27/11/11

AGRIMONIA

AGRIMONIA EUPATORIA L.
Nome italiano: Agrimonia comune, eupatoria, erba vettonica
Nome inglese: agrimony, liverwort
Nome tedesco: kleiner odermennig
Nome francese: aigremoine eupatoire
Famiglia: Rosaceae
Ordine: Rosales

Habitat
Diffusa in tutta Europa settentrionale escluse le regoni artiche. Comune in Italia dalla zona mediterranea alla montagna, lungo le scarpate, nei fossi, al margine dei boschi, nei pascoli, vicino airuderi, fino a 1.000 m
predilige terreni argillosi e soleggiati.

Identificazione
Pianta perenne, alta da 30 cm a 80 cm.
Fusto: eretto, semplice, cilindrico, solcato, vellutato.
Radice: rizoma strisciante, contorto e pieno di radichette.
Foglie: lunghe fino a 10 cm, con la pagina superiore verde e la pagina inferiore grigiastra e tomentosa, con alla base due foglioline dette stipole inguainanti il fusto. Pennatosette con 5-9 foglioline ovali con margine dentellato. Quelle sul fusto alterne, più rade e quelle basali disposte a rosetta.
Fiori: Racemo terminale composto da numerosi fiori gialli, piccoli, corolla con 5 petali, 10-20 stami, 2 stili, calice composto da 5 sepali saldati, uncinati.
Fioritura da giugno a settembre.
Frutto: formato da 1 o 2 acheni conici, racchiusi nel calice i cui uncini permettono la disseminazione a cura degli animali al cui restano attaccati.
Odore poco aromatico; sapore amaro, agro.

Storia e miti
Il nome potrebbe derivare da agros=campo e monias=selvatico per la sua predilizione per questo tipo di habitat, oppure da argemone=albugine della cornea dell'occhio con riferimento alle proprietà oftalmologiche della pianta e Eupatoria potrebbe derivare da Mitridate Eupator, Re del Ponto, che nel I secolo a.C. la usava come antidoto dei veleni.
Pianta nota già al tempo degli gizi, anticamente veniva somministrata come antidoto al veleno dei serpenti e contro le malattie del fegato, i disturbi della vista e la perdita della memoria.

Parti usate
Sommità fiorite, foglie.

Raccolta e Conservazione
Durante la fioritura da maggio a settembre, tagliando il fusto qualche centimetro dal colletto. Essicare all'ombra a temperature non superiori a 40 gradi, appese in mazzetti in luogo areato. Conservare in vasi di vetro in luogo asciutto e fresco.

Costituenti
Tannino, olio essenziale, gomma, fitosterine, eupatorina, amari glicosidici, acido urosolico, acido nicotinico, acido silicico, cumarine, flaonoidi, polisaccaridi, ferro vitamine B, C e K.

Proprietà
Astringente, amaro-tonico, antinfiammatorio, anticatarrale, antidiarroico, antiartritico, antireumatico, coleretico, colagogo, depurativo, diuretico, antiallergico, vulnerario, cicatrizzante, antipruriginoso, decongestionante, antiemorragico, antivirale.

Indicazioni
- anemia, ferite, perdite ematiche, piaghe, screpolature,
- dermatiti, foruncolosi, orticaria (di origine allergica),
- oftalmie, congiuntiviti,
- angine, afte,  infiammazione della mucosa della cavità orale, ulcerazioni del palato e della lingua,
- raucedine, voce, mal di gola e laringiti,
- diabete, obesità,
- coliche renali, dolori ai reni,
- contusioni, distorsioni,
- reumatismi, lombaggini
- incontinenza urinaria, cistite,
- insufficienza epatica (come stimolante del flusso biliare),
- diarrea infantile, catarri intestinali, infiammazioni intestinali,
- indigestioni,
- emicrania.

Modalita d'uso

Polpa della pianta fresca
Schiacciate e applicate sulla zona interponendo una garza, in impacchi contro le oftalmie e l'orticaria.

Infuso
2-3g in 100 ml di acqua. Bere due-cinque tazze al dì.
Nell'insufficienza epatica e nei catarri intestinali, nelle indigestioni.
Decotto
10 g in 100 ml di acqua bollente. 3-5 tazze al giorno
Uso esterno
- sciacqui e gargarismi nel mal di gola, nella faringite e nelle raucedini,
- applicazioni in compresse, in caso di: contusioni e distorsioni, ferite, ulcere varicose, dermatiti
- pediluvi come defatiganti.

Decotto con vino rosso
200 g in di pianta secca in un litro di vino rosso. Far bollire 5 minuti e lasciare in infusione per un'ora.
Uso esterno: per lavare ulcere varicose e piaghe che ritardano a cicatrizzare a causa della presenza di funghi.
Tintura 20%
20g in 100 ml di alcool a 20°. Macerare per 5 giorni. Bere 2-3 cucchiai al dì diluiti in acqua.

Tintura madre
20 g in 100 ml di alcool a 60°. 50 gocce 3 volte al dì dopo i pasti.
Proprietà
- eupeptiche, ipoglicemizzanti, coleretiche e colagoghe,
- decongestionante e antinfiammatorie del cavo oro-faringeo,
- diuretiche, uricosuriche,
- antistaminiche, antipruriginose,
- antispastiche, astringenti,
- antidiarroiche, anti-infettive intestinali
- toniche dello sfintere vescicale

Indicazioni
- insufficienza epatica, colecistopatie, colelitiasi
- diarrea, enteriti catarrali, nelle trighomoniasi vaginali
- incontinenza urinaria
- reumatismo, congiuntiviti
- orticaria,
- afta, stomatiti, tonsilliti

Bibliografia
Da Legnano, Le Piante Medicinali, Edizioni Mediterranee Roma
Hoffman David, Erbario olistico, Xenia
Izzo Simone, Fitopratica, Giunti
Leclerc Henri, Lineamenti di fitoterapia
Mearelli, guida all'impiego terapeutico delle Tianture madri, gemmoderivati e oligoelementi
Messegue Maurice, Il mio erbario, Oscar Mondadori
Nelle erbe la salute (in herbis salus)
Padre Emilio Ratti, fiori ed erbe benedite il Signore
Pedretti, Come curarsi con le Erbe Medicinali, De Vecchi editori
Rossi Massimo, Tinture Madri in fitoterapia, Studio Edizioni
Salute dalla terra, Guida alle piante medicinali, idea Libri
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione del Reader Digest
Tierra Michael, la salute con le erbe, Oscar Mondadori
Treben Maria, La salute dalla Farmacia del Signore

25/11/11

ERBA ROBERTA

GERANIUM ROBERTIANUM L.
Nome italiano: geranio di san Roberto, Erba rossera erba cimicina, Becco di gru.
Nome inglese: Robert herb
Nome tedesco: robertsgeraniumkraut
Nome francese: geranium herbe-a-Robert
Famiglia: Geraniaceae
Ordine: Geraniales

Habitat
Proviene dall'Algeria, Madagascar, Guinea. Diffusa in Europa, Asia, Africa seettentrionale. In Italia diffusa dal mare fino alla regione subalpina, in fessure di muri e rocce, burroni, nel sottobosco, in luoghi ombrosi, fino a 1.800 m

Identificazione
Pianta annuale, spesso biennale,alta da 10 cm a 50 cm.
Fusto: eretto o più frequentemente pubescente, sottile, rossastro, rigonfio ai nodi, specialmente alla base, ramoso, peloso in basso e glabro in alto.
Radice: fittone, corto, ramificato, bianco-rossastra.
Foglie: verde chiaro, leggermente pelose, triangolari, palmatosette, divise in 5 foglioline ovali a loro volta pennatosette con lobi variamente dentati, con apice acuto e base cuneata. Lungamente picciolate le foglie inferiori, con picciolo più corto quelle superiori e con lembo diviso in tre foglioline più piccole e meno incise.
Fiori: rosa-lilla violacei, riuniti a due a due su ogni peduncolo all'ascella dele foglie superiori. Calice con 5 sepali eretti con apice appuntito, esternamente pelosi e ghiandolosi, glabri al'interno, Corolla a 5 petali interi rosa striati di rosso e bianco, obovati-spatolati, lungamente ristretti alla base,10 stami con antere arancione, pistillo a 5 carpelli, 5 stimmi porporini all'estremità di un becco (uncino).
Fioritura da aprile a settembre. La pianta non sopravvive dopo la sua fioritura.
Frutto: schizocarpo lungo 2 cm, terminante con un becco a punta, con superficie pelosa e reticolata, e composto da 5 acheni che vengono espulsi per la brusca scissione del becco.
Odore forte, acre, sgradevole (da qui il nome erba cimicina); sapore amaro, astringente.

Storia e miti
In nome geranium deriva dal greco geranos = gru ed è comune a circa una trentina di specie europee, i cui fiori si somigliano molto e portano al loro centro un frutto, composto da 5 carpelli simile al becco della gru. Alcuni ritengono che robertianum sia una alterazione di rupertianum, in onore di San Ruperto, vescovo di Strasburgo nel VII secolo, che avrebbe scoperto le proprietà emostatiche di questa erba rossa; altri, invece ritengono che il nome derivi dal latino ruber = rosso.
In antichità veniva usata per frenare le emorragie interne.
Nel XII secolo faceva parte dei rimedi vegetali raccomandati dall'abbadessa di un monastero benedettino divenuta poi Santa Ildegarda.

Parti usate
Parti aeree, fresche o essicate.

Raccolta e Conservazione
Durante la fioritura da aprile ad agosto tagliandola a pochi centimetri dal colletto. Essicare all'mbra, in mazzi appesi in luogo aerato oppure in strati sottili. Conservare in sacchetti di carta o tela.

Costituenti
Tannino, olio essenziale, potassio, resina, una sostanza amara, acidi organici, vitamina C.

