foglie fresche scaldate e poste attorno al collo nel torcicollo.
Alimentare
Come condimento di acciughe, anguilla arrostita, carne di maiale, agnello, carne alla pizzaiola, bistecche, formaggi, mozzarella, pizze, schiacciate, insalate, frittate, funghi trifolati, peperoni, zucchine, pomodori crudi o al forno, fagioli lessati, melanzane, zucchine, insalate.
Nell'industria conserviera e della salsa di pomodoro, degli aceti aromatici, liquoreria.
Profumeria
Nei profumi e nei saponi.
Bibliografia
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Da Cartosio Giorgio, La salute nelle piante e nelle Erbe
Gambiali Cleto, Curarsi con le piante, A. Vallardi
Hoffman David, Erbario olistico, Xenia
Lonardoni, Lazzarini, Elementi di Erboristeria, Guide Pratiche Edagricole
L.P. Da Legnano, Il libro completo delle Erbe e Piante Aromatiche, Mediterranee
Messegue, il mio erbario, Mondadori
Nelle erbe la salute (in herbis salus)
Padre Emilio Ratti, fiori ed erbe benedite il Signore, Alkaest
Palma Luigi, Fitoterapia essenziale, Palma Editore
Pedretti Marzio, Erbe Medicinali, De Vecchi Editore
Piante Medicinali, Fabbri editori
Proserpio Gianni, Il nuovo Codex Vegetabilis, Studio Edizioni
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione del Reader Digest
Valnet Jean, Cura delle malattie con le essenze delle piante
27/05/11
CAMOMILLA
MATRICARIA CHAMOMILLA L
Sinonimi: Matricaria recutita L. Chamomilla recutita (L.) Rausch.,
Nome italiano: Camomilla comune, matricaria
Nome inglese: Scented mayweed
Nome tedesco: Kamille, Echte Kamille
Nome francese: Petite camomille
Famiglia: Asteraceae ex Compositae
Habitat
Diffusa in tutta Europa, Asia settentrionale, in Italia vive dalla pianura fino alla zona submontana, nei campi di frumento, nei terreni incolti, ai margini dei viottoli di campagna, tra i ruderi, nelle zone asciutte, sassose e soleggiate. Non oltre 1.500 m.
Identificazione
Pianta annuale, alta da 20 a 50 cm.
Fusto: eretto, più o meno ramificato in basso, molto ramificato in alto, prostrato alla base, verde, striato, glabro.
Radice: fittone.
Foglie: alterne, verdi, bipennatosette, incise in sottili lacinie, brevi, appuntite, sessili glabre.
Fiori: bianchi con centro giallo, riuniti in capolini sottilmente peduncolati, a loro volta riuniti in un corimbo terminale. Ogni capolino e laro 4-6 mm ed è formato da fiori centrali gialli, tubulosi, con cinque lobi alle sommità, ermafroditi, e fiori periferici bianchi, femminili, a ligule con due profondi solchi, che tendono a piegarsi verso il basso, tutti posti su un ricettacolo conico, cavo la cui forma è molto evidente e massima al termine della fioritura, il tutto è circondato da un involucro di squame disposte in più serie con margine scarioso.
Odore aromatico penetrante che cambia con l'essicazione, sapore amaro.
Fiorisce da maggio a ottobre. Al termine della fioritura le ligule bianche dei capolini, sono rivolte verso il basso.
Frutto: Achenio grigiastro, subcilindrico, arcuato, lisci sulla parte convessa e con 5 coste chiare sulla parteconcava, lungo 1mm, senza pappo.
Storia e miti
Il suo nome generico Matricaria deriva dal latino "matrix -icis" = utero indica le sue proprietà sulla muscolatura dell'utero, altri sostengono derivi da "mater" = madre.
Gli Egiziani l'avevano consacrata al dio sole, Rha. Conosciuta ai tempi di Dioscoride e Galeno nel II secolo d.C. dove veniva usata nelle cefalee, per favorire la sudorazione e calmare i nervi. La medicina Araba prescriveva un olio per frizioni. Ippocrate la consigliava per facilitare il parto.
Parti usate
capolini fioriti (calatidi).
in commercio si trovano:
- qualità extra, camomilla scelta o bottonata: capolini senza peduncolo.
- qualità inferiore, camomilla con peduncoli: capolini con gambi e foglie.
- ultima qualità, camomilla setacciata o polvere: fiori staccati dal ricettacolo.
Raccolta e Conservazione
da maggio a luglio prima della fioritura, recidendoli alla base del capolino con peduncolo cortissimo con le unghie o a pettine.
Si essicano all'ombra in ambienti aerati disponendoli in strati sottili. Si vagliano per separare i fiori che si sono separati dal ricettacolo durante l'essicazione. Maneggiare con cura perchè i fiori si staccano facilmente dai ricettaccoli.
Conservare in barattoli di vetro al riparo dalla luce. Perde la sua efficacia se non viene usata entro un anno.
Costituenti
olio essenziale (contenente camazulene blu, che alla luce vira al bruno, bisabololo e farnesene), sesquiterpeni, eterosidi flavonici (apigenina, quercetolo), cumarine (ombelliferone, erniarina), alcool, acidi fenolici, amine, mucillagini, glucosidi amari.
Proprietà
carminativo, stomachico, eupeptico, antiflogistico, antalgico, antinfiammatorio, antisettico, antiallergico, analgesico, antinevralgico, antispasmodico gastro-intestinale, emmenagogo, sedativo del S.N.C. di relazione, tonico, vulnerario, cicatrizzante.
Indicazioni
- insonnia,
- spasmi dolorosi del'apparato gastro-enterico, gastrite, duodenite, ulcera gastrica e duodenale,
- nevralgia, nevralgia facciale, cefalea,
- pelle, piaghe, scottature, capelli, bocca,
- mestruazioni dolorose, dismenorrea e amenorrea di carattere nervoso, turbe della menopausa.
Modalita d'uso
Infuso
5-10g in 100 ml di acqua bollente, lasciare in infusione 15 minuti.
Tre tazze al dì.
- nelle mestruazioni dolorose, amenorrea e dismenorrea bere nei tre giorni prima del ciclo,
- nelle digestioni difficili, fermentazioni intestinali, coliche,
- nelle convulsioni e nell'isterismo
- come calmante
Decotto
10 g in 100 ml di acqua bollente, far bollire 2'. Lasciare in infusione mezz'ora, filtrare.
Nelle febbri intermittenti.
Uso esterno
- sciacqui e frizioni per schiarire e dare riflessi dorati ai capelli, tenere per 10-15' (l'effetto è migliore se ci si espone al sole)
- fomenti (respirare il vapore dei fiori di camomilla) nelle riniti, bronchiti, sinusiti,
- compresse imbevute di infuso, nelle pelli screpolate, arrossate e sciupate, tenere per 15',
- impacchi sugli occhi stanchi, irritati, arrossati,
- bagni rilassanti, sedativi e decongestionanti
- irrigazioni su mucose arrossate, congestionate, infiammate (pruriti vulvari)
- colluttorio, per gengivite, mal di denti,
- gargarismi, nel mal di gola
- cataplasmi nelle emorroidi.
Tintura 20%
20g in 100 ml di alcool a 70°. Macerare per 5 giorni.
Bere 1-2 cucchiani pro-dose 3 volte al dì.
Uso esterno: per applicazioni locali diluire in acqua 10 ml in 50 ml di acqua.
Tintura vinosa 10%
10 g in 100 ml di vino bianco. Macerare 5 giorni. Filtrare. Bere un bicchierino pro dose, 3 volte al dì.
Nelle nevralgie e nelle amenorree, dismenorree.
Per favorire la digestione bere un bicchierino dopo i pasti..
Tintura oleosa 20%
20 g in 100 m di olio d'oliva. Macerare per 8-10 giorni. Conservare in frigorifero.
Come antinfiammatorio nei dolori mestruali o gastroenterici.
Per frizioni locali nei dolori reumatici aggiungere 10 g di canfora a 90 g di olio di camomilla.
Olio di camomilla
20 g in 100 ml di olio di mandorle. Lasciare a bagnomaria per 2 ore, filtrare attraverso una tela. Come antinfiammatorio cutaneo nelle pelli arrossate.
Tintura madre
20 g in 100 ml di alcool a 70°. Macerare per 3 settimane i capolini freschi.
bambino: 5 gocce in un po' di acqua o latte.
adulto: 20-40 gocce 2-3 volte al dì dopo i pasti.
Proprietà
- regolatore della flora batterica intestinale
- immunostimolante, sudorifero
- antinfiammatorio e spasmolitico gastrointestinale
- antinfiammatorio dell'apparato respiratorio
- sedativa, antispasmodica, ipnotico leggero
- emmenagoga, eupeptica
Indicazioni
- insonnia
- nevralgie facciali
- dentizione dolorosa nel bambino
- amenorrea, dismenorrea, turbe della menopausa,
- irritabilità, convulsioni, tic nervosi,
- nel bambino collerico, capriccioso, intollerante al dolore,
- coliche intestinali, gastroduodenite, ulcera gastroduodenale
Essenza (ol. Chamomillae)
2-4 gocce, 2-3 volte al dì.
Proprietà: antiflogistico batteriostatico e fungicida, vermifugo (ascaridi, ossiuri), antiallergico, protettivo nei confronti delle ulcere gastroduodenali e nelle gastriti, .
Polvere
1-3 g in miele 3 volte al dì.
Altri usi:
- Olio essenziale in profumeria, cosmetica, liquoreria.
- capolini entro l'anno di raccolta come antitarme.
Controindicazioni:
- gli stati diarroici
- non usare in associazione alla china.
E' sconsigliato l'uso prolungato:
- nelle infiammazioni oculari perchè può irritare l'occhio,
- perchè può provocare insonnia e nausea, alcuni soggetti nervosi, possono risentire di una eccitazione generale e soffrire d'insonnia anche se l'assumono in dosi e per tempi limitati.
Bibliografia
Brigo Bruno, Fitoterapia e Gemmoterapia nella pratica clinica
Da Cartosio Giorgio, La salute nelle piante e nelle erbe, Edizioni Paoline
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Guida pratica ai fiori spontanei in Italia, Selezione dal reader's Digest.
Hoffmann David, Erbario olistico, L'energia delle piante per una salute integrale, Xenia
Leclerc Henri, Lineamenti di fitoterapia
Lodi Giuseppe, Piante officinali italiane
Lonardoni, Lazzarini, Elementi di Erboristeria, Guide pratiche Edagricole.
Mearelli, guida all'impiego terapeutico delle Tianture madri, gemmoderivati e oligoelementi.
Mességué, il mio erbario, Mondadori
Nelle erbe la salute (in herbis salus)
Padre Emilio Ratti, fiori ed erbe benedite il Signore,
Palma Luigi, Fitoterapia essenziale, Palma Editore
Pedretti Marzio, L'Erborista Moderno, Erboristeria domani libri
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Rossi Massimo, Tinture Madri in fitoterapia, Studio Edizioni
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Thomson William, Salute dalla terra, guida alle piante medicinali
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione del Reader Digest
Tierra Michael, la salute con le erbe, Oscar Mondadori
Treben Maria, La salute dalla Farmacia del Signore
Valnet Jean, Cura delle malattie con le essenze delle piante, Aldo Martello-Giunti
Sinonimi: Matricaria recutita L. Chamomilla recutita (L.) Rausch.,
Nome italiano: Camomilla comune, matricaria
Nome inglese: Scented mayweed
Nome tedesco: Kamille, Echte Kamille
Nome francese: Petite camomille
Famiglia: Asteraceae ex Compositae
Habitat
Diffusa in tutta Europa, Asia settentrionale, in Italia vive dalla pianura fino alla zona submontana, nei campi di frumento, nei terreni incolti, ai margini dei viottoli di campagna, tra i ruderi, nelle zone asciutte, sassose e soleggiate. Non oltre 1.500 m.
Identificazione

Pianta annuale, alta da 20 a 50 cm.
Fusto: eretto, più o meno ramificato in basso, molto ramificato in alto, prostrato alla base, verde, striato, glabro.
Radice: fittone.
Foglie: alterne, verdi, bipennatosette, incise in sottili lacinie, brevi, appuntite, sessili glabre.
Fiori: bianchi con centro giallo, riuniti in capolini sottilmente peduncolati, a loro volta riuniti in un corimbo terminale. Ogni capolino e laro 4-6 mm ed è formato da fiori centrali gialli, tubulosi, con cinque lobi alle sommità, ermafroditi, e fiori periferici bianchi, femminili, a ligule con due profondi solchi, che tendono a piegarsi verso il basso, tutti posti su un ricettacolo conico, cavo la cui forma è molto evidente e massima al termine della fioritura, il tutto è circondato da un involucro di squame disposte in più serie con margine scarioso.
Odore aromatico penetrante che cambia con l'essicazione, sapore amaro.
Fiorisce da maggio a ottobre. Al termine della fioritura le ligule bianche dei capolini, sono rivolte verso il basso.
Frutto: Achenio grigiastro, subcilindrico, arcuato, lisci sulla parte convessa e con 5 coste chiare sulla parteconcava, lungo 1mm, senza pappo.
Storia e miti
Il suo nome generico Matricaria deriva dal latino "matrix -icis" = utero indica le sue proprietà sulla muscolatura dell'utero, altri sostengono derivi da "mater" = madre.
Gli Egiziani l'avevano consacrata al dio sole, Rha. Conosciuta ai tempi di Dioscoride e Galeno nel II secolo d.C. dove veniva usata nelle cefalee, per favorire la sudorazione e calmare i nervi. La medicina Araba prescriveva un olio per frizioni. Ippocrate la consigliava per facilitare il parto.
Parti usate
capolini fioriti (calatidi).
in commercio si trovano:
- qualità extra, camomilla scelta o bottonata: capolini senza peduncolo.
- qualità inferiore, camomilla con peduncoli: capolini con gambi e foglie.
- ultima qualità, camomilla setacciata o polvere: fiori staccati dal ricettacolo.
Raccolta e Conservazione
da maggio a luglio prima della fioritura, recidendoli alla base del capolino con peduncolo cortissimo con le unghie o a pettine.
Si essicano all'ombra in ambienti aerati disponendoli in strati sottili. Si vagliano per separare i fiori che si sono separati dal ricettacolo durante l'essicazione. Maneggiare con cura perchè i fiori si staccano facilmente dai ricettaccoli.
Conservare in barattoli di vetro al riparo dalla luce. Perde la sua efficacia se non viene usata entro un anno.
Costituenti
olio essenziale (contenente camazulene blu, che alla luce vira al bruno, bisabololo e farnesene), sesquiterpeni, eterosidi flavonici (apigenina, quercetolo), cumarine (ombelliferone, erniarina), alcool, acidi fenolici, amine, mucillagini, glucosidi amari.
Proprietà
carminativo, stomachico, eupeptico, antiflogistico, antalgico, antinfiammatorio, antisettico, antiallergico, analgesico, antinevralgico, antispasmodico gastro-intestinale, emmenagogo, sedativo del S.N.C. di relazione, tonico, vulnerario, cicatrizzante.
Indicazioni
- insonnia,
- spasmi dolorosi del'apparato gastro-enterico, gastrite, duodenite, ulcera gastrica e duodenale,
- nevralgia, nevralgia facciale, cefalea,
- pelle, piaghe, scottature, capelli, bocca,
- mestruazioni dolorose, dismenorrea e amenorrea di carattere nervoso, turbe della menopausa.
Modalita d'uso
Infuso
5-10g in 100 ml di acqua bollente, lasciare in infusione 15 minuti.
Tre tazze al dì.
- nelle mestruazioni dolorose, amenorrea e dismenorrea bere nei tre giorni prima del ciclo,
- nelle digestioni difficili, fermentazioni intestinali, coliche,
- nelle convulsioni e nell'isterismo
- come calmante
Decotto
10 g in 100 ml di acqua bollente, far bollire 2'. Lasciare in infusione mezz'ora, filtrare.
Nelle febbri intermittenti.
Uso esterno
- sciacqui e frizioni per schiarire e dare riflessi dorati ai capelli, tenere per 10-15' (l'effetto è migliore se ci si espone al sole)
- fomenti (respirare il vapore dei fiori di camomilla) nelle riniti, bronchiti, sinusiti,
- compresse imbevute di infuso, nelle pelli screpolate, arrossate e sciupate, tenere per 15',
- impacchi sugli occhi stanchi, irritati, arrossati,
- bagni rilassanti, sedativi e decongestionanti
- irrigazioni su mucose arrossate, congestionate, infiammate (pruriti vulvari)
- colluttorio, per gengivite, mal di denti,
- gargarismi, nel mal di gola
- cataplasmi nelle emorroidi.
Tintura 20%
20g in 100 ml di alcool a 70°. Macerare per 5 giorni.
Bere 1-2 cucchiani pro-dose 3 volte al dì.
Uso esterno: per applicazioni locali diluire in acqua 10 ml in 50 ml di acqua.
Tintura vinosa 10%
10 g in 100 ml di vino bianco. Macerare 5 giorni. Filtrare. Bere un bicchierino pro dose, 3 volte al dì.
Nelle nevralgie e nelle amenorree, dismenorree.
Per favorire la digestione bere un bicchierino dopo i pasti..
Tintura oleosa 20%
20 g in 100 m di olio d'oliva. Macerare per 8-10 giorni. Conservare in frigorifero.
Come antinfiammatorio nei dolori mestruali o gastroenterici.
Per frizioni locali nei dolori reumatici aggiungere 10 g di canfora a 90 g di olio di camomilla.
Olio di camomilla
20 g in 100 ml di olio di mandorle. Lasciare a bagnomaria per 2 ore, filtrare attraverso una tela. Come antinfiammatorio cutaneo nelle pelli arrossate.
Tintura madre
20 g in 100 ml di alcool a 70°. Macerare per 3 settimane i capolini freschi.
bambino: 5 gocce in un po' di acqua o latte.
adulto: 20-40 gocce 2-3 volte al dì dopo i pasti.
Proprietà
- regolatore della flora batterica intestinale
- immunostimolante, sudorifero
- antinfiammatorio e spasmolitico gastrointestinale
- antinfiammatorio dell'apparato respiratorio
- sedativa, antispasmodica, ipnotico leggero
- emmenagoga, eupeptica
Indicazioni
- insonnia
- nevralgie facciali
- dentizione dolorosa nel bambino
- amenorrea, dismenorrea, turbe della menopausa,
- irritabilità, convulsioni, tic nervosi,
- nel bambino collerico, capriccioso, intollerante al dolore,
- coliche intestinali, gastroduodenite, ulcera gastroduodenale
Essenza (ol. Chamomillae)
2-4 gocce, 2-3 volte al dì.
Proprietà: antiflogistico batteriostatico e fungicida, vermifugo (ascaridi, ossiuri), antiallergico, protettivo nei confronti delle ulcere gastroduodenali e nelle gastriti, .
Polvere
1-3 g in miele 3 volte al dì.
Altri usi:
- Olio essenziale in profumeria, cosmetica, liquoreria.
- capolini entro l'anno di raccolta come antitarme.
Controindicazioni:
- gli stati diarroici
- non usare in associazione alla china.