Proprietà
antispasmodico, antidiarroico, antiemorragico, astringente, antinfiammatorio, diuretico, emostatico, ipoglicemizzante, tonico, vulnerario, cicatrizzante, parassiticida.

Indicazioni
- afta, angina, stomatiti, glossiti
- ferite, piaghe,
- oftalmie
- dermatosi,
- emottisi,
- diabete,
- mestruazioni abbondanti,
- diarrea, inifammazioni intestinali di origine infettive, gastro-enterite,
- nefrite, litiasi renale, gotta
- raucedine,
- edemi alle gambe,
- nevralgie facciali
- ingorgo dei seni.

Modalita d'uso

Foglie fresche
Schiacciate, come vulnerarie per guarire i tagli e le piaghe, in impacchi contro le oftalmie.

Infuso
2-3g in 100 ml di acqua. Bere due-tree tazze al dì.
Come astringente intestinale e moderatore del flusso mestruale.
Uso esterno: 6g in 100 ml di acqua. Per:
- sciacqui e gargarismi nelle infiammazioni delle mucose della bocca e della gola,
- applicazioni di compresse imbevute di infuso per cicatrizzare ferite, piaghe,
- applicazione di tamponi di cotone imbevuti di infuso diluito in caso di perdite di sangue dal naso.

Decotto
5-10 g in 100 ml di acqua bollente.
Uso esterno
- sciacqui e gargarismi nel mal di gola e nelle raucedini.

Tintura 20%
20g in 100 ml di alcool a 60°. Macerare per 5 giorni. Diluire 5/10 volte con acqua e usare come l'infuso.

Controindicazioni:
l'ingestione di preparati destinati all'ingestione, può talvolta dare disturbi di stomaco.


Bibliografia

Ganni Proserpio, Coex vegetabilis, Sinerga, Studio Edizioni
Nelle erbe la salute (in herbis salus)
Rudolf Weiss, Trattato di fitoterapia, Aporie
Salute dalla terra, Guida alle piante medicinali, idea Libri
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione del Reader Digest
Valnet Jean, Cura delle malattie con le essenze delle piante, Aldo Martello-Giunti

29/06/11

NOCE

JUGLANS REGIA L.
Nome italiano: noce comune
Nome inglese: walnut tree
Nome tedesco: walnussbaum
Nome francese: noyer commun
Famiglia: Juglandaceae
Ordine: Juglandales



Habitat
Originaria dell'Asia diffusasi in tutta Europa, in tutta Italia dalla pianura alla montagna, fino a 1.000 m.  Nell'Italia Meridionale soffre per il caldo estivo. Vive nei campi, giardini e parchi. 
Coltivato in tutta Europa per i suoi frutti ed il suo legno pregiato nei terreni profondi e freschi ma no umidi.

Identificazione
Albero con ampia chioma, quasi rotonda. Alto da 10 a 25 m.

Fusto: tronco diritto rivestito da corteccia color bianco cenere, solcata da spaccature più scure, la corteccia dei rami è liscia.

Radice: con eleganti venature usata in lavori di intarsio.
Foglie: alterne, imparipennate, con 5-7 foglioline ellittiche, acuminate, penninerve, coriacee, colore verde scuro, nervature della pagina inferiore ricoperte da leggera peluria.






Fiori: pianta monoica con fiori maschili verdognoli in amenti pendenti, derivanti da gemme dell'anno precedente, femminili con ovario oblungo, all'apice dei nuovi rami, il perianzio è pentalobato.
Fiorisce in aprile-maggio.
Frutto: drupa carnosa esternamente con endocarpo legnoso, verde prima e nero poi. Seme rugoso e oleoso (noce). Maturano in autunno.
Odore debolmente aromatico.






Storia e Miti
Juglans dal latino glans Jovis=glande di Giove.
I Romani piantavano questa pianta vicino alle loro case per avere cibo, legna e frescura in estate.

Parti usate
Foglie, mallo o copertura del frutto immaturo, gherigli.

Raccolta e Conservazione
Foglie: senza il picciolo da maggio fino ad agosto.
Mallo: a  seconda dell'utilizzo a metà giugno quando le noci sono ancora immature oppure a luglio-agosto.
Linfa: in primavera staccando i ramoscelli giovani del noce..
Essiccare all'ombra.
Conservare in saccetti di carta o tela.

Costituenti
Foglie: Tannino, juglone, inosite, idroiuglone, olio essenziale, acido gallico, acido linoleico, acido linolenico e oleico, sostanze amare.
Mallo: Juglone, vitamina C.
Gherigli: vitamina B, proteine, grassi, zuccheri assimilabili, sali minerali.

Proprietà
Antidiabetico-ipoglicemizzante, amaro, stomachico, tonico-astringente, depurativo, antidissenterico, antiscrofoloso, antisudorifero, antisettico, galattofugo, vermifugo, antiartritico, colagogo, antifungino, antiparassitario.
Noci: ricostituente

Indicazioni
Foglie:
- diabete,
- gotta, reumatismi,
- scrofolosi, rachitismo,
- linfatismo,
- diarrea,
- astenia
- tenia
Uso esterno:
- stomatite, gengivite, laringite
- suppurazione di unghie di mani e piedi,
- iperidrosi (eccessiva sudorazione) di mani e piedi,
- leucorrea (perdite bianche),
- caduta dei capelli, pidocchi del capo,
- geloni, eczemi umidi.

Modalità d'uso

Infuso
4 g in 100 ml di acqua bollente. Tenere in infusione 15 minuti. Bere una tazza 3-4 volte al dì a digiuno.
Decotto
50 g di foglie sminuzzate in un litro di acqua bollente, far bollire 30'. Filtrare, utilizzare negli sciaqui per bocca, gargarismi, irrigazioni del naso e lavande vaginali (perdite bianche), impacchi alle palpebre in caso di blefarite, impacchi per erpete, bagni per geloni o rossori alle mani e ai piedi, lavaggi e compresse per eczemi, eruzioni cutanee, psoriasi, piaghe atone, scabbia e tigna.
Bagni contro i sudori ai piedi e mani; sciacqui ai capelli per scurirli, renderli lucenti e morbidi.
Decotto di corteccia: mettere due manciate di corteccia fresca o secca in un litro d'acqua. Bere due tazze al dì come vermifugo.

Enolito
Macerare 50g di foglie fresche in un litro di vino bianco per 8 giorni. Bere un bicchierino dopo i pasti, come tonico prima dei pasti.

Foglie fresche pestate
su piaghe, eczemi, infezioni agli occhi, afte, foruncoli, ascessi, ulcere ed edemi.
Strofinare le foglie fresche su viso, mani, e arti per tenere lontano gli insetti.
Da foglie e corteccia si ottengono anche tinture vegetali per capelli.

Corteccia: utilizzata come vermifuga.

Scorza dei rami giovani: sciacciata ed applicata sulle verruche e sui calli per farli cadere.

Linfa fresca: un cucchiaino da caffè al dì, al mattino a digiuno, come depurativa.

Germogli di noce: si usano per preparare unguenti per prevenire la caduta dei capelli e combattere la forfora.

Infiorescenze: hanno attività vasocostrittrice sui capillari, antiemorragica nelle mestruazioni abbondanti.

Mallo non maturo: masticare in caso di nevralgia dentaria.
Macerare per 10 giorni per ottenere una sostanza colorante usata per preparare gli abbronzanti.

Olio di gheriglio:
E' commestibile ma irrancidisce facilmente ed essendo molto grasso è sconsigliato alle persone obese e agli ipercolesterolemici. Usato contro i vermi intestinali.
Viene usato come essicativo in pittura.

Olio di mallo: nelle bruciature da sole e impetigene.
Gherigli ancora verdi o maturi:
alimento tonico per magri. Essicati sono meno digeribili perchè i grassi si concentrano col passare del tempo e può diventare irritante per il sistema digerente.
Se ne estrae un olio per uso alimentare ottimo in cucina.
I gherigli possono essere messe in insalata, nei dolci.
Acquavite di Noce
Tagliare 500 g di mallo di noce, riempire una bottiglia dal collo largo, aggiungere un litro di acquavite di grano fino a coprire le noci di due o tre dita. Mettere la bottiglia ben chiusa per tre mesi. Filtrare e travasarlo in altre bottiglie. Mescolare a 3 litri di vino, zuccherare. Prendere un cucchiaino da dessert come stomachico.
Nocino
Tagliare 250 g di noci verdi con il mallo in quattro parti, riempire una bottiglia dal collo largo, un litro di acquavite di grano fino a coprire le noci di due o tre dita. Mettere la bottiglia ben chiusa per 30-40 giorni al sole, aggiungere 3 chiodi di garofano, 2 g di scorza di cannella, un pezzetto di bacello di vaniglia o 10 g di petali di rose, la scorza lavata di metà arancia (non trattata chimicamente), lasciar riposare qualche giorno, filtrare e aggiungere 250 g di zucchero.

Altri usi:
In campagna si usano le foglie e la corteccia in decotto per umettare il manto degli animali da stalla come repulsivo contro i tafani. Mettere nella cuccia del cane foglie di noce per proteggere il cane dagli insetti.

Note
Il suo legno pregiato viene impiegato in falegnameria, nella fabbricazione di mobili.

Bibliografia
Da Cartosio Giorgio, La salute nelle piante e nelle erbe
Da Legnano L.P., Le piante medicinali
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Gambioli Cleto, curarsi con erbe e piante
Messegue, il mio erbario, Mondadori
Minardi e Figli, Nelle erbe la salute (in herbis salus)
Palma Luigi, Fitoterapia essenziale
Pedretti Marzio, L'Erborista moderno, Erboristeria Domani - Libri
Piante medicinali, Green Garden
Piante Medicinali, Fabbri Editori
Ratti Emilio, Fiori ed erbe benedite il Signore, Alkaest
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Shauenberg, Le piante medicinali, Newton compton editori
Tierra Michael, La salute con le erbe, Mondadori
Treben Maria, La salute dalla Farmacia del Signore, Ennsthaler
Valnet Jean, Fitoterapia, cura delle malattie con le piante, Aldo Martello - Giunti

27/06/11

HORNBEAN - Fiore di Bach n. 17

Nome inglese: HORNBEAN
Nome latino: Carpinus betulus
Nome italiano: Carpino bianco

Rimedio n. 17

"Per quelli che non si sentono molto forti mentalmente e fisicamente, per sopportare il peso della loro vita, le occupazioni della vita quotidiana sembrano loro troppo dure, benchè generalmente essi riescono a fare il loro dovere.
Per quelli che credono che qualche parte della loro mente o del loro corpo debba essere fortificata perchè possano facilmente compiere il loro lavoro." Hedward Bach

Questo fiore è indicato per le persone che si sentono stanche mentalmente tali persone, hanno spesso la sensazione di aver passato la notte in bianco e al mattino si sentono più stanche di quando sono andate a dormire, questo le fa dubitare di riuscire ad affrontare gli impegni della giornata, invece nel corso della giornata riescono a portare a termine tutti i loro compiti.
Queste persone hanno spesso una vita monotona, ripetitiva, organizzata nei minimi particolari.
Viene chiamato il rimedio del "lunedì mattina" perchè il senso di fatica viene percepito spesso all'inizio della nuova settimana.
Per affrontare la giornata queste persone fanno uso di caffè e té o altri stimolanti.
E' il rimedio adatto a coloro che sono stati per molto tempo malati o agli studenti che hanno passato molto tempo sui libri prima di un esame o a chi passa troppo tempo davanti alla televisione e sente la testa vuota e pesante.

L'uso di questo fiore aiuta ad uscire dalla routine, a cambiare il proprio modo di vivere, a seguire le proprie idee a ridare limpidezza alla mente ed a liberare dalla pigrizia fisica e mentale a vivere con soddisfazione. E' utile dedicarsi ad attività diverse da quelle che si fanno abitualmente per rompere la monotonia.

22/06/11

ORIGANO

ORIGANUM VULGARE L.
Nome italiano: origano comune, rigano, erba acciuga, maggiorana selvatica
Nome inglese: organy
Nome tedesco: oregano
Nome francese: origan vulgaire
Famiglia: Lamiaceae ex Labiateae

Habitat
Comune in Europa e Asia Occidentale in Italia vive dal mare alla montagna fino a 2000 m, nei prati aridi e asciutti, tappeti erbosi, terreni incolti, sassosi, pendii soleggiati.
In Italia del Sud l'aroma è intensificato. Coltivato.

Identificazione
Pianta erbacea perenne, pelosa alta da 40 a 70 cm.

Fusto: sdraiato nella parte basale poi eretto, angoloso, vellutato, spesso rossastro, ramificato nella parte alta, con cauli laterali ascendenti che portano solo foglie, gli altri portano l'infiorescenza.

Radice: rizoma lignificato, strisciante orizzontalmente, brunastro.

Foglie: brevemente picciolate, opposte, ovali-allungate con base arrotondata, verde cenerina la pagina superiore, verde pallido quella inferiore, superficie spesso glabra, talvolta appena pelosa,  margine lievemente dentato, punteggiate di ghiandole essenziere.

Fiori: in spighe riunite in pannocchia terminale all'apice del fusto. Alla base di ogni fiore è presente una brattea ovale rossiccia, calice tubulare con cinque denti, peloso alla fauce; corolla tubulare, colore bianco o rosato, terminata alla fauce da quattro lobi subeguali.
Fiorisce da giugno a settembre.
Pianta mellifera.

Frutto: tetrachenio, liscio, bruno, racchiuso nel calice persistente.

Odore intenso; sapore forte aromatico che varia a secondo del clima della zona in cui cresce: sapore più forte e quasi piccante quello che nasce e cresce in Italia Settentrionale e più aromatico e meno piccante quello che cresce nell'Italia Centro-Meridionale,.

Coltivazione per seme ad aprile, per divisione di cespi radicati, staccati da piante adulte.

Storia e miti
Il nome scientifico deriva dal greco "oros"= montagna, e da "ganos" = splendore.
Nell'antico Egitto era sacro al dio Osiride, i partecipanti ai riti religiosi si cingevano le fronti con corone di origano intrecciate. Greci e romani lo usavano per curare i nervi e le mestruazioni dolorose.
Virgilio nell'Eneide racconta che Venere usò l'origano per curare le ferite del figlio.
Parti usate
Sommità fiorite, essenza.

Raccolta e Conservazione
Da giugno a settembre quando la maggior parte dei fiori è aperta la mattina, con tempo asciutto.
Recidere i fusti a 10-20 cm sotto l'infiorescenza evitando le parti indurite.
Riunire le sommità in mazzi, essicare all'ombra in luogo aerato e conservare in recipipienti di vetro o porcellana.

Costituenti
olio essenziale (timolo, carvacrolo, terpinene, cimene, linalolo, borneolo). tannini, flavonoidi, acidi fenolici, acidi triterpenici.

Proprietà
Eupeptico, aperitivo, tonico-digestivo, stomachico, carminativo, antispasmodico, sedativo, stimolante nervoso, antisettico, bechico, espettorante, antisettico delle vie respiratorie, diuretico, aromatizzante, diaforetico, emmenagogo.
Uso esterno: parassiticida, antalgico, disinfettante.

Indicazioni
aerofagia, dispepsia, inappetenza, atonia gastrica, indigestione,
fermentazione intestinale, spasmi intestinali,
asma, bronchiti croniche, tosse spasmodica, catarro, tracheite, infiammazione della bocca,
raffreddori, emicrania e nevralgie, influenza,
nervosismo, insonnia,
reumatismi acuti o cronici, reumatismi muscolare,
amenorrea
uso esterno:
afte, infiammazioni della linua
tagli e ferite infette,
pediculosi
reumatismi muscolari e articolari, distorsioni e lussazioni.

Polvere
2-3 g in acqua nelle flatulenze intestinali.
Uso esterno, polvere di sole foglie: come dentifricio in polvere.
Polvere di foglie come starnutatoria, e decongestionante della mucosa nasale intasata.

Infuso
2-4 g in 100 ml di acqua bollente, lasciare in infusione 10-15 minuti. Bere 2-3 tazze al dì, prima, durante o dopo il pasto a seconda della funzione.
Nell'inappetenza, aerofagia, come digestivo, affezioni bronchiali, mestrui dolorosi, emicrania.
Uso esterno: (7-10 g in 100 ml) per inalazioni ed aspirazioni nasali nella coriza; per pediluvi come stimolante per estremità affaticate e deodorante per pelli impure, per sciacqui e gargarismi, per frizioni nelle nevralgie e per suffumigi in caso di raffreddore e mal di testa causato dal catarro presente nei seni frontali..

Decotto
5 g in 100 ml di acqua. Per sciacqui e gargarismi.
Uso esterno su eczemi e piaghe, punture d'insetti, come deodorante e defatigante in pediluvi, in impacchi per reumatismi.

Tintura
20 g in 100 ml di alcool a 60°. Macerare per 5 giorni. Bere 10 gocce 3 volte al dì dopo i pasti in poca acqua.

Enolito
50 g in 100 ml di vino. Macerare per 10 giorni. Bere 2-3 bicchierini nel raffreddore e tosse, leggermente diuretico.

Oleolito di foglie
20 g di foglie essicate all'ombra in 100 ml di olio di oliva. Lasciar macerare per 15 giorni oppure far bollire per mezz'ora a bagno-maria, filtrare con un telo fine.
Frizionare in caso di nevralgie, dolori intercostali, alle cartilagini articolari, indolenzimento muscolare.
Nota: efficace come parassiticida (pediculosi), e nella rogna del cane.

Sciroppo
2-3 cucchiai al giorno come espettorante nella tosse.

Olio essenziale
Una goccia su batuffolo di cotone nel cavo del dente guasto dolorante come antisettico. Strofinato sulla fronte e sulle tempie nel mal di testa, sulle parti doloranti nei reumatismi e nei dolori muscolari.

Foglie fresche
un sacchetto di tela di foglie fresche scaldate e poste attorno al collo nel torcicollo.

Alimentare
Come condimento di acciughe, anguilla arrostita, carne di maiale, agnello, carne alla pizzaiola, bistecche, formaggi, mozzarella, pizze, schiacciate, insalate, frittate, funghi trifolati, peperoni, zucchine, pomodori crudi o al forno, fagioli lessati, melanzane, zucchine, insalate.
Nell'industria conserviera e della salsa di pomodoro, degli aceti aromatici, liquoreria.

Profumeria
Nei profumi e nei saponi.

Bibliografia
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Da Cartosio Giorgio, La salute nelle piante e nelle Erbe
Gambiali Cleto, Curarsi con le piante, A. Vallardi
Hoffman David, Erbario olistico, Xenia
Lonardoni, Lazzarini, Elementi di Erboristeria, Guide Pratiche Edagricole
L.P. Da Legnano, Il libro completo delle Erbe e Piante Aromatiche, Mediterranee
Messegue, il mio erbario, Mondadori
Nelle erbe la salute (in herbis salus)
Padre Emilio Ratti, fiori ed erbe benedite il Signore, Alkaest
Palma Luigi, Fitoterapia essenziale, Palma Editore
Pedretti Marzio, Erbe Medicinali, De Vecchi Editore
Piante Medicinali, Fabbri editori
Proserpio Gianni, Il nuovo Codex Vegetabilis, Studio Edizioni
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione del Reader Digest
Valnet Jean, Cura delle malattie con le essenze delle piante

05/06/11

VITAMINE LIPOSOLUBILI

VITAMINA A o RETINOLO
Non si trova in natura allo stato puro ma compare dopo la trasformazione del BETACAROTENE o provitamina A, da parte del fegato.
E' necessaria per una crescita normale delle ossa e dei denti, protegge i tessuti dell'epidermide e delle mucose (bocca, naso, gola, polmoni) riducendo la possibilità di infezioni e impedisce l'indurimento della cornea, favorisce la visione notturna. Favorisce la secrezione dei succhi gastrici necessari alla digestione delle proteine.
RDA: 5000 U.I.
Fonti vegetali di carotenoidi: carota, prezzemolo, spinaci, broccoli e bietole.
Fonti animali: olio di fegato di pesce, panna, burro.