E' sconsigliato l'uso prolungato:
- nelle infiammazioni oculari perchè può irritare l'occhio,
- perchè può provocare insonnia e nausea, alcuni soggetti nervosi, possono risentire di una eccitazione generale e soffrire d'insonnia anche se l'assumono in dosi e per tempi limitati.
Bibliografia
Brigo Bruno, Fitoterapia e Gemmoterapia nella pratica clinica
Da Cartosio Giorgio, La salute nelle piante e nelle erbe, Edizioni Paoline
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Guida pratica ai fiori spontanei in Italia, Selezione dal reader's Digest.
Hoffmann David, Erbario olistico, L'energia delle piante per una salute integrale, Xenia
Leclerc Henri, Lineamenti di fitoterapia
Lodi Giuseppe, Piante officinali italiane
Lonardoni, Lazzarini, Elementi di Erboristeria, Guide pratiche Edagricole.
Mearelli, guida all'impiego terapeutico delle Tianture madri, gemmoderivati e oligoelementi.
Mességué, il mio erbario, Mondadori
Nelle erbe la salute (in herbis salus)
Padre Emilio Ratti, fiori ed erbe benedite il Signore,
Palma Luigi, Fitoterapia essenziale, Palma Editore
Pedretti Marzio, L'Erborista Moderno, Erboristeria domani libri
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Rossi Massimo, Tinture Madri in fitoterapia, Studio Edizioni
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Thomson William, Salute dalla terra, guida alle piante medicinali
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione del Reader Digest
Tierra Michael, la salute con le erbe, Oscar Mondadori
Treben Maria, La salute dalla Farmacia del Signore
Valnet Jean, Cura delle malattie con le essenze delle piante, Aldo Martello-Giunti
29/04/11
Classe: GNETINE, Famiglia: EFEDRACEAE, EFEDRA
Classe: GNETINE
Divisione: Gimnosperme
Rappresentano gli esemplari più evoluti delle Gimnosperme, forme di passaggio fra le Gimnosperme e le Angiosperme.
Habitat:
Sabbie del Mediterraneo e plaghe temperate calde.
Vi appartengono le seguenti famiglie:
Famiglia: EFEDRACEAE o GNETACEAE
Efedra spp
Habitat:
Arene, luoghi sabbiosi e rocciosi delle coste, presente anche in Italia. L'Efedra nebrodensis vive sulle rupi, Ephedra distachya L. vive sulle spiagge sabbiose marine. La specie usata in farmacia è originaria della Cina: Ephedra sinica.
Ephedra distachya L. o Ephedra vulgaris Rich
nome comune: Uva marina
Habitat:
Vive nella zona costiera, nei luoghi rocciosi, raramente nell'interno. In Italia si trova vicino a Trento, a Visso nelle Marche e in Val d'Aosta.
Storia:
Il nome comune Uva marina deriva dalle pseudobacche rosse. Il nome latino distachya deriva da dis= due volte, e da stachys=spiga per la presenza di fiori maschili e fiori femminili separati.
Identificazione:
Piccolo arbusto perenne, dioico, con piccoli rami opposti e verticillati, alto da pochi cm fino a un metro, simile a una ginestra. Pianta rara, vive nei luoghi rocciosi e assolati lungo le coste del mediterraneo.
Fusto: sia eretto che prostrato, articolato, di colore verde pallido, rami glauchi, opposti, fascicolati, striati.
Foglie: ridotte a due piccole scaglie opposte, di 1,5-2 mm, che avvolgono il fusto in corrispondenza dei nodi, all'origine dei ramoscelli.
Fiori: maschili e femminili su piante diverse, verde-giallastri in amenti terminali, senza calice ne corolla.
Fiori maschili inseriti su un peduncolo breve, riuniti in coni ovoidali formati da numerose brattee, all'ascella delle quali è inserito il fiore di colore giallo con otto antere che producono il polline, in numero di uno-tre a livello dei nodi.
Fiori femminili riuniti in uno-tre coni ovali, su un picciolo lungo fino a 2 cm, inseriti ai nodi dei rametti superiori; ogni fiore è avvolto da una coppia di brattee ovali parzialmente saldate alla base.
Fiorisce da maggio a giugno.
Frutti: drupa rosso vino, sapore acidulo, aromatico, velenoso, contenente un seme ovale, nudo, marrone scuro.
Parti usate:
Rami (parti terminali), radici.
Raccolta:
Rami: da marzo a luglio in pezzi di 10-15 cm. Essicare all'ombra in luogo areato, riuniti in mazzetti. Si conservano in sacchetti di carta o tela.
Radici: autunno
Costituenti:
Aalcaloide: efedrina 1%, principio attivo con azione simile all'adrenalina, tannini, sali minerali, mucillagini.
Proprietà:
Simpaticomimetico, broncodilatatore con meccanismo nervoso e muscolare, stimolatore del centro del respiro, antistaminico (antiallergico), vasocostrittrice, vasodilatatore delle coronarie, stimolatore della secrezione ormonale.
Indicazioni:
- asma bronchiale, bronchiti, rinite (raffreddore), tosse, pertosse,
- allergie, febbre da fieno, congiuntivite primaverile, stati iperistaminici, orticaria, emicrania
- ipotensione, insufficienza circolatoria.
Modalità d'uso: Infuso, Decotto di radice, Tintura idroalcolica, Sciroppo al 5% di estratto fluido
Controindicazioni:
E' controindicata in caso di ipertensione, simpaticononie, cardiopatie, morbo di Basedow.
Utilizzare rimedi farmaceutici già pronti per evitare pericoli di intossicazione, infatti a dosi incontrollate può produrre effetti tossici.
USARE ESCLUSIVAMENTE SOLO DIETRO PARERE E SOTTO STRETTO CONTROLLO MEDICO.
Bibliografia:
Pedretti, L'Erborista Moderno, Erboristeria domani-Libri
Hoffman, The Holistic Erbal
Frate Indovino, Il nuovo Segreto della Salute, Edizioni Frate Indovino Perugia
Mearelli-Scrignani, Guida all'impiego terapeutico delle Tinture Madri, Gemmoderivati e Oligoelementi
Salute dalla terra, Idea Libri
Scoprire, riconoscere, usare le erbe, Fabbri Editori
Valnet, Fitoterapia, Cura delle malattie con le piante, Martello-Giunti Editore
Ephedra sinica
Nome comune italiano: efedrina
Nome comune inglese: Eyebright
Nome cinese: Ma Huang
Piccolo arbusto con fusto prostrato verde con ramoscelli molto sottili intersecantisi somigliante alla ginestra.
Storia:
Conosciuta dai cinesi già da qualche millenio e usata contro tutti i disturbi della respirazione e della circolazione. Conosciuta in Europa dopo aver importato la specie cinese.
Identificazione:
Foglie: piccole, squamose, all'origine dei ramoscelli.
Fiori: giallastri, generalmente raccolti alla sommità dei rami.
Frutti: bacche carnose di colore rosso vivo, spore acidulo, aromatico, contenenti un seme di forma ovale.
Parti usate:
Rami (parte alta), ma sopratutto bacche.
Raccolta:
Autunno, prima della gelata. Far seccare al sole.
Componenti:
Alcaloidi: efedrina, principio attivo con azione simile all'adrenalina, norefedrina, tannini, resine, saponine, flavonoidi, olio essenziale, vitamina C.
Proprietà:
Vasodilatatrice prima,vasocostrittrice poi, sedativo, spasmolitico, decongestionante, ipertensivo, antiallergico, midriatica, stimolante della circolazione.
Indicazioni:
- asma bronchiale, bronchiti, raffreddore, tosse, pertosse,
- allergie, febbre da fieno
- ipotensione,
- insufficienza circolatoria,
- enuresi notturna
- reumatismo.
Preparazioni: Infuso, Decotto, Tintura idroalcolica, Sciroppo al 5% di estratto fluido, Supposte.
Controindicazioni:
E' controindicata in caso di ipertensione, simpaticononie, cardiopatie, morbo di Basedow.
Utilizzare rimedi farmaceutici già pronti per evitare pericoli di intossicazione, infatti a dosi incontrollate può produrre effetti tossici.
USARE ESCLUSIVAMENTE SOLO DIETRO PARERE E SOTTO STRETTO CONTROLLO MEDICO.
Bibliografia:
Bianchini - Corbetta – Pistoia, Le piante della salute, Mondadori Editore
Hoffman, The Holistic Erbal
Frate Indovino, Il nuovo Segreto della Salute, Edizioni Frate Indovino Perugia
Divisione: Gimnosperme
Rappresentano gli esemplari più evoluti delle Gimnosperme, forme di passaggio fra le Gimnosperme e le Angiosperme.
Habitat:
Sabbie del Mediterraneo e plaghe temperate calde.
Vi appartengono le seguenti famiglie:
Famiglia: EFEDRACEAE o GNETACEAE
Efedra spp
Habitat:
Arene, luoghi sabbiosi e rocciosi delle coste, presente anche in Italia. L'Efedra nebrodensis vive sulle rupi, Ephedra distachya L. vive sulle spiagge sabbiose marine. La specie usata in farmacia è originaria della Cina: Ephedra sinica.
Ephedra distachya L. o Ephedra vulgaris Rich
nome comune: Uva marina
Habitat:
Vive nella zona costiera, nei luoghi rocciosi, raramente nell'interno. In Italia si trova vicino a Trento, a Visso nelle Marche e in Val d'Aosta.
Storia:
Il nome comune Uva marina deriva dalle pseudobacche rosse. Il nome latino distachya deriva da dis= due volte, e da stachys=spiga per la presenza di fiori maschili e fiori femminili separati.
Identificazione:
Piccolo arbusto perenne, dioico, con piccoli rami opposti e verticillati, alto da pochi cm fino a un metro, simile a una ginestra. Pianta rara, vive nei luoghi rocciosi e assolati lungo le coste del mediterraneo.