VITAMINA D2 o ERGOCALCIFEROLO VIT. D3 o COLECALCIFEROLO
Può essere assunta sia attraverso il cibo che con l'esposizione alla luce solare, infatti l'azione dei raggi ultravioletti attiva una forma di colesterolo che si trova nella pelle e la trasforma in vitamina D.
Regola l'assimilazione del calcio e del fosforo e favorisce l'accumulo di queste sostanze nelle ossa e nei denti, la sua carenza provoca nel bambino rachitismo (deformazioni scheletriche). E' utile per mantenere un sistema nervoso stabile.
RDA: 12 - 15 U.I
Manca nel regno vegetale dove si trova soltanto la sua provitamina in tracce nei semi di cacao e nei lieviti.
Fonte animale: Rosso d'uovo, frattalie, midollo osseo, fegato, latte.

VITAMINA E o TOCOFEROLO
Attiva il buon funzionamento dei muscoli e lo sviluppo delle ghiandole genitali.
Evita che gli acidi grassi saturi e la vitamina A si scompongano e combinino con altre sostanze diventando nocivi. Ha un'azione anti-ossidante ritardando l'invecchiamento cellulare, inibise la coagulazione del sangue, rinforza le pareti dei capillari, migliora la circolazione sanguigna aumentando la dilatazione dei vasi, previene la formazione di cicatrici esterne ed interne, stimola la secrezione urinaria, previene gli aborti e incrementa la fertilità maschile e femminile. Rimuove i depositi di calcio dalle arterie, incrementandone il deposito nelle ossa.
RDA: 12-15 U.I.
Fonte vegetale: embrioni dei cereali (semi interi crudi), crescione, lattuga, olii vegetali spremuti a freddo, noci, soia.
Fonti animali: fegato, frattaglie.

VITAMINA F
Acidi grassi polinsaturi che non possono essere sintetizzati dal nostro organismo e debbono essere introdotti con la dieta: acido linoleico e acido linolenico.
Utile nella cura di ustioni, eczemi, crosta lattea. Indispensabili per un regolare metabolismo del colestrolo e dei trigliceridi. Sono necessari per una normale attività della tiroide e delle surrenali. Nutrono le cellule della pelle e mantengono in salute mucose e nervi.
Il suo effetto è potenziato dalla vitamina E.
Fabbisogno: 1% delle calorie totali.
Fonti vegetali: olio del frutto di olivo, oli di semi di: lino, uva, soia, girasole, noce, mais, arachide, borragine, enothera.

VITAMINA K
Le vitamine K1 e K2 sono prodotte da alcuni batteri della flora intestinale.
E' indispensabile per la formazione della protrombina, sostanza necessaria per la coagulazione del sangue. Importante per il normale funzionamento del fegato.
Fonte vegetale: legumi verdi, alfa-alfa, erba medica, foglie verdi delle crocifere, spinaci, alga kelp, melasse scure, olio di semi di cartamo.
Fonte animale: latte di vacca, yoghurt, kefir, latte acidofilo, tuorlo d'uovo, olio di fegato di pesce.
Nota: La vitamina K3 è sintetica e viene somministrata a pazienti che non riescono ad utilizzare la vitamina K prodotta naturalmente per carenza di bile.

Bibliografia
Dunne Lavon I, Almanacco della nutrizione, Nutrition Search, Inc.
Pandiani, Watts, Guida al corretto utilizzo di vitamine e minerali nella nutrizione, Tecniche Nuove
Pedretti Marzio, Chimica e farmacologia delle piante medicinali, Studio Edizioni
Pedretti Marzio, L'erborista moderno, Erboristeria domani Libri
Quaderni di erboristeria, Clesav
Shaunenberg, Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori

VITAMINE IDROSOLUBILI

VITAMINE DEL GRUPPO B
Fonti vegetali: lieviti e cereali (germe e crusca).

VITAMINA B1 o TIAMINA
Necessaria per l'assimilazione dei glucidi, stabilizza l'appetito perchè migliora l'assimilazione di amidi, zuccheri ed alcool, contribuisce al buon funzionamento del sistema nervoso, stimola le capacità di apprendimento.
E' vulnerabile al calore, all'aria ed alla cottura in acqua.
RDA: 1-15mg
Fonti vegetali: germe di grano, crusca, lievito di birra, melassa, cereali itegrali, noci, arachidi, semi di girasole.

VITAMINA B2 o RIBOFLAVINA
Con gli enzimi è coinvolta nella trasformazione e utilizzazione di grassi, carboidrati e proteine per la produzione di energia, necessaria alla respirazione cellulare al mantenimento delle funzioni normali del sistema nervoso e dell'apparato digerente.
E' stabile al calore, all'ossidazione e agli acidi ma si distrugge in presenza di luce e alcali.
RDA: 1,3 - 1,7mg
Fonte vegetale: lievito di birra, melassa nera, noci, cereali integrali, mandorle, cavolini.
Fonti animali: fegato, lingua.

VITAMINA B3 o NIACINA o ACIDO NICOTINICO o NIACINAMIDE o NICOTINAMIDE o VITAMINA PP
Aiuta gli enzimi nella trasformazione di proteine, grassi e carboidrati. Utile al sistema nervoso, alla circolazione, alla riduzione del tasso di colesterolo nel sangue e alla pelle, necessaria alla sintesi degli ormoni sessuali.
E' resistente al calore, agli acidi, agli alcali, alla luce e all'aria.
RDA: 13 - 18 mg.
Fonti vegetali: germe di grano, lievito di birra, rabarbaro, arachidi.
Fonti animali: fegato, frutti di mare, carni, latte, latticini, pollame.

VITAMINA B4 o ADENINA
Vitaminoide, si tratta di una base purinica prsente nel DNA. La sua carenza provoca una grave caduta del numero di globuli bianchi ed in particolare dei granulociti neutrofili.
Fonti vegetali: lievito di birra, riso, estratto di barbabietola.

VITAMINA B5, ACIDO PANTOTENICO
E' presente in tutte le cellule viventi (batteri, lieviti, muffe, piante, animali). Nell'uomo viene sintetizzato dalla flora batterica dell'intestino.
Partecipa con altri enzimi alla trasformazione di proteine, grassi e carboidrati ed all'utilizzazione della vitamina B2 (riboflavina) e di altre vitamine. Attiva il metabolismo, necessaria alla sintesi del colesterolo, degli steroidi e degli acidi grassi.
Stimola le ghiandole surrenali aumentando la produzione di cortisone e di altri ormoni utili per la salute dei nervi aiutando a sopportare meglio lo stresse e della pelle prevenendone l'invecchiamento e la formazione di rughe.
RDA: 0,5-10mg
Fonti vegetali: cereali integrali, lievito di birra, germe di grano, legumi, funghi.
Fonti animali: carni, tuorlo d'uovo, fegato.

VITAMINA B6 o PIRIDOSSINA
Favorisce la trasformazione e assimilazione di proteine, grassi, carboidrati. E' necessaria per l'assimilazione della Vitamina B12 e del Magnesio e per la formazione di acido cloridrico.
E' inoltre necessaria per la produzione di globuli rossi e anticorpi e per la sintesi di DNA e RNA.
RDA: 1,5 - 1,8mg
Fonti vegetali: cereali integrali, lievito di birra, melassa nera, vegetali verdi, germe di grano, prugne, riso, piselli.
Fonti animali: fegato di manzo, frataglie, carne.

VITAMINA B7 o COLINA
E' presente in tutte le cellule viventi, nelle piante e negli animali.
Necessaria per l'utilizzo dei grassi e del colesterolo, impedisce la loro accumulazione nel fegato, facilitando il loro movimento nelle cellule.
E' necessaria per la salute dei reni, del fegato e della cistifellea (ove impedisce la formazione di calcoli) e della mielina (componente della fibra nervosa).
RDA: -
Fonti vegetali: germe di grano, lievito di birra, soia, lecitina di soia, legumi, arachidi.
Fonti animali: fegato di manzo, tuorlo d'uovo, pesce, frattaglie.

VITAMINA B8 o VITAMINA H o BIOTINA
Interviene come coenzima nella formazione di acidi grassi e nella ossidazione di carboidrati e acidi grassi. Regolarizza la flora intestinale. Favorisce l'utilizzo di proteine, Vitamina B9 (acido folico), vitamina B5 (acido pantotenico) e vitamina B12.
RDA: 150 - 300mg.
Fonti vegetali: riso integrale, lievito di birra, funghi, cavolfiore.
Fonti animali: tuorlo d'uovo, fegato di manzo.

VITAMINA B9 o ACIDO FOLICO o FOLACINA
Interviene come coenzima nella trasformazione delle proteine assieme alla vitamina B12.
E' necessaria per la formazione di globuli rossi e di DNA indispensabile per la crescita e la riproduzione. Indispensabile per la salute del cervello (mentale ed emozionale) poichè si concentra nel liquido spinale ed extracellulare.
Aumenta l'appetito stimolando la produzione di acido cloridrico.
Sensibile all'alta temperatura ed alla luce.
RDA: 400 mg
Fonti vegetali: verdure a foglie verdi, spinaci, lievito di birra, datteri, cereali.
Fonti animali: fegato, frattaglie, ostriche, salmone, tonno.

VITAMINA B10 PABA o ACIDO PARA-AMINOBENZOICO
Si presenta in combinazione con l'acido folico ed è considerato una vitamina nella vitamina.
Stimola la flora intestinale a produrre acido folico che a sua volta partecipa alla formazione di acido pantotenico. Interviene nella trasformazione delle proteine e nella formazione di globuli rossi. Necessario per la salute degli intestini, della pelle, aiuta a mantenere la pigmentazione dei capelli, agisce da filtro solare.
RDA: -
Fonti vegetali: germe di grano, lievito di birra, melassa nera.
Fonti animali: fegato, frattaglie.

VITAMINA B11 o CARNITOLO o CARNITINA (vitaminoide)
Aumenta il metabolismo ossidativo degli acidi grassi endogeni, attiva la secrezione gastrica e pancreatica. Utile negli stati di denutrizione, anoressia, nelle cardiomiopatie da deficit di carinitina e nell'atrofia muscolare.
Fonti vegetali: lievito di birra.

VITAMINA B12 o CIANOCOBALAMINA
Contiene elementi minerali essenziali tra cui il cobalto.
Partecipa alla trasformazione di proteine, grassi e carboidrati. E' necessaria al normale metabolismo del tessuto nervoso. Contribuise ad un migliore funzionamento del ferro, collabora con l'acido folico alla sintesi della colina, aiuta l'assorbimento del carotene e la sua trasformazione in Vitamina A. Collabora nella produzione di DNA e RNA.
RDA: 3 microgrammi
Non esistono fonti vegetali.
Fonti animali: carne di muscolo, rognone, pesce (tonno), frattaglie, latte, formaggio, uova.

VITAMINA B13 o ACIDO OROTICO
Stimola la moltiplicazione della flora batterica intestinale fisiologica (Escherichia coli, lattobacilli, enterococchi) e riduce l'uricemia. Utile nelle disbiosi intestinali, nelle iperuricemie renali (litiasi) e articolari (gotta e reumatismi)

VITAMINA B14 o XANTOPTERINA
Scarsamente conosciuta, studi inglesi l'hanno proposta come antitumorale.
Fonti animali: farfalle gialle e vespe

VITAMINA B15 o ACIDO PANGAMICO
Stimola la respirazione cellulare e l'ossidazione del glucosio. Regola il metabolismo di grassi e zuccheri, riduce il colesterolo ed è perciò utile nell'arteriosclerosi e nel diabete. Protegge il muscolo cardiaco.
Il suo effetto migliora con il contemporaneo utilizzo di Vitamina A ed E.
RDA: non stabilita.
Fonti vegetali: crusca di riso, riso integrale, cereali integrali, lievito di birra, noccioli di albicocca frantumati, semi di zucca e semi di sesamo, semi di girasole.
Fonti animali: fegato di cavallo, sangue di manzo, frattaglie.

INOSITOLO
Presente nei tessuti animali come componente dei fosfolipidi e nelle cellule delle piante come acido fitico.
Stimola la produzione di lecitina nell'organismo che permette il trasferimento dei grassi dal fegato alle cellule. Contribuisce al metabolismo dei grassi, riduce il colesterolo e con la colina impedisce l'indurimento delle arterie, protegge fegato cuore e reni. E' necessario alla crescita e sopravvivenza delle cellule del midollo osseo, intestini, membrane oculari e capelli (previene le calvizie).
Fabbisogno: 100-250 mg
Fonti vegetali: cereali integrali, lievito di birra, agrumi, melasse crude non raffinate, lecitina di soia.
Fonti animali: fegato.

VITAMINA C o ACIDO L-ASCORBICO
Si trova in alta concentrazione nelle ghiandole surrenali dove è indispensabile alla produzione di adrenalina.
Necessaria per la formazione del tessuto connettivo di pelle, legamenti e ossa. Importante per la rimarginazione delle ferite e delle ustioni perchè facilita la formazione del tessuto connettivo della cicatrice.
Protegge cervello e midollo spinale dalla distruzione da parte dei radicali liberi.
Attiva la respirazione cellulare e il funzionamento dei vasi sanguigni, combatte le infezioni (raffreddamenti gengivite). Facilita l'assorbimento del ferro da parte dell'intestino. Protegge dall'ossidazione le vitamine A, E ed altre del gruppo B.
RDA: 45mg
Sensibile a luce, calore e aria.
Fonti vegetali: agrumi (limoni, arance), frutti dell'olivello spinoso, cinorrodi di rosa canina, ribes, prezzemolo, paprica.

VITAMINA P o BIOFLAVONOIDI e ANTOCIANOSIDI
Sono un gruppo di sostanze dai colori vivaci: citrina, esperidina, rutina, flavonoidi, flavoni,
Fortifica i capillari sanguigni e ne riduce la loro permeabilità, aiuta a mantenere in salute il collagene, agisce da antiossidante.
Si trova nelle piante spesso associata alla vitamina C di cui rafforza l'azione.
RDA: non stabilita
Fonti vegetali: frutta buccia e polpa di limoni, uva, prugne, uva sultanina, pompelmo, albicocche, grano saraceno, ciliege, more, mirtilli, bacche di rosa canina.

Bibliografia
Dunne Lavon I, Almanacco della nutrizione, Nutrition Search, Inc.
Pandiani, Watts, Guida al corretto utilizzo di vitamine e minerali nella nutrizione, Tecniche Nuove
Pedretti Marzio, Chimica e farmacologia delle piante medicinali, Studio Edizioni
Pedretti Marzio, L'erborista moderno, Erboristeria domani Libri
Quaderni di erboristeria, Clesav
Shaunenberg, Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori

VITAMINE

VITAMINE
Sono composti organici di natura cristallina, con azioni fisiologiche indispensabili per la vita ed il benessere degli animali.
Esse non forniscono energia ma fanno spessp parte degli enzimi. Gli enzimi sono costituiti da due parti: una molecola proteica e un coenzima. Spesso, il coenzima, contiene una vitamina o è una vitamina, o è una molecola che viene prodotta da una vitamina.
Gli enzimi svolgono funzioni vitali per l'organismo umano pertanto una carenza vitaminica porterà ad un insufficiente numero di enzimi funzionanti.

Le piante sono in grado di produrre da se le vitamine a loro necessarie, mentre l'uomo, come gli animali, non è in grado di sintetizzare da sé le vitamine necessarie alla sua sopravvivenza, perciò deve introdurle con gli alimenti.

Le vitamine sono presenti in quasi tutti gli alimenti in quantità molto piccole e costituiscono appena l'1% del peso del cibo secco che l'uomo ingerisce quotidianamente.

Per utilizzare al meglio il contenuto vitaminico degli alimenti questi devono essere consumati freschi e crudi.
Ogni manipolazione dell'alimento provoca una riduzione più o meno consistente delle vitamine presenti nei cibi:
- la raffinazione
- la conservazione provoca la perdita del contenuto vitaminico, soprattutto della vitamina C, B1 e B12;
- la cottura provoca perdite di vitamine proporzionali alla temperatura di cottura stessa, (meglio la cottura a vapore che evita il passaggio delle vitamine dai cibi all'acqua di cottura);
l'uso di polveri alcaline durante la cottura accelera la distruzione delle vit. C e B12;
- la surgelazione conserva le vitamine, che vengono però distrutte nella quasi totalità durante lo scongelamento.
A questi fattori si aggiungono inquinamentostress che provoano la perdita di vitamine.

La quantità di vitamine e che un individuo dovrebbe assumere per soddisfare il fabbisogno minimo giornaliero è indicato dalla RDA (Recommended Daily Allowance).
Dosi superiori devono essere somministrate a seguito di prescrizione medica e sotto stretto controllo medico.
Le vitamine si dividono in due gruppi:

VITAMINE IDROSOLUBILI
Cosiddette perchè solubili in acqua e facilmente assorbite dall'organismo umano.
Rappresentano il principale o l'unico costituente di numerosi coenzimi.
Le vitamine idrosolubili vengono misurate in miligrammi.
  • VITAMINE DEL GRUPPO B
  • VITAMINA P
  • VITAMINA PP
VITAMINE LIPOSOLUBILI
Le vitamine liposolubili vengono misurate in unità di attività = Unita Internazionali = U.I.
Sono presenti prevalentemente negli alimenti contenenti grassi come: frutti oleosi, embrioni dei vegetali, oli vegetali spremuti a freddo, burro, olio di fegato di merluzzo, panna, latte fresco.
  • VITAMINA A (Betacarotene = idrosolubile)
  • VITAMINA D
  • VITAMINA E
  • VITAMINA F
  • VITAMINA K

04/06/11

DECOTTO, cos'è, come si prepara

Il decotto si usa, principalmente su droghe consistenti come le radici, i rizomi, la corteccia ed il legno contenenti principi attivi termoresistenti che necessitano dell'azione prolungata del calore.

Il rapporto droga/acqua è del 5%, ovvero 5 grammi di droga per 100 ml di acqua, salvo i casi di droghe considerate "eroiche" dove il rapporto scende al 1-2%.

I decotti si preparano mettendo la droga essicata e frantumata in acqua fredda e facendo bollire per un tempo variabile da 5 minuti per fiori, sommità fiorite, pianta intera, foglie a 15-30 minuti per cortecce, legno, radici.

E' consigliabile usare l'acqua distillata o oligominerale, perchè l'acqua potabile d'uso comune è ricca di sali di calcio e magnesio che possono far precipitare i fitocomplessi e ne riducono la loro concentrazione nella soluzione.