Fusto: sia eretto che prostrato, articolato, di colore verde pallido, rami glauchi, opposti, fascicolati, striati.
Foglie: ridotte a due piccole scaglie opposte, di 1,5-2 mm, che avvolgono il fusto in corrispondenza dei nodi, all'origine dei ramoscelli.
Fiori: maschili e femminili su piante diverse, verde-giallastri in amenti terminali, senza calice ne corolla.
Fiori maschili inseriti su un peduncolo breve, riuniti in coni ovoidali formati da numerose brattee, all'ascella delle quali è inserito il fiore di colore giallo con otto antere che producono il polline, in numero di uno-tre a livello dei nodi.
Fiori femminili riuniti in uno-tre coni ovali, su un picciolo lungo fino a 2 cm, inseriti ai nodi dei rametti superiori; ogni fiore è avvolto da una coppia di brattee ovali parzialmente saldate alla base.
Fiorisce da maggio a giugno.
Frutti: drupa rosso vino, sapore acidulo, aromatico, velenoso, contenente un seme ovale, nudo, marrone scuro.
Parti usate:
Rami (parti terminali), radici.
Raccolta:
Rami: da marzo a luglio in pezzi di 10-15 cm. Essicare all'ombra in luogo areato, riuniti in mazzetti. Si conservano in sacchetti di carta o tela.
Radici: autunno
Costituenti:
Aalcaloide: efedrina 1%, principio attivo con azione simile all'adrenalina, tannini, sali minerali, mucillagini.
Proprietà:
Simpaticomimetico, broncodilatatore con meccanismo nervoso e muscolare, stimolatore del centro del respiro, antistaminico (antiallergico), vasocostrittrice, vasodilatatore delle coronarie, stimolatore della secrezione ormonale.
Indicazioni:
- asma bronchiale, bronchiti, rinite (raffreddore), tosse, pertosse,
- allergie, febbre da fieno, congiuntivite primaverile, stati iperistaminici, orticaria, emicrania
- ipotensione, insufficienza circolatoria.
Modalità d'uso: Infuso, Decotto di radice, Tintura idroalcolica, Sciroppo al 5% di estratto fluido
Controindicazioni:
E' controindicata in caso di ipertensione, simpaticononie, cardiopatie, morbo di Basedow.
Utilizzare rimedi farmaceutici già pronti per evitare pericoli di intossicazione, infatti a dosi incontrollate può produrre effetti tossici.
USARE ESCLUSIVAMENTE SOLO DIETRO PARERE E SOTTO STRETTO CONTROLLO MEDICO.
Bibliografia:
Pedretti, L'Erborista Moderno, Erboristeria domani-Libri
Hoffman, The Holistic Erbal
Frate Indovino, Il nuovo Segreto della Salute, Edizioni Frate Indovino Perugia
Mearelli-Scrignani, Guida all'impiego terapeutico delle Tinture Madri, Gemmoderivati e Oligoelementi
Salute dalla terra, Idea Libri
Scoprire, riconoscere, usare le erbe, Fabbri Editori
Valnet, Fitoterapia, Cura delle malattie con le piante, Martello-Giunti Editore
Ephedra sinica
Nome comune italiano: efedrina
Nome comune inglese: Eyebright
Nome cinese: Ma Huang
Piccolo arbusto con fusto prostrato verde con ramoscelli molto sottili intersecantisi somigliante alla ginestra.
Storia:
Conosciuta dai cinesi già da qualche millenio e usata contro tutti i disturbi della respirazione e della circolazione. Conosciuta in Europa dopo aver importato la specie cinese.
Identificazione:
Foglie: piccole, squamose, all'origine dei ramoscelli.
Fiori: giallastri, generalmente raccolti alla sommità dei rami.
Frutti: bacche carnose di colore rosso vivo, spore acidulo, aromatico, contenenti un seme di forma ovale.
Parti usate:
Rami (parte alta), ma sopratutto bacche.
Raccolta:
Autunno, prima della gelata. Far seccare al sole.
Componenti:
Alcaloidi: efedrina, principio attivo con azione simile all'adrenalina, norefedrina, tannini, resine, saponine, flavonoidi, olio essenziale, vitamina C.
Proprietà:
Vasodilatatrice prima,vasocostrittrice poi, sedativo, spasmolitico, decongestionante, ipertensivo, antiallergico, midriatica, stimolante della circolazione.
Indicazioni:
- asma bronchiale, bronchiti, raffreddore, tosse, pertosse,
- allergie, febbre da fieno
- ipotensione,
- insufficienza circolatoria,
- enuresi notturna
- reumatismo.
Preparazioni: Infuso, Decotto, Tintura idroalcolica, Sciroppo al 5% di estratto fluido, Supposte.
Controindicazioni:
E' controindicata in caso di ipertensione, simpaticononie, cardiopatie, morbo di Basedow.
Utilizzare rimedi farmaceutici già pronti per evitare pericoli di intossicazione, infatti a dosi incontrollate può produrre effetti tossici.
USARE ESCLUSIVAMENTE SOLO DIETRO PARERE E SOTTO STRETTO CONTROLLO MEDICO.
Bibliografia:
Bianchini - Corbetta – Pistoia, Le piante della salute, Mondadori Editore
Hoffman, The Holistic Erbal
Frate Indovino, Il nuovo Segreto della Salute, Edizioni Frate Indovino Perugia
17/04/11
ROSOLACCIO, PAPAVERO SELVATICO
PAPAVER RHOEAS L.
Nome italiano: Papavero
Nome inglese: Corn Poppy
Nome tedesco: Klatschmohn
Nome francese: Coquelicot
Famiglia: Papaveraceae
Habitat
Vive dalla pianura alle zone submontane nei prati, radure erbose, terreni incolti, scarpate, campi coltivati, viottoli di campagna. Fino a 1700 m.
Identificazione
Pianta erbacea annuale, alta da 25 a 80 cm.
Fusto: eretto, peloso con peli patenti (orizzontali), ramificato, ricco di latice biancastro.
Radice: radice a fittone provvista di radichette laterali, biancastra.
Foglie: pelose (peli morbidi), foglie basali a rosetta, lanceolate, pennato o bipennato-partite, irregolarmente incise, margine dentato (ogni dente termina con una setola), apice acuto, la base si restringe a formare un picciolo; foglie superiori accorciano il picciolo sino a diventare sessili.
Fiori: effimeri, rossi, con macchia porpora-nerastra alla base, solitari, su lunghi peduncoli che partono dall'apice del fusto e dall'ascella delle foglie; calice a 2 sepali che cadono alla fioritura, corolla a 4 grandi petali tondeggianti, numerosi stami nero-bluastri. Fiorisce da maggio a luglio, prima della fioritura i boccioli sono penduli.
Frutto: capsula ovoidale, glabra, con nella parte superiore una specie di coperchio a forma di disco ondulato che a maturità si apre con dei fori appena sotto il disco. Contiene numerosi semi bruno-nerastri.
Odore debole, nauseante; sapore acre.
Storia
Originario delle regioni mediterranee orientali (Turchia) è stata introdotta in Europa con le colture dei cereali. Se ne sono trovati fiori anche nelle tombe egizie. I Greci mangiavano le foglie giovani in insalata e fino al 1500 si mangiavano anche in Italia.Un tempo viveva nei campi coltivati a grano, l'uso dei diserbanti l'ha fatto scomparire.
In passati i fiori di papavero venivano usati dalle donne per colorare le labbra e le guance per la loro presenza di antociani che forniscono un colore rosso vino.
Parti usate
Petali.
Raccolta e Conservazione
all'epoca della fioritura, la mattina dopo che la rugiada è evaporata, evitando i fiori meno colorati, quelli più piccoli e quelli con capsula pelosa o ristretta alla sommità. Disporre in strati sottili, conservare all'asciutto.
Costituenti
alcaloidi (readina), antocianine, tannini, mucillagini.
Proprietà
antispasmodico, ipnotico, pettorale, tossifugo, sedativo, blando narcotico (favorisce il sonno), bechico (sedativo della tosse), sedativo delle pareti uterine, diaforetico (sudorifero), emolliente, colorante.
Indicazioni
angina,
infiammazioni delle palpebre (uso esterno),
bronchite, tosse stizzosa notturna, tosse spasmodica (pertosse, asma bronchiale),
nervosismo, insonnia (soprattutto dei bambini e degli anziani),
febbri eruttive,
dolori addominali,
dolori uterini
nevralgie facciali e degli arti,
rughe, pelle arrossata,
colorante.
Modalità d'uso
Infuso
2g in 100 ml di acqua bollente, lasciare in infusione 10 minuti. Bere due tazza al dì, pomeriggio e sera prima di coricarsi. A bambini ed anziani somministrare a cucchiai durante il dì.
Fa parte della tisana dei "quattro fiori" (rosolaccio, malva, farfara, piè di gatto) e della tisana delle 7 erbe (rosolaccio, malva, farfara, piè di gatto, altea, tasso barbasso, viola mammola)
Tintura
20 g in 100 ml di alcool a 20°. Macerare per 5 giorni. Bere 2-4 ml 3 volte al dì lontano dai pasti in poca acqua.
Cataplasmi
nelle infiammazioni oculari.
ATTENZIONE: NON USARE LE CAPSULE E RISPETTARE LE DOSI, DOSI ECCESSIVE CAUSANO INTOSSICAZIONI CON NAUSEA E VOMITO.
NOTA:
Da non confondersi con il Papavero da Oppio, Papaver somniferum L, che contiene morfina e viene usata in campo medico, per la sua azione sul dolore ma è altamente tossica.