Dopo l'ebollizione si lascia macerare 10-20 minuti circa rimescolando periodicamente.
Si filtra con un colino a maglie strette e si spreme il residuo.

Se ne ricava una soluzione di fitocomplessi nella quale i principi attivi delle piante sono disciolti in acqua.
Se ne beve una tazza per 2-3 volte al dì calda o tiepida (mai fredda o bollente). E' possibile dolcificare con miele.
I decotti, come gli infusi devono essere preparati poco prima dell'uso e non possono essere conservati per tempi lunghi poichè sono un substrato ideale per la crescita e la moltiplicazione di batteri per l'abbondanza di sostanze organiche in essa contenute.

Bibliografia

Pedretti Marzio, Chimica e farmacologia delle piante medicinali, Studio Edizioni
Pedretti Marzio, L'Erborista moderno, Erboristeria domani libri
Quaderni di erboristeria, Clesav
Schauenberg, Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori

HONEYSUKLE, Fiore di Bach n. 16

Nome inglese: HONEYSUKLENome latino: Lonicera caprifolium
Nome italiano: Caprifoglio

Rimedio n. 16

"Per quelli che vivono nel passato che fu forse felice, o nel ricordo di un amico perduto o di ambizioni non realizzate. Essi non contano di ritrovare una felicità simile a quella che hanno conosciuto." Hedward Bach

Questo fiore è indicato per le persone che vivono fisicamente nel presente ma mentalmente e spiritualmente rimangono ancorati al passato perciò vivono di rimpianti e malinconia.
Queste persone soffrono di nostalgia per situazioni e persone del loro passato, per un amico perduto, per una persona amata che non c'è più, per un'età passata nella quale erano più felici o per un sogno non realizzato. Spesso esse hanno rimangono ancorate al passato perchè da loro sicurezza mentre il futuro è incertezza ed essi ne hanno paura.
E' il caso tipico della vedova che vive nel ricordo del marito defunto e conserva i suoi oggetti, o dell'anziano che si rifugia nel passato ricco di ricordi perchè il presente è poco stimolante, è il caso del bambino che in vacanza lontano da casa soffre di nostalgia dei genitori.

Honeysukle aiuta a a imparare dalle esperienze passate senza aggrapparsi ad esse ed a concentrasi sul presente ed a vivere nel presente permettendogli di intraprendere qualcosa di nuovo..

03/06/11

Gorse - Fiore di Bach n. 13

Nome inglese: GORSE
Nome latino: Ulex europaeus L
Nome italiano: Ginestrone

Rimedio n. 13

"Per i casi di grande disperazione; non credono più che si possa fare ancora qualcosa per loro. Possono lasciarsi persuadere, o per fare piacere agli altri sottoporsi a diverse cure, ma nello stesso tempo assicurano coloro che li circondano che per loro non c'è possibilità di migliorare."
Hedward Bach

Questo fiore è indicato per le persone che hanno sofferto o soffrono di una malattia cronica e che dopo aver tentato ogni genere di cura senza risultati o dopo che i medici non hanno lasciato loro speranze di guarigione completa, si sono rassegnati e si sono convinti della loro inguaribilità.
Tali persone sono depresse e mancano di interesse per la vita e anche se si lasciano convincere da amici o parenti a sperimentare nuove cure, dentro di sé non credono veramente che queste possano migliorare la loro condizione.

Gorse è utile anche a quelle persone che si trovano in situazioni difficili, fallimenti personali, perdita del lavoro, separazione e dopo aver ripetutamente ed inutilmente provato ad uscirne si sono rassegnate e hanno perso la fiducia in un possibile cambiamento.

L'uso di questo fiore aiuta ad accettare la propria situazione e le avversità con maggiore serenità, senza smettere di sperare in una possibile guarigione o miglioramento. Gorse infonde in queste persone l'ottimismo e la voglia di vivere e di continuare a lottare.

CIPRESSO COMUNE

CUPRESSUS SEMPERVIRENS L.
Nome italiano: Cipresso italiano, cipresso comune
Nome inglese: Cypress
Nome tedesco: Zypresse
Nome francese: Cyprès
Familia Cupressaceae

Habitat
Europa mediterranea, in tutta Italia dalla regione montana alla submontana, coltivato in Europa ed in America Settentrionale nei parchi, ville e cimiteri.

Identificazione
Albero perenne, sempreverde, forma affusolata con rami generalmente eretti, molto fitti che danno il caratteristico aspetto di cono strettissimo (cipresso maschio, var. pyramidallis) o più raramente forma più ampia con rami quasi orizzontali cipresso femmina, var. horizontalis Mill). Rami terminali molto sottili. Alto da 25 a 45 m.

Fusto: corteccia bruno rossastra, sottile, leggermente rugosa.

Foglie: piccole, squamiformi, carnose, opposte a 2 a 2 sui rami giovani munite di una ghiandola resinifera sul dorso.

Fiori: pianta monoica, infiorescenze maschili in minuscoli amenti terminali di colore giallo, infiorescenze femminili grigio verdastri con riflessi rosa violacei, formati da una decina di squame, con numerosi ovuli.
Fiorisce a marzo.
Frutto: galbulo (coccola) marrone verdastro con sfumature rossastre, da 1,8 a 3 cm formato da 8-14 squame esagonali ottusamente aculeate. A maturazione, raggiunta dopo 2 anni si aprono e lasciano cadere semi con margine alato.

Odore caratteristico (tutta la pianta).
Storia e Miti
Il nome sembra derivare da "Kuprus" nome greco dell'isola di Cipro dove cresce in abbondanza, ma è  legato anche alla leggenda mitologica di Ciparisso, suicida tramutato in cipresso da Apollo.
Il suo legno veniva utilizzato nel Medioevo per fabbricare bauli dove venivano riposti gli abiti per la sua robustezza e per l'aroma della sua resina che teneva lontano le tarme.
Nella Grecia antica si faceva respirare i malati alle vie respiratorie l'aria dei boschi di cipresso. Ippocrate lo usava per curare le malattie dell'utero e del retto. Galeno usava i fiori femminili per curare la diarrea.
Parti usate
galbuli o coccole di cipresso non maturi. grossi 2 cm verdi-grigiastre, giovani rami, legno.

Raccolta e Conservazione
Rametti: in primavera (quando la linfa sale)
Galbuli o coccole: in gennaio-marzo quando sono ancora verdi e carnosi.
Legno: in qualsiasi stagione.
Resina: per incisione sul tronco o spontanea.

Costituenti
galbuli o coccole: resine, tannini catechici, olio essenziale (pinene, canfene, cimene - raggiunge la maturità in due anni), sostanze pectiche, bisflavonoidi,leucoantociani.
giovani rami: olio essenziale.

Proprietà
Galbuli o coccole non maturi: astringente intestinale, vasocostrittore, flebotonica, protettiva dei capillari, emostatico, antiemorroidario, stomachico, tonico della struttura vescicale     sudorifiche, diuretiche
Essenza: balsamica, espettorante

Indicazioni
Galbuli o coccole: Varici, emorroidi, metrorragie, flebiti, pesantezza delle gambe, disturbi della menopausa, incontinenza urinaria, enuresi notturna, antisettica.
Essenza dai giovani rami: tossi ostinate secca e convulsa, pertosse.

Modalità d'uso
Infuso e decotto di legno fresco di cipresso macinato
5 g in 100 ml di acqua. Bere una tazza 2-3 volte al dì come antinfiammatorio delle affezioni uterine e rettali, anche in maniluvi e pediluvi.
Infuso e decotto di ramoscelli di cipresso
5 g in 100 ml di acqua. Bere una tazza 2-3 volte al dì come antinfiammatorio nelle emorroidi, anche in semicupi.
Decotto di coni o coccole
5 g (3 o 4 coccole frantumate) in 100 ml di acqua. Bere 2-3 tazze al dì prima dei pasti;
Uso esterno (7-8 coccole) in impacchi, compresse o clisteri.

Resina
Uso esterno: applicazioni per favorire la maturazione di paterecci e come vulnerario su ferite a lenta cicatrizzazione.
Tintura Madre
Preparata con glabuli non maturi raccolti e macinati lasciati macerare per 3 settimane.
Bere 30-40 gocce 2-3 volte al dì in poca acqua prima dei pasti. 15-20 gocce nell'enuresi notturna dei bambini.
Proprietà
Fleotonico, antiedematoso, vasocostrittore, astringente, protettivo dei capillari, tonico della muscolatura vesciale.
Indicazioni
insufficienza circolatoria degli arti inferiori, edemi, varici, emorroidi, metrorragie della menopausa, tossi spasmodiche con dispnea.

Essenza
2-4 gocce pro-dose, 2-3 volte al dì.
Estratto molle, estratto fluido, estratto secco, sciroppi.

Legno:
inattaccabile dai tarli, viene usato nella fabbricazione di oggetti artistici.

Bibliografia
Brigo Bruno, Fitoterapia e Gemmoterapia nella pratica clinica
Leclerc Henri, Lineamenti di fitoterapia
Lodi Giuseppe, Piante officinali italiane, Edagricole
Lonardini, Lazzarini, Elementi di Erboristeria, Guide pratiche Edagricole
Mearelli, guida all'impiego terapeutico delle Tianture madri, gemmoderivati e oligoelementi.
Messegue, il mio erbario, Mondadori
Palma Luigi, Fitoterapia essenziale, Palma Editore
Pedretti Marzio, Come curarsi con le erbe medicinali, De Vecchi Editore
Piante Medicinali, Green Garden
Phillips Roger, riconoscere li alberi, Istituto Geografico De Agostini
Rossi Massimo, Tinture Madri in fitoterapia, Studio Edizioni
Valnet Jean, Fitoterapia, cura delle malattie con le piante, Aldo Martello - Giunti

CONIFERE

Classe: CONIFERE
Divisione: Gimnosperme
E' la classe più importante delle Gimnosperme per numero e perchè fra di esse si trovano alberi di enormi dimensioni.

Habitat
Coltivate in montagna per:
limitare l'erosione e il franamento del terreno,
favorire la distribuzione delle acque,
mitigare il clima e renderlo più salubre.

Identificazione:
Alberi di grandi o enormi dimensioni, chioma dalla forma conica oppure arbusti.

Fusto:
tronco diritto molto ramificato quasi sempre con crescita indefinita del fusto principale dal quale si dipartono rami via via sempre più corti (ramificazione monopodiale), raramente fusto principale con crescita definita da cui si dipartono rami a sviluppo definito da cui si dipartono altri rami di ordine sempre più elevato (ramificazione simpodiale, tipica delle angiosperme).
Forniti di rami lunghi (macroblasti) e rametti corti su cui sono inserite le foglie (brachiblasti).
Corteccia di sughero compatto screpolato, grigia o bruna.
Fasci cribro-vascolari aperti nella struttura primaria, legno costituito da fibre e tracheidi corte;
canali resiniferi nel legno e nel parenchima della corteccia, del fusto e delle foglie:

Foglie:
piccole squamiformi, linelari, lanceolate talvolta aghiformi, sparse o verticillate, coriacee.

Fiori:
pinate monoiche (foglie pollinifere ed ovulifere sul medesimo esemplare).
Microsporofilli (foglie pollinifere) squamiformi disposti in amenti.
Macrosporofilli squamiformi disposti in infiorescenze strobiliformi dall'aspetto di coni (i macrosporangi sono isolati solo nel genere Taxus).
Impollinazione anemofila.

Frutto:
Seme con embrione centrale posto su squame legnose dopo la fecondazione che formano la pigna a cono ad eccezione del ginepro dove le squame diventano carnose dando origine al galbulo.

Costituenti: resina ed oleoresina

Utilizzo:
Legno: costruzioni per la sua resistenza agli agenti distruttori data dalla presenza della resina, carta.
Resina: se ne ricavano trementina, acquaragia, catrami.

Vi appartengono le seguenti Famiglie:
Taxaceae
Cupressaceae
Abietaceae

01/06/11

NOCCIOLO

CORYLUS AVELLANA L., CORYLUS SILVESTRIS SALISB.Nome italiano: Nocciuolo comune, avellana
Nome inglese: Cob, Common Hazel
Nome francese Noisetier
Nome tedesco Haselnuss
Famiglia: Betulaceae (Corylacee)
Ordine: Fagales

Habitat
Europa, Asia occidentale e centrale, Africa settentrionale, in tutta Italia dalla regione montana alla submontana, largamente coltivato (noccioleti). Vive nei boschi decidui, siepi, giardini e parchi. Fino a 1.500 m. Pianta robusta predilige terreni freschi, fertili, calcarei, migliora i suoli acidificati alcalinizzandoli.

Identificazione
Arbusto cespuglioso, perenne, caducifoglio, forma delle macchie poichè dalle radici partono dei germogli che danno luogo a nuove piante. Chioma allargata, fitta, irregolare. Alto da 3 a 5 m.
Fusto: da un unico ceppo partono numerosissimi fusti e polloni di legno flessibili. I rametti giovani hanno una leggera peluria formata da peli rossastri e da peli ghiandolari neri. Corteccia liscia, colore verde - bruno ramato, lucida con lenticelle chiare orizzontali. Nei rami giovani la corteccia si sfoglia come una pergamena. Legno di colore giallo-biancastro.

Radice: con eleganti venature usata in lavori di intarsio.
Foglie: rotondo-ovali, 5-12 cm, base cuoriforme, apice acuminato, margine doppiamente seghettato con denti grandi e piccoli, una metà più grande dell'altra, pubescenti soprattutto sulle nervature della superficie, alterne, brevemente picciolate, picciolo peloso.

Fiori: monoici, compaiono prima delle foglie, quelli maschili, giallo-dorati, in amenti allungati, penduli, quelli femminili riuniti in infiorescenze di due o quattro, racchiusi da brattee, simili alle gemme fogliari da cui si distinguono per gli stigmi rossi, simili ad un piumetto che spuntano dalle bratte.
Gli amenti maschili fioriscono a settembre, quelli femminili da febbraio a marzo.

Frutto: achenio, secco, indeiscente, (nocciola) composto da una parte legnosa esterna ovale contenente uno raramente due semi al suo interno, il tutto racchiuso in un involucro foliaceo carnoso alla base, sfrangiato e aperto all'estremità, isolato o in gruppi da 2 a 4 nocciole.
Odore nullo.

Storia e Miti
E' considerato uno dei vegetali preistorici, esisteva già nell'era terziaria. Nelle tombe neolitiche sono stati ritrovati i suoi frutti.
Corylus dal greco corys=casco, la nocciola infatti è racchiusa in una brattea verde a forma di casco.
Il suo legno flessibile veniva utilizzato per fabbricare le acchette da rabdomante. Con il suo carbone si fabbricavano i carboncini da disegno.
L'essenza del legno "oleum Heraclinum" fu impiegato nella cura dell'epilessia (M.Ruland)

Parti usate
foglie, corteccia dei rami. Semi.

Raccolta e Conservazione
Foglie: senza il picciolo da luglio ad agosto. Essiccare all'ombra.
Corteccia: si stacca con un coltello dai rami di almeno due-tre anni, in ottobre-novembre. Si divide in pezzi di 5-10 cm. Essiccare al sole
Conservare in saccetti di carta o tela.

Costituenti
Foglie e corteccia: tannino, resine, glicosidi flavonoidici
Foglie: oli eterei, principi amari, betulina.
Semi: oli, proteine, zuccheri, Vitamine A, B1, B2, C, E, calcio, ferro, fosforo, magnesio, manganese, potassio, rame, sodio, zinco, zolfo, acido oleico, palmitico, stearico. Se ne estrae un olio commestibile.

Proprietà
Foglie: astringente, vasocostrittore, flebotonico, antiedematoso, antidiarroico, depurativo, antiemorragico, antinfiammatorio. Uso esterno: astringente e tonico dei dotti sebacei e sudorali, antiinfiammatorio e cicatrizzante.
Corteccia: astringente venoso, antiinfiammatorio, febbriguo.

Indicazioni
Foglie:
- Varici, flebiti, fragilità capillare, edemi alle gambe,
- diarrea,
- dermatosi

Corteccia: stati febbrili

Foglie e corteccia uso esterno: piaghe, ulcere.

Modalità d'uso
Infuso
5 g in 100 ml di acqua. Bere una tazza 2-3 volte al dì come vaso costrittore e depurativo.
Uso esterno 10 g in 100 ml di acqua. In applicazioni esterne come tonico, astringente antinfiammatorio.

Decotto di foglie
5 g in 100 ml di acqua. Bere 2-3 tazze al dì nelle infiammazioni intestinali e dell'apparato vascolare.

10 g in 100 ml di acqua. Utilizzare in sciacqui, lavaggi, gargarismi, compresse nelle irritazioni delle mucose, della pelle, delle emorroidi e nelle abrasioni come antinfiammatorio cicatrizzante, astringente, nella pelle raggrinzita, sui punti neri, per schiarire le lentiggini, sulle borse sotto gli occhi.

Decotto di corteccia
5g in 100 ml di acqua. Bere 2 tazze al dì negli stati febbrili. Applicare compresse imbevute di decotto su vasi superficiali dilatati.

Acqua distillata di rametti e foglie, come tonico astringente.

Olio di semi, come emolliente nelle pelli secche.

Tintura Madre
30 gocce 3-4 volte al dì in poca acqua lontano dai pasti.
Proprietà
Fleotonico, antiedematoso, cicatrizzante antinfiammatorio, antisclerotico dei tessuti connettivi polmonare ed epatico.
Indicazioni
insufficienza circolatoria degli arti inferiori, edemi, varici, emorroidi,
colecistopatie

Gemmoderivato ottenuto per macerazione di gemme fresche in soluzione idogliceralcoolica 1DH.
30-50 gocce, 2-3 volte al dì in poca acqua 15 minuti prima dei pasti principali.
Proprietà: antiscleroso delle mucose e della muscolatura polmonare e del fegato.
Indicazioni
antianemico, anemie da ulcere o da emorroidi,
bronchiti croniche, enfisemi, sclerosi bronchiali e polmonari, asma,
insufficienza arteriosa degli arti inferiori, antisclerotico
insufficienza epatica, epatopatia croica, cirrosi epatica.

Alimentare
I semi sono commestibili sia per l'uomo che per gli animali come scoiattoli, topi, ghiri, picchi, ghiandaie, fagiani ecc.

Note
Il suo legno flessibile viene impiegato nella fabbricazione di:
cerchi di botte, bastoni da passeggio, nasse (trappole per salmoni), manici di cesto.

Bibliografia
Brigo Bruno, Fitoterapia e Gemmoterapia nella pratica clinica
Mearelli, guida all'impiego terapeutico delle Tianture madri, gemmoderivati e oligoelementi.
Minardi e Figli, Nelle erbe la salute (in herbis salus)
Pedretti Marzio, Come curarsi con le erbe medicinali, De Vecchi Editore
Piterà Fernando, Compendio di Gemmoterapia clinica
Rossi Massimo, Tinture Madri in fitoterapia, Studio Edizioni
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione del Reader Digest
Valnet Jean, Fitoterapia, cura delle malattie con le piante, Aldo Martello - Giunti

27/05/11

CAMOMILLA

MATRICARIA CHAMOMILLA L
Sinonimi: Matricaria recutita L. Chamomilla recutita (L.) Rausch.,
Nome italiano: Camomilla comune, matricaria
Nome inglese: Scented mayweed
Nome tedesco: Kamille, Echte Kamille
Nome francese: Petite camomille
Famiglia: Asteraceae ex Compositae

Habitat
Diffusa in tutta Europa, Asia settentrionale, in Italia vive dalla pianura fino alla zona submontana, nei campi di frumento, nei terreni incolti, ai margini dei viottoli di campagna, tra i ruderi, nelle zone asciutte, sassose e soleggiate. Non oltre 1.500 m.