Del Papavero da oppio o sonnifero l'unica parte innocua sono i semi (neri, gialli, blu, bianchi), piccolissimi, commestibili usati in dolciaria e panetteria. Contengono un olio con proprietà emollienti e lenitive.
Bibliografia
Hoffmann David, Erbario olistico, Xenia
Leclerc Henri, Lineamenti di fitorerapia
Lonardoni-Lazzarini, Elementi di Erboristeria
Messegue, il mio erbario, Mondadori editore
Nelle erbe la salute (in herbis salus)
Palma Luigi, Fitoterapia essenziale, Palma Editore
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Nelle erbe la salute, A. Minardi e Figli
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione del Reader Digest
Valnet Jean, Fitoterapia, Cura delle malattie con le piante, Martello-Giunti Editore
Nome italiano: Papavero
Nome inglese: Corn Poppy
Nome tedesco: Klatschmohn
Nome francese: Coquelicot
Famiglia: Papaveraceae
Habitat
Vive dalla pianura alle zone submontane nei prati, radure erbose, terreni incolti, scarpate, campi coltivati, viottoli di campagna. Fino a 1700 m.
Identificazione
Pianta erbacea annuale, alta da 25 a 80 cm.
Fusto: eretto, peloso con peli patenti (orizzontali), ramificato, ricco di latice biancastro.
Radice: radice a fittone provvista di radichette laterali, biancastra.
Foglie: pelose (peli morbidi), foglie basali a rosetta, lanceolate, pennato o bipennato-partite, irregolarmente incise, margine dentato (ogni dente termina con una setola), apice acuto, la base si restringe a formare un picciolo; foglie superiori accorciano il picciolo sino a diventare sessili.
Fiori: effimeri, rossi, con macchia porpora-nerastra alla base, solitari, su lunghi peduncoli che partono dall'apice del fusto e dall'ascella delle foglie; calice a 2 sepali che cadono alla fioritura, corolla a 4 grandi petali tondeggianti, numerosi stami nero-bluastri. Fiorisce da maggio a luglio, prima della fioritura i boccioli sono penduli.
Frutto: capsula ovoidale, glabra, con nella parte superiore una specie di coperchio a forma di disco ondulato che a maturità si apre con dei fori appena sotto il disco. Contiene numerosi semi bruno-nerastri.
Odore debole, nauseante; sapore acre.
Storia
Originario delle regioni mediterranee orientali (Turchia) è stata introdotta in Europa con le colture dei cereali. Se ne sono trovati fiori anche nelle tombe egizie. I Greci mangiavano le foglie giovani in insalata e fino al 1500 si mangiavano anche in Italia.Un tempo viveva nei campi coltivati a grano, l'uso dei diserbanti l'ha fatto scomparire.
In passati i fiori di papavero venivano usati dalle donne per colorare le labbra e le guance per la loro presenza di antociani che forniscono un colore rosso vino.
Parti usate
Petali.
Raccolta e Conservazione
all'epoca della fioritura, la mattina dopo che la rugiada è evaporata, evitando i fiori meno colorati, quelli più piccoli e quelli con capsula pelosa o ristretta alla sommità. Disporre in strati sottili, conservare all'asciutto.
Costituenti
alcaloidi (readina), antocianine, tannini, mucillagini.
Proprietà
antispasmodico, ipnotico, pettorale, tossifugo, sedativo, blando narcotico (favorisce il sonno), bechico (sedativo della tosse), sedativo delle pareti uterine, diaforetico (sudorifero), emolliente, colorante.
Indicazioni
angina,
infiammazioni delle palpebre (uso esterno),
bronchite, tosse stizzosa notturna, tosse spasmodica (pertosse, asma bronchiale),
nervosismo, insonnia (soprattutto dei bambini e degli anziani),
febbri eruttive,
dolori addominali,
dolori uterini
nevralgie facciali e degli arti,
rughe, pelle arrossata,
colorante.
Modalità d'uso
Infuso
2g in 100 ml di acqua bollente, lasciare in infusione 10 minuti. Bere due tazza al dì, pomeriggio e sera prima di coricarsi. A bambini ed anziani somministrare a cucchiai durante il dì.
Fa parte della tisana dei "quattro fiori" (rosolaccio, malva, farfara, piè di gatto) e della tisana delle 7 erbe (rosolaccio, malva, farfara, piè di gatto, altea, tasso barbasso, viola mammola)
Tintura
20 g in 100 ml di alcool a 20°. Macerare per 5 giorni. Bere 2-4 ml 3 volte al dì lontano dai pasti in poca acqua.
Cataplasmi
nelle infiammazioni oculari.
ATTENZIONE: NON USARE LE CAPSULE E RISPETTARE LE DOSI, DOSI ECCESSIVE CAUSANO INTOSSICAZIONI CON NAUSEA E VOMITO.
NOTA:
Da non confondersi con il Papavero da Oppio, Papaver somniferum L, che contiene morfina e viene usata in campo medico, per la sua azione sul dolore ma è altamente tossica.
Del Papavero da oppio o sonnifero l'unica parte innocua sono i semi (neri, gialli, blu, bianchi), piccolissimi, commestibili usati in dolciaria e panetteria. Contengono un olio con proprietà emollienti e lenitive.
Bibliografia
Hoffmann David, Erbario olistico, Xenia
Leclerc Henri, Lineamenti di fitorerapia
Lonardoni-Lazzarini, Elementi di Erboristeria
Messegue, il mio erbario, Mondadori editore
Nelle erbe la salute (in herbis salus)
Palma Luigi, Fitoterapia essenziale, Palma Editore
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Nelle erbe la salute, A. Minardi e Figli
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione del Reader Digest
Valnet Jean, Fitoterapia, Cura delle malattie con le piante, Martello-Giunti Editore
MARGHERITINA
BELLIS PERENNIS L.
Nome italiano: Margheritina, Pratolina
Famiglia: Asteraceae ex Compositae
Habitat
Vive dalla pianura alla montagna nei prati, tappeti erbosi, terreni incolti, ai margini dei viottoli e delle strade. Resiste anche a basse temperature fiona a -17°. Fino a 2.400 m.
Identificazione
Pianta erbacea perenne, alta da 4 a 10 cm.
Radice: rizoma da cui si originano numerose radichette.
Foglie: inserite sul rizoma a rosetta basale, picciolate (picciolo alato, quasi sempre di colore rosso), obovate, spatolate, con base cuneata e apice arrotondato, margine dentato verso l'apice, tomentose da giovani, quasi glabre da adulte, con una o tre nervature visibili sulla pagina inferiore.
Fiori: Gialli e bianco rosati, riuniti in capolini solitari, portati da peduncoli lunghi 10-20 cm, racchiusi da un involucro a brattee verdi pubescenti, lineari con apice ottuso disposte su due ranghi; gamopetali, fiori interni tubolosi gialli, contornati da ligule bianche, rosate sotto.
Fiorisce da marzo praticamente tutto l'anno. Durante la notte e nelle giornate nuvolose i capolini si chiudono e inclinano, di giorno, i capolini si dischiudono e seguono il corso del sole.
Frutto: piccolo achenio ovale secco, convesso lateralmente, sprovvisto di pappo, superficie pubescente.
Odore nullo; sapore dolciastro che diventa poi amaro.
Storia
Il suo nome dderiva da bellis = elegante, perennis = perenne, perchè fiorisce in tutto l'anno. Nota fin dal rinascimento.
Parti usate
foglie, fiori (tutto l'anno)
Raccolta e Conservazione
Fiori: all'inizio della fioritura, da marzo a giugno senza il picciolo.
Parte aerea: all'inizio della fioritura recidendola al colletto.
Essicare all'ombra in luogo aerato e conservare in recipipienti di vetro o porcellana.
Costituenti
saponine, olio essenziale, tannino, mucillagine, principio amaro, acidi organici (malico, tartarico, acetato, ossalico), resine.
Proprietà
antiinfiammatorio, depurativo, diuretico, espettorante, diaforetico (sudorifero), lassativo blando, rinfrescante, astringente sui capillari, tonico, vulnerario
Indicazioni
bronchite, tosse, mal di gola,
distorsione,
edema, fragilità capillare,
arteriosclerosi
ipertensione
affezioni epatiche, ittero,
macchie, foruncoli, piaghe,
idropisia,
irritazione della bocca e della gola
palpebre arrossate.
Modalità d'uso
Infuso
4g in 100 ml di acqua bollente, lasciare in infusione 10 minuti.
Due tazze al dì come diuretico, depurativo, diaforetico e blandamente lassativo.
Decotto
5g in 100 ml di acqua bollente. Far bollire 5-10 minuti. Lasciar in infusione 10 minuti, filtrare.
Uso esterno: sciacqui, gargarismi, lavaggi, lavaggi oculari. Applicare compresse imbevute di
decotto in caso di contusioni, distorsioni e foruncoli.
Tintura madre
20 g in 100 ml di alcool a 70°. Macerare per 5 giorni. Bere 30 gocce 3 volte al dì lontano dai pasti in poca acqua.
Uso esterno: per applicazioni locali diluire in acqua 10 ml in 50 ml di acqua.
Proprietà
antiedematose, decongestionante, antinfiammatoria, analgesica dei piccoli traumi, cicatrizzante, antisettica, epitelizzante, antimicotica, antispasmodica, lassativa, espettorante.
Indicazioni
ecchimosi, edemi da trauma
distorsioni, lussazioni, stiramenti
piaghe, micosi
stipsi
reumatismi
bronchiti croniche, tosse secca
gotta
Enolito
2 manciate di pianta fresca, macerata in un litro di vino bianco, danno una bevanda ogni mattina, agisce contro i dolori di testa, la commozioni del cervello, l'idropisia, la renella, gli ingorghi viscerali.
Alimentare
Le foglie giovani possono essere messe nelle insalate.
Impiastri di foglie fresche
applicare interponendo una garza sulle ferite.
altri usi: per schiarire l'epidermide, detergerre le zone macerate dal sudore, decongestionare il viso e la zona attorno agli occhi.
Bibliografia
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Mearelli, guida all'impiego terapeutico delle Tianture madri, gemmoderivati e oligoelementi.
Nelle erbe la salute (in herbis salus)
Palma Luigi, Fitoterapia essenziale, Palma Editore
Pedretti Marzio, L'Erborista Moderno, Erboristeria domani libri
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Rossi Massimo, Tinture Madri in fitoterapia, Studio Edizioni
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Salute dalla terra, guida alle piante medicinali
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione del Reader Digest
Treben Maria, La salute dalla Farmacia del Signore
Nome italiano: Margheritina, Pratolina
Famiglia: Asteraceae ex Compositae
Habitat
Vive dalla pianura alla montagna nei prati, tappeti erbosi, terreni incolti, ai margini dei viottoli e delle strade. Resiste anche a basse temperature fiona a -17°. Fino a 2.400 m.
Identificazione
Pianta erbacea perenne, alta da 4 a 10 cm.
Foglie: inserite sul rizoma a rosetta basale, picciolate (picciolo alato, quasi sempre di colore rosso), obovate, spatolate, con base cuneata e apice arrotondato, margine dentato verso l'apice, tomentose da giovani, quasi glabre da adulte, con una o tre nervature visibili sulla pagina inferiore.
Fiori: Gialli e bianco rosati, riuniti in capolini solitari, portati da peduncoli lunghi 10-20 cm, racchiusi da un involucro a brattee verdi pubescenti, lineari con apice ottuso disposte su due ranghi; gamopetali, fiori interni tubolosi gialli, contornati da ligule bianche, rosate sotto.
Fiorisce da marzo praticamente tutto l'anno. Durante la notte e nelle giornate nuvolose i capolini si chiudono e inclinano, di giorno, i capolini si dischiudono e seguono il corso del sole.
Frutto: piccolo achenio ovale secco, convesso lateralmente, sprovvisto di pappo, superficie pubescente.
Odore nullo; sapore dolciastro che diventa poi amaro.
Storia
Il suo nome dderiva da bellis = elegante, perennis = perenne, perchè fiorisce in tutto l'anno. Nota fin dal rinascimento.
Parti usate
foglie, fiori (tutto l'anno)
Raccolta e Conservazione
Fiori: all'inizio della fioritura, da marzo a giugno senza il picciolo.
Parte aerea: all'inizio della fioritura recidendola al colletto.
Essicare all'ombra in luogo aerato e conservare in recipipienti di vetro o porcellana.
Costituenti
saponine, olio essenziale, tannino, mucillagine, principio amaro, acidi organici (malico, tartarico, acetato, ossalico), resine.
Proprietà
antiinfiammatorio, depurativo, diuretico, espettorante, diaforetico (sudorifero), lassativo blando, rinfrescante, astringente sui capillari, tonico, vulnerario
Indicazioni
bronchite, tosse, mal di gola,
distorsione,
edema, fragilità capillare,
arteriosclerosi
ipertensione
affezioni epatiche, ittero,
macchie, foruncoli, piaghe,
idropisia,
irritazione della bocca e della gola
palpebre arrossate.
Modalità d'uso
Infuso
4g in 100 ml di acqua bollente, lasciare in infusione 10 minuti.
Due tazze al dì come diuretico, depurativo, diaforetico e blandamente lassativo.
Decotto
5g in 100 ml di acqua bollente. Far bollire 5-10 minuti. Lasciar in infusione 10 minuti, filtrare.
Uso esterno: sciacqui, gargarismi, lavaggi, lavaggi oculari. Applicare compresse imbevute di
decotto in caso di contusioni, distorsioni e foruncoli.
Tintura madre
20 g in 100 ml di alcool a 70°. Macerare per 5 giorni. Bere 30 gocce 3 volte al dì lontano dai pasti in poca acqua.
Uso esterno: per applicazioni locali diluire in acqua 10 ml in 50 ml di acqua.
Proprietà
antiedematose, decongestionante, antinfiammatoria, analgesica dei piccoli traumi, cicatrizzante, antisettica, epitelizzante, antimicotica, antispasmodica, lassativa, espettorante.
Indicazioni
ecchimosi, edemi da trauma
distorsioni, lussazioni, stiramenti
piaghe, micosi
stipsi
reumatismi
bronchiti croniche, tosse secca
gotta
Enolito
2 manciate di pianta fresca, macerata in un litro di vino bianco, danno una bevanda ogni mattina, agisce contro i dolori di testa, la commozioni del cervello, l'idropisia, la renella, gli ingorghi viscerali.
Alimentare
Le foglie giovani possono essere messe nelle insalate.
Impiastri di foglie fresche
applicare interponendo una garza sulle ferite.
altri usi: per schiarire l'epidermide, detergerre le zone macerate dal sudore, decongestionare il viso e la zona attorno agli occhi.
Bibliografia
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Mearelli, guida all'impiego terapeutico delle Tianture madri, gemmoderivati e oligoelementi.
Nelle erbe la salute (in herbis salus)
Palma Luigi, Fitoterapia essenziale, Palma Editore
Pedretti Marzio, L'Erborista Moderno, Erboristeria domani libri
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Rossi Massimo, Tinture Madri in fitoterapia, Studio Edizioni
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Salute dalla terra, guida alle piante medicinali
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione del Reader Digest
Treben Maria, La salute dalla Farmacia del Signore
09/04/11
ORTICA
URTICA DIOICA L.
nome italiano: Orticone, ortica maschio
Nome inglese: Nettle
Nome francese: Ortie
Nome tedesco: Brennessel
Nome spagnolo Ortega
Famiglia: Urticaceae
Habitat
Presente in tutta Europa e in tutta Italia dal mare alle zone alpine nei suoli ricchi di sostanze azotate. Vicino alle case, lungo i viottoli, le siepi, nei boschi fino a 2.400.
Identificazione
Pianta erbacea perenne, alta da 50 a 150 cm. L'Urtica urens è alta 30-60 cm ed è annuale.
Fusto: eretto, semplice, a sezione quadrata, superficie con peli corti alternati a peli lunghi rigidi più urticanti.
Radice: rizoma strisciante e ramificato.
Foglie: opposte, picciolate, stipolate, ovali-oblunghe, con base a forma di cuore, margine dentato a denti arquati. Superficie fogliare, in particolare nervature delle foglie, e dei piccioli provvista di peli contenenti una sostanza urticante (0,1 mg sono sufficienti a produrre il prurito).
Le foglie della specie Urtica urens L. sono completamente ricoperte di peli urticanti ed occorre particolare cautela nella raccolta.
Fiori: verdi, minuscoli, riuniti in spighe, dioici portati da piante distinte, quelli maschili eretti, quelli femminili penduli, 4 sepali, 4 tepali che racchiudono i 4 stami nei fiori maschili e l'ovario nei fiori femminili; stimma a pennello. Le spighe sono inserite all'ascella delle foglie superiori. Fiorisce da giugno a ottobre. Nell'Urtica urens L. i fiori maschili e femminili sono sulle stesse piante.
Frutto: achenio ovoidale che si sviluppa dai fiori femminili provvisto di un ciuffo di peli all'apice, racciuso dai tepali persistenti. Un seme. Sapore astringente, acidulo.
Sapore: lievemente amaro
Storia
Anticamente si fustigavano le parti malate con le ortiche per stimolare reazioni benefiche in caso di reumatismi, assenza di mestruazioni, febbre tifoidea. Nell'Ottocento veniva usato per frenare le emorragiem amentare la secrezione lattea, diminuire la glicemia.
Parti usate
porzione aerea della pianta giovane, foglie (tutto l'anno); rizoma e radici, (autunno).
Raccolta e Conservazione
Da aprile a settembre tagliandola 10-15 cm sopra il terreno, proteggere le mani con guanti per evitare i peli urticanti. Essicare all'ombra in luogo aerato e conservare in sacchetti di carta o tela.
Costituenti
eteroside urticoside, acetilcolina, istamina, serotonina, acido formico e gallico, carotene, provitamina A e vitamina C, clorofilla, xantofilla, carotene, tannini, potassio, calcio, ferro, manganese, silicio, magnesio, glucochinine, secretina (stimolante delle ghiandole digestive dello stomaco, intestino, fegato, pancreas, cistifellea). Il liquido irritante dei peli contiene acido formico, acetilcolina e istamina.
Proprietà
antianemico, antidiabetico, astringente, depurativo, diuretico, dietetico, emostatico, vasocostrittore, galattogeno, antireumatico, antigottoso, revulsivo, antiinfiammatorie intestinali, antiinfettivo, antidiarroica, normalizzanti del cuoio cappelluto, tonico, urticante.
Indicazioni
afta, gengiviti, mughetto
anemia, stanchezza, esaurimento fisico,
capelli grassi, forfora, caduta dei capelli,
cure di primavera,
disturbi epatici, calcolosi biliare,
diabete,
metabolismo rallentato
enteriti acute e croniche, diarrea, flatuolenze
edema,
ferite, ulcerazioni, emorragie, epistassi,
enuresi infantile,
acidi urici, gotta,
prostata,
ritenzione idrica, calcolosi renale, cistite, nefrite
leucorrea, menopausa,
allattamento, gravidanza, mestruazioni irregolari,
acne, orticaria, eczema, psoriasi, punture insetti,
riniti allergiche, asma,
reumatismi, sciatica, artrite.
Modalità d'uso
Succo di foglie fresche
Bere 2-3 cucchiai 3 volte al dì nei disturbi intestinali, come emostatico.