Identificazione
Pianta annuale, alta da 20 a 50 cm.
Fusto: eretto, più o meno ramificato in basso, molto ramificato in alto, prostrato alla base, verde, striato, glabro.
Radice: fittone.
Foglie: alterne, verdi, bipennatosette, incise  in sottili lacinie, brevi, appuntite, sessili glabre.
Fiori: bianchi con centro giallo, riuniti in capolini sottilmente peduncolati, a loro volta riuniti in un corimbo terminale. Ogni capolino e laro 4-6 mm ed è formato da fiori centrali gialli, tubulosi, con cinque lobi alle sommità, ermafroditi, e fiori periferici bianchi, femminili, a ligule con due profondi solchi, che tendono a piegarsi verso il basso, tutti posti su un ricettacolo conico, cavo la cui forma è molto evidente e massima al termine della fioritura, il tutto è circondato da un involucro di squame disposte in più serie con margine scarioso.
Odore aromatico penetrante che cambia con l'essicazione, sapore amaro.
Fiorisce da maggio a ottobre. Al termine della fioritura le ligule bianche dei capolini, sono rivolte verso il basso.
Frutto: Achenio grigiastro, subcilindrico, arcuato, lisci sulla parte convessa e con 5 coste chiare sulla parteconcava, lungo 1mm, senza pappo.

Storia e miti
Il suo nome generico Matricaria deriva dal latino "matrix -icis" = utero indica le sue proprietà sulla muscolatura dell'utero, altri sostengono derivi da "mater" = madre.
Gli Egiziani l'avevano consacrata al dio sole, Rha. Conosciuta ai tempi di Dioscoride e Galeno nel II secolo d.C. dove veniva usata nelle cefalee, per favorire la sudorazione e calmare i nervi. La medicina Araba prescriveva un olio per frizioni. Ippocrate la consigliava per facilitare il parto.

Parti usate
capolini fioriti (calatidi).
in commercio si trovano:
- qualità extra, camomilla scelta o bottonata: capolini senza peduncolo.
- qualità inferiore, camomilla con peduncoli: capolini con gambi e foglie.
- ultima qualità, camomilla setacciata o polvere: fiori staccati dal ricettacolo.

Raccolta e Conservazione
da maggio a luglio prima della fioritura, recidendoli alla base del capolino con peduncolo cortissimo con le unghie o a pettine.
Si essicano all'ombra in ambienti aerati disponendoli in strati sottili. Si vagliano per separare i fiori che si sono separati dal ricettacolo durante l'essicazione. Maneggiare con cura perchè i fiori si staccano facilmente dai ricettaccoli.
Conservare in barattoli di vetro al riparo dalla luce. Perde la sua efficacia se non viene usata entro un anno.

Costituenti
olio essenziale (contenente camazulene blu, che alla luce vira al bruno, bisabololo e farnesene), sesquiterpeni, eterosidi flavonici (apigenina, quercetolo), cumarine (ombelliferone, erniarina), alcool, acidi fenolici, amine, mucillagini, glucosidi amari.

Proprietà  
carminativo, stomachico, eupeptico, antiflogistico, antalgico, antinfiammatorio, antisettico, antiallergico, analgesico, antinevralgico, antispasmodico gastro-intestinale, emmenagogo, sedativo del S.N.C. di relazione, tonico, vulnerario, cicatrizzante.

Indicazioni
- insonnia,
- spasmi dolorosi del'apparato gastro-enterico, gastrite, duodenite, ulcera gastrica e duodenale,
- nevralgia, nevralgia facciale, cefalea,
- pelle, piaghe, scottature, capelli, bocca,
- mestruazioni dolorose, dismenorrea e amenorrea di carattere nervoso, turbe della menopausa.

Modalita d'uso

Infuso
5-10g in 100 ml di acqua bollente, lasciare in infusione 15 minuti.
Tre tazze al dì.
- nelle mestruazioni dolorose, amenorrea e dismenorrea bere nei tre giorni prima del ciclo,
- nelle digestioni difficili, fermentazioni intestinali, coliche,
- nelle convulsioni e nell'isterismo
- come calmante

Decotto
10 g in 100 ml di acqua bollente, far bollire 2'. Lasciare in infusione mezz'ora, filtrare.
Nelle febbri intermittenti.
Uso esterno
- sciacqui e frizioni per schiarire e dare riflessi dorati ai capelli, tenere per 10-15' (l'effetto è migliore se ci si espone al sole)
- fomenti (respirare il vapore dei fiori di camomilla) nelle riniti, bronchiti, sinusiti,
- compresse imbevute di infuso, nelle pelli screpolate, arrossate e sciupate, tenere per 15',
- impacchi sugli occhi stanchi, irritati, arrossati,
- bagni rilassanti, sedativi e decongestionanti
- irrigazioni su mucose arrossate, congestionate, infiammate (pruriti vulvari)
- colluttorio, per gengivite, mal di denti,
- gargarismi, nel mal di gola
- cataplasmi nelle emorroidi.

Tintura 20%
20g in 100 ml di alcool a 70°. Macerare per 5 giorni.
Bere 1-2 cucchiani pro-dose 3 volte al dì.
Uso esterno: per applicazioni locali diluire in acqua 10 ml in 50 ml di acqua.

Tintura vinosa 10%
10 g in 100 ml di vino bianco. Macerare 5 giorni. Filtrare. Bere un bicchierino pro dose, 3 volte al dì.
Nelle nevralgie e nelle amenorree, dismenorree.
Per favorire la digestione bere un bicchierino dopo i pasti..

Tintura oleosa 20%
20 g in 100 m di olio d'oliva. Macerare per 8-10 giorni. Conservare in frigorifero.
Come antinfiammatorio nei dolori mestruali o gastroenterici.
Per frizioni locali nei dolori reumatici aggiungere 10 g di canfora a 90 g di olio di camomilla.

Olio di camomilla
20 g in 100 ml di olio di mandorle. Lasciare a bagnomaria per 2 ore, filtrare attraverso una tela. Come antinfiammatorio cutaneo nelle pelli arrossate.

Tintura madre
20 g in 100 ml di alcool a 70°. Macerare per 3 settimane i capolini freschi.
bambino: 5 gocce in un po' di acqua o latte.
adulto: 20-40 gocce 2-3 volte al dì dopo i pasti.
Proprietà
- regolatore della flora batterica intestinale
- immunostimolante, sudorifero
- antinfiammatorio e spasmolitico gastrointestinale
- antinfiammatorio dell'apparato respiratorio
- sedativa, antispasmodica, ipnotico leggero
- emmenagoga, eupeptica
Indicazioni
- insonnia
- nevralgie facciali
- dentizione dolorosa nel bambino
- amenorrea, dismenorrea, turbe della menopausa,
- irritabilità, convulsioni, tic nervosi,
- nel bambino collerico, capriccioso, intollerante al dolore,
- coliche intestinali, gastroduodenite, ulcera gastroduodenale

Essenza (ol. Chamomillae)
2-4 gocce, 2-3 volte al dì.
Proprietà: antiflogistico batteriostatico e fungicida, vermifugo (ascaridi, ossiuri), antiallergico, protettivo nei confronti delle ulcere gastroduodenali e nelle gastriti, .

Polvere
1-3 g in miele 3 volte al dì.

Altri usi:
- Olio essenziale in profumeria, cosmetica, liquoreria.
- capolini entro l'anno di raccolta come antitarme.

Controindicazioni:
- gli stati diarroici
- non usare in associazione alla china.

E' sconsigliato l'uso prolungato:
- nelle infiammazioni oculari perchè può irritare l'occhio,
- perchè può provocare insonnia e nausea, alcuni soggetti nervosi, possono risentire di una eccitazione generale e soffrire d'insonnia anche se l'assumono in dosi e per tempi limitati.

Bibliografia
Brigo Bruno, Fitoterapia e Gemmoterapia nella pratica clinica
Da Cartosio Giorgio, La salute nelle piante e nelle erbe, Edizioni Paoline
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Guida pratica ai fiori spontanei in Italia, Selezione dal reader's Digest.
Hoffmann David, Erbario olistico, L'energia delle piante per una salute integrale, Xenia
Leclerc Henri, Lineamenti di fitoterapia
Lodi Giuseppe, Piante officinali italiane
Lonardoni, Lazzarini, Elementi di Erboristeria, Guide pratiche Edagricole.
Mearelli, guida all'impiego terapeutico delle Tianture madri, gemmoderivati e oligoelementi.
Mességué, il mio erbario, Mondadori
Nelle erbe la salute (in herbis salus)
Padre Emilio Ratti, fiori ed erbe benedite il Signore,
Palma Luigi, Fitoterapia essenziale, Palma Editore
Pedretti Marzio, L'Erborista Moderno, Erboristeria domani libri
Fra Domenico Palombi, La medicina dei semplici
Rossi Massimo, Tinture Madri in fitoterapia, Studio Edizioni
Schaunenberg-Paris, Le piante medicinali, Newton Compton Editori
Thomson William, Salute dalla terra, guida alle piante medicinali
Scoprire, riconoscere, usarle le erbe, Fabbri Editore
Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione del Reader Digest
Tierra Michael, la salute con le erbe, Oscar Mondadori
Treben Maria, La salute dalla Farmacia del Signore
Valnet Jean, Cura delle malattie con le essenze delle piante, Aldo Martello-Giunti