Uso esterno: in impacchi e lozioni.
Infuso
5g in 100 ml di acqua. Un cucchiaio ogni tre ore
Una tazza al dì come depurativo, diuretico, antireumatico. Tre tazze al dì nelle emottisi, mestruazioni dolorose, enteriti.
Decotto
5g in 100 ml di acqua bollente. Far bollire 5-10 minuti. Lasciar in infusione 10 minuti, filtrare.
Bere tre tazze al dì come ricostituente, diuretico, depurativo, nei reumatismi.
Uso esterno: frizionare il cuoio capelluto grasso e con forfora, nelle puture d'insetto (anche in quelle d'ortica), nell'orticaria.
Tintura madre
20 g di radici di ortica in 100 ml di alcool a 70°. Macerare per 5 giorni. Bere 40 gocce 3 volte al dì lontano dai pasti in poca acqua.
Uso: uricemia, gotta, reumatismi, emorragie capillari, acne giovanile, diabete, ipogalattia, epistassi.
Bagni
200 g di ortica nel bagno
in caso di dolori reumatici o infiammazione del nervo sciatico.
Pediluvi
4 cucchiai da tavola di radici e 4 cucchiai di ortica foglie. Lasciar macerare una notte in 5 litri di acqua. Quindi portare da ebollizione. Non filtrare. Lasciare in immersione i piedi per 20 minuti, nei reumatismi, mestruazioni dolorose, orticaria, disfunzioni del flusso sanguigno.
Shampoo
3 cucchiai di Ortica fresca o essicatta in 1 litro di acqua fredda, portare ad ebollizione. Lasciar riposare per 5 minuti. Filtrare fare l'ultimo risciacquo.
Alimentare
Le foglie giovani possono essere messe nelle minestre o cotte e consumate come verdura.
Ottime in frittata.
Puo anche essere fatta seccare e ridotta in polvere, quindi aggiunta agli ingredienti di base nella pasta e negli gnocchi.
Tessile
Le fibre tessute forniscono una speciale tela verde praticamente indistruttibile.
Note
Una piccola quantità di sostanza urticante è sufficiente a causare una intensa sensazione di bruciore. La ferita prodotta dal pelo urticante brucia, arrossa e prude, per lenire il prurito è efficace il succo dell'acetosa ma anche lo stesso decotto di ortica. Una breve cottura neutralizza l'effetto urticante delle foglie.
Bibliografia
Messeguè, il mio erbario
Mearelli, guida all'impiego terapeutico delle Tianture madri, gemmoderivati e oligoelementi.
Pedretti Marzio, L'Erborista Moderno, Erboristeria domani libri
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Rossi Massimo, Tinture Madri in fitoterapia, Studio Edizioni
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Salute dalla terra, guida alle piante medicinali
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione del Reader Digest
Tierra Michael, La salute con le erbe, Mondadori
Treben Maria, La salute dalla Farmacia del Signore
Valnet Jean, Fitoterapia, cura delle malattie con le piante
nome italiano: Orticone, ortica maschio
Nome inglese: Nettle
Nome francese: Ortie
Nome tedesco: Brennessel
Nome spagnolo Ortega
Famiglia: Urticaceae
Habitat
Presente in tutta Europa e in tutta Italia dal mare alle zone alpine nei suoli ricchi di sostanze azotate. Vicino alle case, lungo i viottoli, le siepi, nei boschi fino a 2.400.
Identificazione
Pianta erbacea perenne, alta da 50 a 150 cm. L'Urtica urens è alta 30-60 cm ed è annuale.
Fusto: eretto, semplice, a sezione quadrata, superficie con peli corti alternati a peli lunghi rigidi più urticanti.
Radice: rizoma strisciante e ramificato.
Foglie: opposte, picciolate, stipolate, ovali-oblunghe, con base a forma di cuore, margine dentato a denti arquati. Superficie fogliare, in particolare nervature delle foglie, e dei piccioli provvista di peli contenenti una sostanza urticante (0,1 mg sono sufficienti a produrre il prurito).
Le foglie della specie Urtica urens L. sono completamente ricoperte di peli urticanti ed occorre particolare cautela nella raccolta.
Fiori: verdi, minuscoli, riuniti in spighe, dioici portati da piante distinte, quelli maschili eretti, quelli femminili penduli, 4 sepali, 4 tepali che racchiudono i 4 stami nei fiori maschili e l'ovario nei fiori femminili; stimma a pennello. Le spighe sono inserite all'ascella delle foglie superiori. Fiorisce da giugno a ottobre. Nell'Urtica urens L. i fiori maschili e femminili sono sulle stesse piante.
Frutto: achenio ovoidale che si sviluppa dai fiori femminili provvisto di un ciuffo di peli all'apice, racciuso dai tepali persistenti. Un seme. Sapore astringente, acidulo.
Sapore: lievemente amaro
Storia
Anticamente si fustigavano le parti malate con le ortiche per stimolare reazioni benefiche in caso di reumatismi, assenza di mestruazioni, febbre tifoidea. Nell'Ottocento veniva usato per frenare le emorragiem amentare la secrezione lattea, diminuire la glicemia.
Parti usate
porzione aerea della pianta giovane, foglie (tutto l'anno); rizoma e radici, (autunno).
Raccolta e Conservazione
Da aprile a settembre tagliandola 10-15 cm sopra il terreno, proteggere le mani con guanti per evitare i peli urticanti. Essicare all'ombra in luogo aerato e conservare in sacchetti di carta o tela.
Costituenti
eteroside urticoside, acetilcolina, istamina, serotonina, acido formico e gallico, carotene, provitamina A e vitamina C, clorofilla, xantofilla, carotene, tannini, potassio, calcio, ferro, manganese, silicio, magnesio, glucochinine, secretina (stimolante delle ghiandole digestive dello stomaco, intestino, fegato, pancreas, cistifellea). Il liquido irritante dei peli contiene acido formico, acetilcolina e istamina.
Proprietà
antianemico, antidiabetico, astringente, depurativo, diuretico, dietetico, emostatico, vasocostrittore, galattogeno, antireumatico, antigottoso, revulsivo, antiinfiammatorie intestinali, antiinfettivo, antidiarroica, normalizzanti del cuoio cappelluto, tonico, urticante.
Indicazioni
afta, gengiviti, mughetto
anemia, stanchezza, esaurimento fisico,
capelli grassi, forfora, caduta dei capelli,
cure di primavera,
disturbi epatici, calcolosi biliare,
diabete,
metabolismo rallentato
enteriti acute e croniche, diarrea, flatuolenze
edema,
ferite, ulcerazioni, emorragie, epistassi,
enuresi infantile,
acidi urici, gotta,
prostata,
ritenzione idrica, calcolosi renale, cistite, nefrite
leucorrea, menopausa,
allattamento, gravidanza, mestruazioni irregolari,
acne, orticaria, eczema, psoriasi, punture insetti,
riniti allergiche, asma,
reumatismi, sciatica, artrite.
Modalità d'uso
Succo di foglie fresche
Bere 2-3 cucchiai 3 volte al dì nei disturbi intestinali, come emostatico.
Uso esterno: in impacchi e lozioni.
Infuso
5g in 100 ml di acqua. Un cucchiaio ogni tre ore
Una tazza al dì come depurativo, diuretico, antireumatico. Tre tazze al dì nelle emottisi, mestruazioni dolorose, enteriti.
Decotto
5g in 100 ml di acqua bollente. Far bollire 5-10 minuti. Lasciar in infusione 10 minuti, filtrare.
Bere tre tazze al dì come ricostituente, diuretico, depurativo, nei reumatismi.
Uso esterno: frizionare il cuoio capelluto grasso e con forfora, nelle puture d'insetto (anche in quelle d'ortica), nell'orticaria.
Tintura madre
20 g di radici di ortica in 100 ml di alcool a 70°. Macerare per 5 giorni. Bere 40 gocce 3 volte al dì lontano dai pasti in poca acqua.
Uso: uricemia, gotta, reumatismi, emorragie capillari, acne giovanile, diabete, ipogalattia, epistassi.
Bagni
200 g di ortica nel bagno
in caso di dolori reumatici o infiammazione del nervo sciatico.
Pediluvi
4 cucchiai da tavola di radici e 4 cucchiai di ortica foglie. Lasciar macerare una notte in 5 litri di acqua. Quindi portare da ebollizione. Non filtrare. Lasciare in immersione i piedi per 20 minuti, nei reumatismi, mestruazioni dolorose, orticaria, disfunzioni del flusso sanguigno.
Shampoo
3 cucchiai di Ortica fresca o essicatta in 1 litro di acqua fredda, portare ad ebollizione. Lasciar riposare per 5 minuti. Filtrare fare l'ultimo risciacquo.
Alimentare
Le foglie giovani possono essere messe nelle minestre o cotte e consumate come verdura.
Ottime in frittata.
Puo anche essere fatta seccare e ridotta in polvere, quindi aggiunta agli ingredienti di base nella pasta e negli gnocchi.
Tessile
Le fibre tessute forniscono una speciale tela verde praticamente indistruttibile.
Note
Una piccola quantità di sostanza urticante è sufficiente a causare una intensa sensazione di bruciore. La ferita prodotta dal pelo urticante brucia, arrossa e prude, per lenire il prurito è efficace il succo dell'acetosa ma anche lo stesso decotto di ortica. Una breve cottura neutralizza l'effetto urticante delle foglie.
Bibliografia
Messeguè, il mio erbario
Mearelli, guida all'impiego terapeutico delle Tianture madri, gemmoderivati e oligoelementi.
Pedretti Marzio, L'Erborista Moderno, Erboristeria domani libri
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Rossi Massimo, Tinture Madri in fitoterapia, Studio Edizioni
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Salute dalla terra, guida alle piante medicinali
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione del Reader Digest
Tierra Michael, La salute con le erbe, Mondadori
Treben Maria, La salute dalla Farmacia del Signore
Valnet Jean, Fitoterapia, cura delle malattie con le piante
04/04/11
BORSA DI PASTORE
CAPSELLA BURSA-PASTORIS (L.) MEDIC.
Borsa pastore, erba ciocca, erba di Giuda
Famiglia: Cruciferae (Brassicaceae)
Habitat
Diffusa in tutto il mondo meno che nelle regioni aride. In Italia quasi infestante nei prati, nelle coltivazioni, nei giardini, ai margini dei viottoli, lungo i vecchi muri, tra ruderi e macerie nei fossi e nelle scarpate. Vive dalla regione Mediterranea alle Alpi fino a 3.000 m.
Identificazione
Pianta erbacea annuale, alta da 30 a 50 cm, fusto eretto, fiorifero, che continua a crescere anche durante la fioritura,
Radice: affusolata.
Foglie: basali pennatifide, riunite in rosetta con picciolo corto, aderenti al suolo, quelle caulinari a forma di freccua, sessili amplessicauli, colore verde-grigiastre
Fiori: bianchi, molto piccoli, con quattro sepali verdi e quattro petali, inseriti su racemi, senza foglie, si allungano durante la fioritura, presenti tutto l'anno anche dopo la maturazione dei frutti , odore quasi nullo.
Frutti: siliquetta a base cuneata ed apice incavato.
La pianta può produrre fino a 40.000 semi.
Storia
La pianta prende il nome dalla forma dei frutti che ricordano la borsa del pastore e derivano dal latino capsella (=piccolo cofano). Si racconta che un pastore che utilizzava questa pianta per curare le sue pecore riusci ad arrestare una emoraggia uterina di una giovane donna facendole bere un cucchiaio di succo fresco della pianta ogni ora.
Nota fin dall'antichità fu largamente usata nel Medioevo quando veniva chiamata sanguinaria per le sue proprietà emostatiche.
Parti usate
pianta intera (parte aerea), fresca o essicata.
Raccolta e Conservazione
Preferibilmente da giugno ad agosto al tempo della fioritura. Essicare all'ombra a 40-45°
Non deve essere conservata per più di un anno.
Costituenti
Alcaloide (Burserina) tannino, potassio, acido malico, acetico, citrico, fumarico, tiramina, colina, acetilcolina, olio essenziale solforato, flavonoide (diosmina, rutoside).
Proprietà
astringente, emostatiche (per stimolazione della produzione di piastrine), toniche, meterostatiche, ipotensive.
Indicazioni
emorragie degli organi interni, epistassi, mestruazioni abbondanti e dolorose (dismenorree), metrorragie della pubertà o della menopausa, emorragie da fibromatosi uterina, regolatore del flusso mestruale, emorroidi sanguinanti, ferite sanguinanti, gengive sanguinanti.
Modalità d'uso
Infuso
Mettere due manciate di pianta fresca o una di pianta secca per litro d'acqua. Lasciare in infusione 1 ora e 1/2. Bere da 4 a 5 tazze al dì in caso di mestruazioni troppo abbondanti.
Decotto
5 g in 100 ml di acqua bollente. Bollire e tenere in infusione per 10'. Bere un cucchiaio, ogni ora, massimo 5 cucchiai durante nel periodo del mestruo abbondante e doloroso, oppure una tazza pro dose, 3 volte al dì tra i pasti per regolarizzare le mestruazioni per otto-dieci giorni prima della data prevista.
In caso di epistassi, inzuppare un batuffolo di cotone e metterlo nel naso.
Tintura
20 g in 100 ml di alcool a 70°. Macerare per 8 giorni. Bere 20-40 gocce 3 volte al dì lontano dai pasti.
Nelle emorragie nasali (epistassi) e degli organi interni, nell'irregolarità mestruale, ipertensione, emorroidi sanguinanti, epistassi, emorragie interne, sanguinamento post-partum.
Enolito
Macerare per 8 giorni 15g in 100 ml di vino bianco. Bere due-tre bicchierini al giorno.
Cataplasma
Mettere in un setaccio, due manciate di Borsa del pastore e tenerle sopra il vapore acqueo. Inserire le erbe così ottenute fra due pezze e poggiarle sulla parte.
Mettere sul ventre per le mestruzioni dolorose, sulle ferite sull'emorroidi
Estratto fluido
Avvertenze: sconsigliata nei soggetti ipotesi.
Bibliografia
Brigo Bruno, Fitoterapia e gemmoterapia nella pratica clinica, La Grafica Briantea, terza edizione, 1988
Leclerc Henry, Lineamenti di fitoterapia
Messeguè, il mio erbario
Mearelli, guida all'impiego terapeutico delle Tianture madri, gemmoderivati e oligoelementi.
Pedretti Marzio, L'Erborista Moderno, Erboristeria domani libri
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Salute dalla terra, guida alle piante medicinali
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Treben Maria, La salute dalla Farmacia del Signore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione dal Reader's Digest
Borsa pastore, erba ciocca, erba di Giuda
Famiglia: Cruciferae (Brassicaceae)
Habitat
Diffusa in tutto il mondo meno che nelle regioni aride. In Italia quasi infestante nei prati, nelle coltivazioni, nei giardini, ai margini dei viottoli, lungo i vecchi muri, tra ruderi e macerie nei fossi e nelle scarpate. Vive dalla regione Mediterranea alle Alpi fino a 3.000 m.
Identificazione
Pianta erbacea annuale, alta da 30 a 50 cm, fusto eretto, fiorifero, che continua a crescere anche durante la fioritura,
Radice: affusolata.
Foglie: basali pennatifide, riunite in rosetta con picciolo corto, aderenti al suolo, quelle caulinari a forma di freccua, sessili amplessicauli, colore verde-grigiastre
Fiori: bianchi, molto piccoli, con quattro sepali verdi e quattro petali, inseriti su racemi, senza foglie, si allungano durante la fioritura, presenti tutto l'anno anche dopo la maturazione dei frutti , odore quasi nullo.
Frutti: siliquetta a base cuneata ed apice incavato.
La pianta può produrre fino a 40.000 semi.
Storia
La pianta prende il nome dalla forma dei frutti che ricordano la borsa del pastore e derivano dal latino capsella (=piccolo cofano). Si racconta che un pastore che utilizzava questa pianta per curare le sue pecore riusci ad arrestare una emoraggia uterina di una giovane donna facendole bere un cucchiaio di succo fresco della pianta ogni ora.
Nota fin dall'antichità fu largamente usata nel Medioevo quando veniva chiamata sanguinaria per le sue proprietà emostatiche.
Parti usate
pianta intera (parte aerea), fresca o essicata.
Raccolta e Conservazione
Preferibilmente da giugno ad agosto al tempo della fioritura. Essicare all'ombra a 40-45°
Non deve essere conservata per più di un anno.
Costituenti
Alcaloide (Burserina) tannino, potassio, acido malico, acetico, citrico, fumarico, tiramina, colina, acetilcolina, olio essenziale solforato, flavonoide (diosmina, rutoside).
Proprietà
astringente, emostatiche (per stimolazione della produzione di piastrine), toniche, meterostatiche, ipotensive.
Indicazioni
emorragie degli organi interni, epistassi, mestruazioni abbondanti e dolorose (dismenorree), metrorragie della pubertà o della menopausa, emorragie da fibromatosi uterina, regolatore del flusso mestruale, emorroidi sanguinanti, ferite sanguinanti, gengive sanguinanti.
Modalità d'uso
Infuso
Mettere due manciate di pianta fresca o una di pianta secca per litro d'acqua. Lasciare in infusione 1 ora e 1/2. Bere da 4 a 5 tazze al dì in caso di mestruazioni troppo abbondanti.
Decotto
5 g in 100 ml di acqua bollente. Bollire e tenere in infusione per 10'. Bere un cucchiaio, ogni ora, massimo 5 cucchiai durante nel periodo del mestruo abbondante e doloroso, oppure una tazza pro dose, 3 volte al dì tra i pasti per regolarizzare le mestruazioni per otto-dieci giorni prima della data prevista.
In caso di epistassi, inzuppare un batuffolo di cotone e metterlo nel naso.
Tintura
20 g in 100 ml di alcool a 70°. Macerare per 8 giorni. Bere 20-40 gocce 3 volte al dì lontano dai pasti.
Nelle emorragie nasali (epistassi) e degli organi interni, nell'irregolarità mestruale, ipertensione, emorroidi sanguinanti, epistassi, emorragie interne, sanguinamento post-partum.
Enolito
Macerare per 8 giorni 15g in 100 ml di vino bianco. Bere due-tre bicchierini al giorno.
Cataplasma
Mettere in un setaccio, due manciate di Borsa del pastore e tenerle sopra il vapore acqueo. Inserire le erbe così ottenute fra due pezze e poggiarle sulla parte.
Mettere sul ventre per le mestruzioni dolorose, sulle ferite sull'emorroidi
Estratto fluido
Avvertenze: sconsigliata nei soggetti ipotesi.
Bibliografia
Brigo Bruno, Fitoterapia e gemmoterapia nella pratica clinica, La Grafica Briantea, terza edizione, 1988
Leclerc Henry, Lineamenti di fitoterapia
Messeguè, il mio erbario
Mearelli, guida all'impiego terapeutico delle Tianture madri, gemmoderivati e oligoelementi.
Pedretti Marzio, L'Erborista Moderno, Erboristeria domani libri
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Salute dalla terra, guida alle piante medicinali
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Treben Maria, La salute dalla Farmacia del Signore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione dal Reader's Digest
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